Donne per il No/Lettera aperta alla ministra Boschi

Donne per il No/Lettera aperta alla ministra Boschi

Un gruppo di donne indignate dalle dichiarazioni della Ministra Boschi circa l’assenza di donne all’interno dei Comitati per il NO (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/10/19/referendum-costituzionale-boschi-nel-fronte-del-no-non-ci-sono-donne-in-prima-linea/568520/) ha scritto una lettera aperta per rassicurare la Ministra: le donne ci sono, sono tante e sono determinate a vincere questa battaglia.

Gentile Ministra Boschi,

Come Lei, anche noi siamo sensibili alle questioni di genere e preoccupate per il prevalere di una cultura misogina largamente diffusa ad ogni livello della nostra società.

Sappiamo quanto è difficile dover combattere quotidianamente contro l’esclusione delle donne dagli incarichi di maggiore responsabilità, contro la reiterazione di atteggiamenti che oscillano tra l’aggressività e il paternalismo, contro un ab-uso del corpo femminile degradante e reificante.

Tuttavia ci preme rassicurarLa su un punto da Lei sollevato pochi giorni or sono: l’assenza delle donne all’interno dei Comitati per il No alla riforma costituzionale che porta la sua firma.

Siamo liete di comunicarLe che la Sua preoccupazione, in questo caso, è infondata. Non solo figure femminili di rilievo come Maria Luisa Boccia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Ida Dominjianni, Silvia Niccolai e Nadia Urbinati in più occasioni hanno sostenuto pubblicamente le ragioni del No, non solo la vicepresidente del Comitato nazionale per il No, Anna Falcone, è una donna, ma sono migliaia le donne impegnate sui territori e per le strade nelle iniziative per il No alla riforma costituzionale. Sono precarie, attiviste, cittadine, donne a cui troppo spesso il mondo dell’informazione non da’ voce.

Donne di ogni età e classe sociale, tutte in prima linea nella battaglia referendaria affinché il prossimo 4 dicembre il No prevalga, salvando il Paese da un’ulteriore spinta verso una deriva culturale che sta precipitando tutte e tutti, donne e uomini, in una miope visione della società basata su un’efficienza meccanica e non sul coltivare sapientemente l’arte della relazione, del dialogo, del fertile confronto. In una parola, l’arte della politica, e della politica basata sulla conoscenza, sulle idee piuttosto che sulle opinioni, sulla profondità dei pensieri piuttosto che sulla superficialità degli slogan.

Da donne, cioè da soggetti politici provenienti da una lunga storia di lotta per il riconoscimento, ci auguriamo che la politica diventi interesse sempre più diffuso nella nostra società e che gli strumenti e le tecniche che la nostra civiltà continua incessantemente ad affinare siano finalizzati a creare le condizioni perché la partecipazione democratica possa aumentare.

Ci auguriamo, infatti, che quella che si suole chiamare la “distanza tra governanti e governati” diminuisca progressivamente, realizzando l’ambizioso progetto dei Costituenti: “il perfezionamento integrale della persona umana, in armonia con le esigenze della solidarietà sociale e in modo da favorire lo sviluppo del regime democratico mediante la sempre più attiva e concreta partecipazione di tutti alla cosa pubblica”.

Noi non crediamo che la riforma da Lei proposta vada in questa direzione. Anzi, riteniamo che la proposta di una semplificazione verticale del comando (apparentemente rassicurante ma fallimentare perché destinata a produrre distanza e ripulsa) riduca la dinamica democratico-partecipativa che ha reso possibile, tra le altre cose, proprio il percorso di emancipazione femminile.

Anche nel Suo interesse, quindi, ci auguriamo che il 4 dicembre di fronte al bivio del referendum costituzionale il Paese scelga la strada di una democrazia inclusiva rappresentata dalla vittoria del No.

Una vittoria che non consideriamo un punto d’arrivo, ma che dovrà essere necessariamente il punto di partenza per una grande riflessione sull’attuazione della Costituzione repubblicana e dei diritti e delle libertà da essa garantiti.

Diritti e libertà finalizzati a una sempre più diffusa partecipazione democratica di tutte e tutti alla vita politica del Paese. Da donne, non possiamo che augurarcelo.

Nel salutarla restiamo a Sua disposizione per qualsiasi confronto.

