IDEE PER IL NOSTRO FUTURO TESTO CONCLUSIVO DELL’INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI

IDEE PER IL NOSTRO FUTURO TESTO CONCLUSIVO DELL’INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI

Il voto del 4 dicembre 2016 non lascia dubbi: ha vinto il No. Il tentativo di Renzi di ottenere un plebiscito sulle modifiche della Costituzione è stato respinto – senza appello – dal 59 % dei votanti ed è stato smentito che un maggior numero di votanti ne avrebbe favorito l’approvazione.

L’alta percentuale dei votanti è la conferma che tanti hanno deciso di partecipare al voto proprio per bocciare la proposta del governo. Renzi ha dovuto ammettere di avere straperso.

La vittoria del No non può essere archiviata, come si sta tentando di fare, anzi è un parametro essenziale per qualunque prospettiva politica democratica.

La vittoria del No è di straordinario valore e può fermare il tentativo delle élite dominanti di imporre una deriva accentratrice ed autoritaria. Questo voto può cambiare il corso politico del nostro paese e aprire una nuova stagione democratica fondata sui principi fondamentali della Costituzione.

Denunciamo il tentativo di far dimenticare il risultato referendario, di riassorbirne le potenzialità democratiche, in definitiva di non rispettarne l’esito.

Questo voto referendario è il contrario di una deriva populistica che, a parole, tanto preoccupa. In realtà si tenta di non rispettare l’esito di questa grande prova di partecipazione democratica.

Per questo è importante che i soggetti della campagna referendaria come il Comitato per il No e quello contro l’Italicum, con 750 riferimenti territoriali, restino in campo contro tentazioni future di stravolgimento dell’assetto costituzionale e per la piena attuazione della Costituzione.

Nel ringraziare quanti hanno contribuito al successo del No riteniamo ora necessario sottolineare che il compito non è finito e che è in atto un tentativo di stravolgere il risultato del voto. Per questo l’Italia e la Costituzione hanno bisogno di vigilanza, di partecipazione, di iniziativa democratica.

Con le deformazioni della Costituzione è stato bocciato anche l’Italicum, fin troppo simile al Porcellum. L’Italia deve dotarsi di un nuovo sistema elettorale, coerente per Camera e Senato, che consenta agli elettori di eleggere tutti i parlamentari con voto proporzionale (così vanno eletti i rappresentanti in ogni altra sede rappresentativa come province e aree metropolitane) rimettendo in equilibrio rappresentanza e governabilità e rispettando i principi fondamentali della Costituzione.

Questo obiettivo è tutto da realizzare: dal sostegno alle ragioni che hanno portato i nostri avvocati a presentare istanze di incostituzionalità sull’Italicum, fino ad un impegno forte per ottenere un sistema elettorale rispettoso della volontà popolare che consenta di avere un parlamento rappresentativo e legittimo, al contrario di quello attuale, che deve solo approvare una legge elettorale rigorosamente coerente con l’esito del referendum costituzionale.

Per questo sulla base del nostro documento sulla legge elettorale e dopo il pronunciamento della Corte costituzionale presenteremo un documento politico per lanciare una raccolta di firme per ottenere una legge elettorale coerente con l’esito del referendum.

Il nostro impegno sarà centrato nei prossimi mesi su:

- Costituzione, per la salvaguardia dei suoi fondamenti democratici e rappresentativi e la piena attuazione dei suoi principi;

- Legge elettorale, proporzionale, diritto degli elettori di eleggere tutti i loro rappresentanti, modifiche per il voto all’estero;

- Impegno a modificare le leggi che regolano le raccolte delle firme per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare, al fine di renderle più semplici e meno costose;

- Sostegno alle iniziative referendarie per i diritti di chi lavora e al mondo della scuola per modificare i provvedimenti del governo Renzi;

- Lavoro di approfondimento per la piena attuazione della Costituzione; impegno per la modifica dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio in presenza di un nuovo parlamento;

Sono tutti compiti che motivano l’impegno a costruire un movimento di cittadini che vuole restare in campo e vuole far valere il proprio punto di vista democraticamente, escludendo ogni deriva di natura partitica e tanto meno vocazioni elettorali. L’attacco al ruolo delle rappresentanze dei corpi sociali è stato respinto, ma non basta. Ora occorre un diffuso impegno dei cittadini e fare appello alla loro partecipazione democratica.

Per questo è necessario favorire il diritto dei cittadini di associarsi e di far valere le proprie opinioni.

Piena autonomia, impegno civico, nessuna confusione con i partiti, ferma volontà unitaria nel rispetto del pluralismo, sono i presupposti su cui vogliamo fondare un movimento civico, basato sulla rete dei comitati territoriali, erede del nostro contributo alla vittoria del No, in grado di pesare nel dibattito culturale, scientifico, politico del nostro paese.

I due Comitati referendari – per il No alle modifiche della Costituzione e contro l’Italicum – insieme alla rete dei Comitati territoriali saranno i protagonisti di questo percorso e, una volta approvata la nuova legge elettorale, decideranno insieme forme e modi per proseguire le iniziative, fondate sulla partecipazione e sulla diffusione nei territori. In vista di questo appuntamento i direttivi dei due Comitati referendari si riuniranno con le rappresentanze delle aree regionali, nel rispetto delle differenze di genere. Il sito Internet dei due Comitati, per sottolineare la nuova fase, aggiungerà anche “per la democrazia costituzionale”, fino all’assemblea nazionale convocata dopo la legge elettorale.

Approvato dall’Assemblea dei comitati territoriali del 21 /1/2017

2 commenti

  • Ottima la difesa del diritto di scelta dei parlamentari esclusivamente attraverso le preferenze degli elettori. Ma perché prendere una posizione così netta a favore del proporzionale? Che cosa s’intende esattamente con proporzionale? Deve essere nazionale o può essere di circoscrizione (quale?) o addirittura di collegio plurinominale? Se è nazionale, s’intende accettare soglie minime? Quali e come giustificarle? Perché non abbandonare l’ideologia imprecisa del proporzionale e non difendere i veri diritti elettorali sanciti dalla costituzione negli articoli 48, 51 e indirettamente 67? Solo distorsioni mirate o eccessive dell’equa rappresentazione delle forze in campo meritano essere vietate; questo non significa che il sistema elettorale deve sostituire la lista all candidato individuale come oggetto primario della scelta; e se usa liste, deve fare di tutto per non restringere i diritti elettorali individuali. Questo è possibile. Quindi bisogna farlo.

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