Lettera a un amico sul Referendum

Lettera a un amico sul Referendum

Tu dici che la Corte Costituzionale non ha dichiarato illegittima la volontà di questa maggioranza di farsi Costituente. Ma ti sbagli. La sola legittimità riconosciuta a quel Parlamento era quella basata sul principio di continuità dello Stato, vale a dire quella che autorizza il disbrigo del necessario – dunque in primo luogo cambiare la legge elettorale – e poi andare a elezioni.

In ogni caso non era una delegittimazione generica. Ma un dichiarare inaccettabile costituzionalmente precisamente il meccanismo o premio di maggioranza che ha dato al Governo i numeri per autoproclamarsi Costituente. Puoi essere convinto che questo colpo di mano cambierà le cose in meglio: non ne so niente e non voglio obiettare. Dico che questo fregarsene di ciò che la Corte ha detto è semplicemente fregarsene della legge fondamentale dello Stato e di chi la garantisce, e questo dovresti almeno riconoscerlo. Non è per caso che dicono “adesso o mai più”.

E’ precisamente questo che mi sconcerta – che tutti, da destra a sinistra, sono convinti che TUTTO sia politica (cioè oggi roba da pollai, visto che siamo un cortiletto secondario di un continente secondario) e che AL DI SOPRA della politica contingente, per dare dignità, decoro e norma alla Repubblica, non ci sia niente di niente.

L’Italia si sbriciola, in sessant’anni non siamo riusciti a prevenire un solo crollo, a salvare uno straccio di costa o di montagna, a non sconciare la sola cosa che ci restava al mondo, il paesaggio. Molti gridano “dagli al neoliberismo”, e in Italia non c’è un appalto pubblico che passi una gara, non c’è un consiglio di governance di qualunque livello che non sia una mafia, ci son più servi e farabutti ai posti di comando di quanti ce ne siano stati mai, modiche quantità di truffa, condoni fiscali e gigantesca corruzione nelle opere pubbliche sono tutta l’amministrazione che c’è; non c’è politica che non sia scambio di favori e consenso; per scuola università e ricerca ci stiamo riducendo agli ultimi posti nel mondo: e tutti ad annuire, sì sì bisogna cambiare la Costituzione. Con quante vergognose bugie, verminose bugie, per dire che così si risparmia, che così si semplifica, che era colpa del bicameralismo se la legislazione era lenta (350mila leggi per il Paese più illegale e più litigioso del mondo). Che mandando a Roma i sindaci cresce il Pil e riparte il futuro.

E gli amici, i colleghi, quelli che credevi altrettanto addolorati delle magagne vere di questa Italia stanno lì in coro, accettano il ricatto, sì sì, bisogna cambiare la costituzione. Ti viene quasi da piangere. Se pensi che gli altri gruppi che diranno No, e avranno ragione di farlo, sono gente che dei principi, del dovere morale di non accettare il ricatto – se ne fa carta da gabinetto.

Ti lascio i miei argomenti, lì attaccati, tanto non c’è alcun bisogno che li legga perché so, per esperienza, che non cambierai idea. C’è questo mistero, che i fatti a un certo punto non contano più nulla. Perché? So che non lo saprò mai. 

5 commenti

  • RISPOSTA AD UNA AMICA SUL REFERENDUM

    Hai ragione,non cambierò idea.

    Tutte le ragioni che adduci ha sostegno della tua scelta del NO, sono vere e valide dalla prima all’ultima, ma non bastano a sollevare quella cappa d’immobilismo che mi opprime da lustri e decenni. Io, come molti tuoi colleghi, condivido le critiche rivolte alla riforma Boschi-Renzi, ma non bastano a farmi cambiare idea, giacchè le avevo ben presenti al momento della scelta. Ricordi che già nell’85 il prof. Rodotà già presentò una riforma per passare ala monocameralismo? E siamo ancora qua…

    Ho atteso con ansia qualche valida proposta alternativa di migliore qualità, ma reale e concreta, non come al solito affidata a quotidiani o libri o conferenze. E invece ho assitito ad una involuzione persino nella ragione del Comitato che è passato da un promettente “Comitato per la Democrazia Costituzionale” ad un involutivo “C. per il NO”! Ma come è stato possibile? Chi è stato quell’infiltrato renziano ad avere questa idea vincente per la sua parte e perdente per il NO ed il Paese? E come è riuscito a farla accettare?