Anna Fava

Stefania Barca

Serenella Iovino

Fernanda Gallo

Stefania Tarantino

Maria Gabriella Argnani

Raffaella Casciello

Marica Di Pierri

Celeste Ingrao

Maria Paola Gargiulo

Anna Falcone

Tristana Dini

Patrizia Gentilini

Alessandra Caputi

Paola Lattaro

Chiara Guida

Claudia Giacalone

Delia Vallicelli

Simona Rotondo

Sabrina Argnani

Lucia Re

Tiziana Barillà

Flavia Maria Fiandaca

Rosa Scognamiglio

Monica Capo

Valentina Acca

Corinna  Pieri

Francesca Faggiotto

Laura Serpero

Alessandra Chirimischi

Anna Pietrini

Maria Paola Patuelli

Marisa Fabbri

Alessandra Ghetti

Mara Dellasantina

Monica Savina

Anna Pintucchi

Maria Grazia Parri

Mara Nenci

Sara Scozzoli

Tamara Marani

Mariangela Cuorvo

Benedetta Ferraro

Teresa Ricciardiello

Giulia Rotondo

Carmen Gallo

Maria Vastola

Eleonora Ricci

Manuela Savino

Antonella Gallina

Marianna Garofalo

Teresa Di Feo

Ilaria Boiano

Arianna Parisi

Ilaria Poerio

Alessandra Sagliocchi

Stefania Ferraro

Edvige Di Ronza

Marianna Valle

Anna Paola Peratoner

Chiara Bernardini

Silvia Massera

Klejdia Lazri

Donatella Maisano

Teresa Pellegrino

Chiara Obit

Concetta Contini

Annunziata Galluzzo

Federica Viganò

Lidia Verde

Maria Pia Arpioni

Maria Concetta D’Addio

Antonella Scognamiglio

Rosanna De Lucia

Carmela De Lucia

Pina Moniello

Anna Rita Canone

Lucia Molli

Donatella T. Loprieno

Cristina Morini

Valentina Mangiapia

Erika Capasso

Silvia Regonelli

Patrizia Bonavita

Maria Immacolata Mazzone

Fulvia Bandoli

Bia Sarasini

Bianca Pomeranzi

Antonella Pagano

Rosaria Santaniello

Viviana Viola

Jadra Bentini

Silvana Donati

Cinzia Niccolai

Virginia Alimenti

Viviana Codemo

Laura Marcheselli

Rosa Di Matteo

Barbara Parracino

Elena Bellini

Maria Tedesco

Donata Albiero

Rosa De Angelis

Maria Rosano

Anna Maria Savoia

Diana Zanon

Liliana Piceni

Anna Vinco

Angela Bandinelli

Ethel Campani

Marta Parigi

Rosalba Bonacchi

Renza Sasso

Marisa Ferrari

Rina Zardetto

Lorella Fanotti

Federica Menciotti

Pamela Giorgi

Emilia Martorana

Francesca Riolo

Silvana Marra

Nada Tarlao

Tuula Haapiainen

Patrizia Bellei

Maria Cristiana Tognetti

Carla Valeria Contini

Maria Rosaria Bortolone

Viviana Codemo

Paola Antonioli

Milene Mucci

Esmeralda Camilleri

Anna Maria Bianchi

Monica Capalbi

Angela Baldanza

Agnese Palma

Federica Martiny

Maria Pina Sacco

Rossella Guadagnini

2 commenti

  • Uno Sterile NO per le Donne è TROPPO POCO! Il Vostro impegno merita MOLTO di PIU’!

    VOI valete un PONTE COSTITUZIONALE per UNIRE, per andare OLTRE il SI e il NO!

    Sarebbe saggio e vincente gettare un ponte sul quale fare incontrare tutta la Cittadinanza, sia quella del NO che si oppone perchè vuole riforme migliori, sia quella del SI che si accontenta persino di questa per rompere l’immobilismo!

    Non lasciate che si cada nella trappola dellle caste del Si e del No (Salvini, Brunetta & c.) che sulla pelle del Paese sviluppano la loro cinica lotta per il potere!

    Costruiamo insieme un “Ponte Costituzionale” sugli articoli che consentono la Democrazia Diretta Propositiva 71 e 50, lastrichiamolo coi progetti di leggi e riforme costituzionali e non, elaborati dai proff promotori del Comitato per la Democrazia Costituzionale (poi Comitato per il NO), le più attese dalla Cittadinanza, le più opportune per il Paese, a partire da quella presentata dal prof. Rodotà nell’85 che già prevedeva il monocameralismo, e affidiamoli alla Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enunciata, perchè possa pretendere dal Parlamento suddito e delegato, una loro rapida approvazione.

    Si può ancora fare! Questo “Ponte” è la strategia più giusta per chi ha a cuore, piuttosto che la forma scritta della Carta (di fatto negata nella realtà quotidiana a partire da lavoro, ambiente, istruzione, territorio, salute, sicurezza etc.), il suo “Spirito Originale ed Autentico”, per esaltarne autorità e autorevolezza insieme alla Sovranità Popolare, per tenere unito il Paese con più riforme e migliori, perchè il ref sia solo un adempimento burocratico e non un trauma, per abbattere la mediocrità e l’arroganza della casta del SI e del NO!

    Paolo Barbieri, alla Donne per il NO EVOLUTIVO !

  • Mi piacerebbe vedere un confronto televisivo sul referendum costituzionale tra la ministra Boschi e la Prof.ssa Nadia Urbinati.

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