Roma, il M5S corre verso il disastro

Roma, il M5S corre verso il disastro

Ben tre settimane fa, il 15 agosto, ho messo in rete il seguente tweet: “Se il sindaco #Virginia #Raggi continua con il ‘raggialemanno magico’ (#Marra #Romeo #Viggiano …) porta la #giunta e il M5S al disastro”. Dieci giorni prima, esattamente un mese fa, il tweet era invece stato: “Se il #sindaco #Virginia #Raggi continua a servirsi anche di una sola persona del giro #Alemanno tradisce coloro che l’hanno votata”.
Il “raggialemanno magico” è più che mai dominante nella giunta, è riuscito a far fuori tutti i possibili “competitor”, in compenso la giunta è a pezzi e il M5S rischia il disastro. L’assessore Muraro è indifendibile, e ogni ora di sua permanenza e arroccamento del sindaco sul suo nome peggiora una situazione già disastrosa. Indifendibile non tanto per l’indagine (dipende dall’imputazione e dagli elementi a carico) ma per la plateale e reiterata menzogna, e soprattutto per le frequentazioni, le scelte, le decisioni, spesso scellerate, nel caso Ama, che l’esemplare articolo di Iacoboni, che riportiamo qui sotto, documenta dettagliatamente. E la nomina di De Dominicis al bilancio, un ex magistrato della Corte dei Conti consigliato dall’avvocato Sammarco e ammiratore sfegatato e ditirambico di Giulio Andreotti (altro che rifiuto dei “poteri forti”!) aggiunge buio a buio.
Sembra che purtroppo i “competitor” possibili in seno alla giunta, il superassessore Marcello Minenna e il capo di gabinetto Carla Raineri, fossero sensibili alle sirene delle Olimpiadi-Malagò e altri richiami di establishment. Sembra insomma che di uno scontro tra due pezzi di establishment (anche se “diversamente impresentabili”) si sia trattato, mentre gli elettori che hanno votato M5S a Roma lo hanno fatto per voltare radicalmente pagina, cioè per avere una giunta radicalmente libera da qualsiasi “inciucio” con qualsiasi establishment.
I vertici nazionali del M5S sono stati assolutamente incapaci, “per opere o per omissioni”, come si dice nel catechismo (anche nel M5S ai vertici nazionali e locali i cattolici assai fedeli sono in sovrabbondanza), con le due personalità di punta, Di Maio e Di Battista, che ricordavano i surplace di Maspes e Gaiardoni anziché la capacità di decisione e responsabilità politica degli statisti.
Questo il quadro. Desolante. E tuttavia al momento il voto M5S resta l’unico possibile, visto che le alternative sono il disastro in atto di mediocrità autoritaria e vuoto arrogante e ipocrisia e menzogne in quantità industriale dei Renzi e Berlusconi (che vuole tornare per interposta persona). Oggi la lucida disperazione impone di votare ancora M5S, anche perché il sindaco di Roma non è quello di Torino, ma il consenso per disperazione (ancorché lucida) non dura a lungo. Nella società civile le risorse cui potrebbe attingere il M5S ci sono, e abbondantissime. Una stolta autoreferenzialità sta portando invece questo movimento/speranza a innescare un processo di implosione: autoreferenzialità che al dunque diventa inciucio con poteri opachi e brutti assai, come il caso di Roma sta evidenziando.
MicroMega.net, 6 settembre 2016

 

2 commenti

  • E’ troppo presto, secondo me, per puntare il dito contro la Raggi (per Marino hanno aspettato ben due anni prima di scaricarlo).
    Ora ci si mette pure Renzi che, in sostanza, sta approfittando della situazione dicendo che il NO alle Olimpiadi serve al M5S per riavere credibilità, ma la Raggi diceva No alle Olimpiadi già in campagna elettorale, quindi se i Romani l’hanno votata forse vuol dire che le Olimpiadi non le vogliono nemmeno loro perchè capiscono che Roma e l’Italia tutta non può permettersi un simile sforzo economico, checchè ne dica Renzi.
    Il nostro “caro” premier dice che si arrestano i ladri, non le grandi opere? Non dice però chi ci guadagnerebbe, con queste grandi opere. Dice che con il NO alle Olimpiadi vincerebbero i corrotti? Semmai i corrotti vincerebbero se le Olimpiadi si facessero. Davvero Renzi crede di poter continuare a prenderci in giro con discorsi che non hanno né capo né coda?

  • L’ interposta persona con cui l’ex cav. vuole tornare a governo e’ Grillo.
    Fin’ora e’ riuscito a imporre a Roma la Raggi, che a tutti gli effetti e’ una dipendente degli studi Previti. A Torino il sindaco lo decide ancora la Fiat.
    Con Renzi a Palazzo Chigi l’opera di sfascio e’ riuscita incompleta visto che il referendum boccerà’ l’indecente riforma costituzionale.
    Ma in un prossimo imminente futuro, Grillo e grillini a governo sono perfetti per distruggere istituzioni e Parlamento.

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