    Ho atteso con ansia qualche bella pensata da quell’insieme qualificato, competente e orientato al bene comune dei promotori del Comitato, un NO EVOLUTIVO capace di offrire ai Cittadini del SI e del NO, non alle caste che guidano questo dannoso confronto, una 3a via per soddisfare in modo migliore e più ampio il diffuso desiderio di riforme per migliorare la qualità della democrazia come la vita quotidiana, che so, un’agenda di riforme redatte secondo l’art. 71 e affidate alla Sovranità Popolare realizzata attraverso l’art. 50, la petizione alle camere, qualcosa che potesse accendere una scintilla di entusiasmo e non solo soddisfare eventualmente rabbia e rancore, qualcosa che avviasse l’attuazione della Carta…

    Nulla…! Solo un NO sterile, asfittico, senza alcuna prospettiva se non di rimandare alle calende greche o alla volontà delle destre rimesse in sella, nuove pessime riforme…

    Mi spiace, poichè sarà un SI amaro, come credo sarà amaro il tuo NO. Ancora una volta ognuno sceglierà il male minore, senza entusiasmo ne tantomeno gioia… I fatti contano quando sono e quando possono.

    Cara amica, sono molto triste.

  • @ Paolo Barbieri
    “Nulla…! Solo un NO sterile, asfittico, senza alcuna prospettiva se non di rimandare alle calende greche o alla volontà delle destre rimesse in sella, nuove pessime riforme”.

    Guardi, Paolo Barbieri, che è solo Lei a definirlo “sterile, asfittico, senza alcuna prospettiva”: non si riesce a capire, altrimenti, perché consumi fiumi di inchiostro e il suo tempo per commentare questo sito e altri analoghi, nello stesso identico modo.

    Commenti i siti pro Sì, e ne goda, senza residue inutili tristezze. Grazie

  • @Rossella Guadagnini

    Provi Lei a definirlo in qualche altro modo se il Suo vocabolario e la Sua fantasia glielo consentono!

    Se ha letto così tanto di ciò che scrivo, dovrebbe aver capito che voterò NO considerandolo il male minore. Quella sopra è un’interpretazione. E se non fosse stata pregiudizialmente distruttiva, forse avrebbe potuto apprezzare il suggerimento, farlo Suo e rilanciarlo efficacemente avendone i mezzi, per il bene della Costituzione e del Paese.

    Dovrebbe anche aver capito o almeno sospettato, da chi si occupa di comunicazione è giusto aspettarselo, che un’insistenza tanto perseverante, deve avere dei supporti importanti…oppure che l’autore non è nel pieno delle proprie facoltà…

    La prima mail di risposta con un avallo importante da un avvocato docente di diritto, tra i promotori del Comitato per la Democrazia Costituzionale (poi del NO), molto attivo nella propaganda, ospite anche di questi spazi, è datata maggio 2015. Nella risposta aggiungeva anche un indirizzo terzo, facendola dunque un po’ propria. Nel tempo se ne sono aggiunte dello stesso livello altri 4: un altro docente di diritto, 2 di scienze politiche e un magistrato in pensione, 2 dei quali altrettanto ospiti di questi spazi. Naturalmente anche decine e decine di altri dottori meno illustri. Se vuole privatamente le posso mandare le mail più significative.

    Se sono tanto insistente non è per divertimento troll o per masochismo, ma solo per la speranza che quell’antico “gutta cavat lapidem” possa ancora funzionare…ma evidentemente la mia goccia cade sul diamante.

    Lei sarà capace di godere della vittoria di un NO che salverà la forma letterale di una Costituzione negata, che riporterà in sella le destre peggiori che già minacciano di farsi le riforme a modo loro, che spaccherà la Cittadinanza, che abbatterà ulteriormente l’immagine del Paese all’estero.

    Io, meno fortunato di Lei, non potrò che essere triste qualunque sarà il risultato perchè per il Paese sarà cmq un danno grave. E doppiamente per non essere stato suggeritore efficace.

  • @Paolo Barbieri

    Il No non è un “male minore”! E’ un No e basta. Un No a una tentata riforma costituzionale pasticciata e sbagliata nella sostanza e nella forma

    Quanto ai Comitato per il No rappresenta impegno e fatica per coloro che ne fanno parte, senza alcuna ricompensa.

    Non ci vuole molta ‘fantasia’: basta guardarsi intorno e osservare. Sia anche lei un po’ meno ‘tragico’ e un po’ più propositivo.

  • Cara Rossella,
    a questo punto mi preoccupa: invitare me ad essere propositivo è come invitare il sole a fare luce, il vento a soffiare, il fiume a correre verso il mare.

    Non torno sugli effetti della vittoria del NO. L’impegno profuso dal Comitato è lodevolel Tattica e strategia messe in atto “tragicamente” sbagliate!

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