L´esito del Referendum: impressioni e congetture

L´esito del Referendum: impressioni e congetture
  1. Sono molto istruito: laurea, Ph.D., ecc. Tuttavia per orientarmi nella riforma Boschi-Renzi mi ci sono voluti almeno 8 giorni di studio a tempo pieno, compresi un trattatello di Giovanni Sartori e due recenti libri di Gianfranco Pasquino. IL risultato fu Appunti sulla riforma costituzionale, che andò sul Phenomenology Lab e anche come Nota nella mia pagina fb.  Del resto,se non fossi in pensione, non credo avrei potuto dedicare 8 giorni allo studio di Boschi-Renzi. Evidentemente questo tipo di approfondimento e’ impensabile per della gente normale, che lavora, che non è abituata a leggere con celerità, che non ha una cultura giuridica, che a volte non si sa muovere su Internet.
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  2. Messa di fronte al problema, la gente avrà dovuto elaborare una soluzione euristica. Esprimere un SI o un NO a un proxy, qualcosa di più palpabile, che si avvicini all´oggetto vero: vero ma purtroppo imperscrutabile.
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  3. Mi chiedo se i diversi tribunali che hanno respinto le istanze di Valerio Onida, il nostro costituzionalista dotato di maggior buon senso,  abbiano capito che la sua proposta era basata sull´ipotesi, plausibile, che lo spezzettamento fosse l´unico modo per dare contrallabilita’, comprensibilita’, accesso mentale, al quesito referendario.
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  4. Prendiamo la cosa dall´altro lato. A un referendum, ha osservato Martin Wolf, recentemente scottato da Brexit, in un´intervista a Fubini linkata nella mia pagina fb dal Corriere, alla gente viene chiesto di esprimere un SI o un NO, ma a cosa dicano di sì o di no, non si sa e non glielo si può imporre…
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  5. Dunque la gente è stata obbligata a semplificare. E siccome il proponente era il governo, ha dato un giudizio sul governo. E l´ha dato con grande partecipazione e gusto, per esprimere la propria netta insoddisfazione. Renzi doveva far ripartire l´economia italiana, e per diverse ragioni in definitiva non ci è riuscito. E il popolo, senza che nessuno lo sospettasse, è molto deluso da  lui. La nuova “maggioranza silenziosa” evocata da Renzi esisteva davvero. Fatta di persone che avevano inizialmente sperato in lui, poi disperato.  Nessuno lo sapeva.
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  6. E’ facile post factum fare ipotesi sugli errori di Renzi:  la personalizzazione, la presenza ossessiva in TV fin oltre la saturazione, la pubblicità lecita e illecita al SI, la scandalosa rincorsa di gruppi di elettori con mance ed erogazioni  varie, senza che il miserando, servile Padoan abbia mai accennato a opporsi. Il popolo italiano non si è lasciato comprare. Adesso che Renzi ha perso, siamo tentati di dire che si sia rovinato con le sue mani.
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  7. La conclusone alla quale credo di essere arrivato, alla quale quanto meno vorrei arrivare, è che l´errore sta… che frase orribile! a monte. Per una riforma costituzionale complessa come la Boschi-Renzi ci vuole un´assemblea costituente, che operi in modo del tutto indipendente dal governo e che non ne sia schiava, come la maggioranza parlamentare lo è stata tristemente del governo Renzi. Con la procedura prevista dall´art. 138 della Costituzione, non si possono cambiare 40 articoli in un colpo.
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  8. E’ interessante confrontare le Boschi-Renzi con la proposta alternativa e ipotetica con cui se ne uscì a metà Luglio D´Alema: 1) riduzione proporzionale del numero dei parlamentari di entrambe le camere; 2) sottrazione del potere della fiducia al Senato; 3) commissione di conciliazione per interrompere gli andirivieni delle proposte di legge tra le due Camere dopo 2 passaggi. Questa proposta coglierebbe molti degli obiettivi della Boschi-Renzi; e inoltre, sarebbe stata effettivamente, per la sua chiarezza e linearità, sottoponibile agli elettori.

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(*) Economista, saggista e socio di Libertà e Giustizia, a lungo ordinario di economia monetaria e creditizia     all’Università di Pisa.

2 commenti

  • Il costituzionalista di buon senso Onida non era uno dei saggi di Napolitano?

    E non furono loro a proporre riforme costituzionali incentrate sul “Superamento del bicameralismo paritario” (mi ricorda qualcosa…) e sul Senato delle autonomie, riforme a tappeto – di quelle che non si possono fare se non con un’*assemblea costituente*, appunto – alle quali procedere a partire da una commissione parlamentare (= di *questo parlamento*…) e no?

    http://formiche.net/2013/04/12/proposte-saggi-napolitano/

    E queste sciagurate proposte, ammessa e non concessa una loro sensatezza di fondo, non sfuggirono dalle mani quei raffazzonati saggi per cadere in quelle del governo Letta prima e di quello Renzi poi, per restare alla mercé di grimaldelli, canguri e altri metodi illegali?

    Ecco a che cosa serve la facoltà cerebrale che pochi esercitano e che va sotto il nome di memoria.

  • Avrei preferito dialogare con una persona dotata di nome e cognome, non con “andersdenstore”, ahime´!
    Nella mia nota faccio riferimento a Valerio Onida per uno scopo specifico: aveva forse capito che il referendum era impresentabile per la sua assurda complessita’. Il suo passato di “saggio” ecc. ai fini del mio discorso e’ del tutto irrilevante. Spero che la “memoria” di cui “andersdenstore” vanta le virtu’ abbia da offrire di piu’ che delle sterili recriminazioni, che non sembrano avere alcun nesso con la mia argomentazione: che probabilmente non gli interessa.

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