Bologna/L’assemblea dei soci elegge presidente di LeG Tomaso Montanari

Bologna/L’assemblea dei soci elegge presidente di LeG Tomaso Montanari

Si è svolta sabato scorso, 11 marzo, a Bologna, l’assemblea annuale dei soci di Libertà e Giustizia. L’incontro, moderato da Elisabetta Rubini, ha visto alternarsi dapprima le voci dei membri dei Consigli di Presidenza e Direzione dell’associazione e, in seguito, quelle dei coordinatori dei circoli e dei soci presenti.

Dopo la relazione di Stefano Innocenti sull’attività svolta da LeG nell’ultimo anno, e approvato all’unanimità il bilancio illustrato dal dottor Sebastiano Resta, la parola è passata a Nadia Urbinati che, al termine di un appassionato discorso sui temi cruciali del lavoro, della scuola e sul ruolo dell’Europa, ha indicato in Tomaso Montanari il nuovo candidato alla direzione dell’associazione per il prossimo triennio.

Eletto presidente di Libertà e Giustizia, Montanari ha quindi preso la parola e annunciato, in un’ottica di continuità lavorativa, la nomina della stessa Urbinati a vicepresidente e l’ingresso di Salvatore Settis nel Consiglio di Presidenza. Nel suo discorso di insediamento, Montanari ha ribadito l’importanza che Libertà e Giustizia continui a promuovere cultura, partecipazione e integrazione, mantenendo la propria autonomia dai partiti politici.

Prima di lasciare spazio al dibattito tra i partecipanti, sono stati tre i principali interventi che sono seguiti: quello di Lorenza Carlassare, costituzionalista, che ha invitato i presenti a vedere nella Costituzione le fondamenta per la costruzione di un progetto di Paese rinnovato e più solido. Quello di Paul Ginsborg, storico, che ha riflettuto sulla necessità di tornare a riconoscere le passioni positive, riportandole alla base della vita politica italiana.

Infine, Sandra Bonsanti ha letto uno scritto del presidente emerito, Gustavo Zagrebelsky, impossibilitato a presenziare in prima persona, in cui -con riferimento alla parabola evangelica del granello di senape- si invitavano i soci a prendere coscienza del prezioso ruolo che l’Associazione ha svolto nel corso della lunga campagna referendaria rifuggendo, però, dai facili trionfalismi, che potrebbero danneggiarla e comprometterne il percorso di crescita futura.

 

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