Referendum: il 30 settembre confronto diretto tra Renzi e Zagrebelsky su La7

Referendum: il 30 settembre confronto diretto tra Renzi e Zagrebelsky su La7

Venerdì prossimo, alle 21.15 su La7, si terrà il confronto diretto per il Sì e il No tra il premier Matteo Renzi e il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, presidente onorario di Libertà e Giustizia. Conduce la trasmissione Enrico Mentana.

6 commenti

  • Mi auguro che in quest’incontro Zagrebelsky sappia spiegare le storpiature antidemocratiche che questa riforma costituzionale intende introdurre soprattutto in merito all’esercito di ‘nominati’ con cui vogliono invadere il Parlamento. Le riforme di Renzi (e di Berlusconi che ha imposto il Porcellum prima di lui) hanno come unico vero obbiettivo quello di elminare il rapporto diretto tra i cittadini e gli eletti in Parlamento.
    Oltre alle preferenze e alla legge elettorale maggioritaria, vogliono adesso abolire anche il Senato elettivo. Nei dibattiti televisivi non si parla mai abbastanza della difererenza tra deputato ‘eletto’ e deputato ‘nominato’.
    Quello che davvero manca all’Italia per diventare un paese moderno e democratico, e’ l’elezione diretta del Capo dello Stato e la riduzione del numero di deputati, ma mantenendo Camera e Senato con le loro funzioni attuali, visto che il bicameralismo perfetto e’ una tutela per i cittadini contro le dittature.
    Mettersi a parlare in questo momento di necessita’ di superamento del bicameralismo, non sarebbe altro che un modo per dare sostegno a quelli che puntano solo a destabilizzare le istituzioni, non a migliorarle.

  • Renzi tenterá di essere aggressivo, non rispetterá i suoi tempi, si sovrapporrá e alzerá la voce secondo un format di talk show contrabbandato per confronto da circa 20 anni. Conterá molto il conduttore, la sua imparzialitá e la capacitá di non farsi assoggettare dal presidente del consiglio.
    Zagrebelski non ha bisogno di suggerimenti, conosce la costituzione più del suo interlocutore, conosce la deforma e ha argomenti e motivi dalla sua. Deve solo evitare tecnicismi e smontare tutti gli argomenti di Renzi.con chiarezza. Mai i costituenti potevano immaginare che la riforma costituzionale sarebbe avvenuta in un clima di divisioni, di falsitá, di opportunistiche e vigliacche menzogne!

  • Ho assistito al patetico “confronto” televisivo tra Renzi ed il Prof. Zagrebelski.

    Al di là delle insopportabili mossette, espressioni facciali à la Crozza, maschi e truci atteggiamenti del Presidente del Consiglio, degni d’un laido e becero avanspettacolo anni ’50, mi sembra di poter riassumere così le impressioni che ne ho tratto.

    Da un lato un istrione, un maturo demagogo – frutto di uno sperimentato allenamento di conduzione di greggi al pascolo – che sciorinava sprezzantemente, e senza alcuna seria e credibile argomentazione di merito, i pregi della sua riforma.

    Dall’altro, un gentiluomo che cercava, con gli strumenti di una sapienza antica e di una ragione illuminata, di fare emergere le verità nascoste. Come cercare di contenere gli eccessi di un energumeno scatenato – che mente sapendo di mentire e che delle menzogne e delle trappole seminate si fa forte – con l’offerta di un tè profumato.

    Non ci poteva essere partita, naturalmente. Anche in questo caso si è visto che, come dice la legge di Thomas Gresham, è la cattiva moneta che caccia la buona.

  • Sul corriere della sera il confronto commentato con riassunto in tecnicismo espresso da Zagrebelsky e padronanza televisiva espressa dal premier Renzi. Sic!
    L’impressione che ho avuto che si è trattato di un confronto fra un gigante che aveva conoscenza della materia che discuteva e un inetto.
    Zegrebelsky ha demolito la contro-riforma della costituzione.
    Lo ha fatto con motivazioni di merito.
    Un solo aspetto rilevo, a Zagrebelsky la sottovalutazione del pericolo sociale rappresentato dallo “sfasciacarrozze”.
    Questo signore è chiaramente in mala fede.
    Questi signore dividerà il paese in modo irreversibile segnando un solco definitivo fra classe politica e popolo.

  • L’articolo di Pellizzetti sul fatto quotidiano finisce come le righe di chiusura del Sig. Palinuro: la moneta cattiva scaccia quella buona. Io non ho potuto assistere al dibattito ma ho letto i commenti sconsolati per il prevedibile esito. Il Proff. Zagrebelsky e qualunque altro con uno sconfinato sapere in una data materia, puo’ confrontarsi con i suoi pari in un una discussione accademica ma nei ristretti tempi di un duello televisivo con un soggetto esperto venditore porta a porta di slogan usa e getta….l’educato proff puo’ farsi capire quasi esclusivamente da telespettatori che hanno buone basi in tale materia.
    Per un evento di questo tipo sarebbe stato piu’ adatto un Rodota’, che e’ un politico navigato e piu’ avvezzo a confrontarsi con i politicanti. Sarebbe stato adatto, per l’occasione, anche uno meno preparato ma capace di smontare Renzi semplicemente sul di lui terreni, per esempio rispondendogli che non puo’ sbandierare di perseguire risparmi statali uno che gironzola con un aereo che costa alle casse statali quanto quanto un ospedale….o cose cosi’, facilmente masticabili da gente ormai abituata a seguire mediocri quiz a premi o osceni scontri tra politicanti urlanti, gente che non ha memoria di tribune politiche tra politici (di qualsiasi partito fossero) preparati e colti e non avvezzi ad alternare platealmente bugie contradditorie nell’arco della stessa giornata. Mandare il Proff. Zagrebelsky da Renzi e’ stato come gettare perle ai porci.

  • Questa volta renzi non ha attaccato, anzi ha detto che lui ha studiato molto bene quanto Zagrebelsky ha scritto, si è posizionato sulla posizione del buon studente di fronte al professore. Ovviamente tutto ciò è falso, ha solo scelto quella strategia.
    Zagrebelsky ha dimostrato una cosa importante, quanto è complesso voler riformare la Costituzione.
    Mi rivolgo piuttosto ai Comitati del NO. Non spiegano e non insistono sulla reale motivazione di renzi. lui vuole regalare ai grandi padroni della Terra, le MULTINAZIONALI, un’Italia senza diritti pronta a qualsiasi sottomissione economica

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