Pasquino e altri per il No: In facoltà come Giurisprudenza dibattiti solo a favore della riforma

Pasquino e altri per il No: In facoltà come Giurisprudenza dibattiti solo a favore della riforma

Bologna – S’infiamma la campagna elettorale per il referendum all’Università di Bologna. A due settimane dal voto scendono in campo i professori del No con un appello accuse nei confronti dei colleghi che hanno sposato la causa della riforma. Il politologo Gianfranco Pasquino prende di mira la facoltà di Giurispudenza: alcuni professori fanno a suo avviso una “chiara propaganda a favore del Sì, a lezione e anche organizzando cicli di incontri senza invitare esponenti del No. Sono molti – dice ancora Pasquino – e fanno propaganda in luoghi impropri senza alcun riguardo per la par condicio”.

Per calamitare i consensi degli indecisi nasce l’appello del No, firmato tra gli altri dal sociologo Vittorio Capecchi, dal chimico Vincenzo Balzani, dalla costituzionalista Francesca Rescigno, dal filosofo Maurizio Matteuzzi e dallo statistico Giorgio Tassinari. “I sostenitori del Sì hanno fatto sembrare che l’ateneo fosse tutto su quella posizione – spiega ancora Pasquino – quindi abbiamo deciso di intervenire. Tra di noi abbiamo posizioni diverse, ma il quesito referendario è quello che è e intendiamo dire No. Se vince il Sì non ci sarà una deriva autoritaria, ma una deriva confusionaria, che produrrà conflitti per diversi anni”.

I professori del No hanno coinvolto anche una rappresentanza degli studenti dell’ateneo schierati contro la riforma costituzionale. Alla conferenza stampa tenuta questa mattina c’erano anche esponenti di Link Bologna.

Repubblica.it,  21 Novembre 2016


 

Appello UniNO – Docenti dall’università di Bologna per il No
“Oggi, voi del governo e della maggioranza state facendo la «vostra» Costituzione. L’avete preparata e la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze, alle vostre opinioni e ai rapporti interni. Ancora una volta emerge la concezione che è propria di questa maggioranza, secondo la quale chi vince le elezioni possiede le istituzioni, ne è il proprietario. Questo è un errore.” Sono parole di Sergio Mattarella, pronunciate il 12 marzo 2005
“La Costituzione è una splendida sessantenne. Ha qualche ruga. Necessita di pochi ritocchi” (Giorgio Napolitano 2 giugno 2008).
Le riforme costituzionali del governo Renzi-Boschi sulle quali si avrà un referendum sono episodiche, disorganiche, sbagliate. Riducono la democrazia elettorale e producono rischiosi disequilibri. Creeranno confusione e conflitti. Non miglioreranno il funzionamento del sistema politico. Non sono affatto “meglio che niente”. Sono peggio dell’esistente. Bocciandole si terrà aperta la strada a riforme di gran lunga migliori che sono già state messe a punto nella fin troppo prolungata campagna elettorale e che potranno essere rapidamente approvate.
Invitiamo pertanto a votare NO il 4 dicembre ed a collaborare con i Comitati per il NO presenti in tutte le province d’Italia affinché le riforme siano bocciate. Si ricomincerà non da capo, ma da quello che, sul metodo e sul merito, dovremmo avere tutti imparato.
Primi Firmatari
Gianfranco Pasquino (Emerito, Politologo)
Vittorio Capecchi (Emerito, Sociologo)
Vincenzo Balzani (Emerito, Chimico)
Francesca Rescigno (Costituzionalista)
Marina Marini (Biologa)
Giovanni Cimbalo (Giurista)
Federico Martelloni (Giurista)
Rossella Terreni (Italianista)
Leonardo Altieri (Sociologo)
Silvia Albertazzi (Anglista)
Maurizio Matteuzzi (Filosofo)
Giorgio Tassinari (Statistico)
Monica Dall’Asta (Storica del cinema)
Donata Meneghelli (Italianista)
Sergio Brasini (Statistico)
Laura Stancampiano (Veterinaria)
Andrea Lassandari (Giurista)
Federico Bertoni (Italianista)
Raffaella Baldelli (Biologa)
Rossella Capozzi (Geologa)

Bologna/Il Circolo di LeG esprime rammarico per l’indisponibilità al confronto

Hanno fatto rumore le dichiarazioni del professor Pasquino sullo squilibrio di posizioni a favore del Sì all’interno della Scuola di Giurisprudenza. Tardivamente, e non senza complicazioni, il docente è riuscito a trovare un gruppo ristretto di colleghi disposti a rappresentare un locale e accademico No.

Come Associazione impegnata nella campagna referendaria sentivamo il bisogno di dare ospitalità a entrambe le posizioni (del Sì e del No) in una Scuola, come quella di diritto, che vede la quasi totalità del corpo docente fiancheggiatrice delle tesi del Sì. Nell’organizzazione di confronti e iniziative abbiamo dovuto constatare la poca disponibilità di alcuni docenti, così impegnati nella campagna a favore del Sì, e la totale indisponibilità dell’Università a concederci aule adeguate.

Dunque, non possiamo che condividere la posizione dei professori Gianfranco Pasquino, Giorgio Tassinari ed altri, ed esprimere il rammarico per non aver avuto tale possibilità.

Il Circolo di Libertà e Giustizia di Bologna

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