Referendum e spazi in Rai il No scrive al Quirinale: appello di ZAGREBELSKY E PACE

Referendum e spazi in Rai il No scrive al Quirinale: appello di ZAGREBELSKY E PACE

«Un tentativo del governo di “normalizzare” i tg Rai in vista del referendum sarebbe gravissimo». I giuristi Alessandro Pace e Gustavo Zagrebelsky, alla guida del comitato per il No al referendum costituzionale, scrivono al capo dello Stato per lamentare di essere «discriminati su radio e tv» e chiedendogli «di far valere la sua autorità super partes per garantire parità tra le posizioni».

Nella lettera a Mattarella, i giuristi denunciano come, fino ad ora, ci sia stata una «rappresentazione distorta dei soggetti in causa, la quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo». E fanno riferimento all’ipotesi di un blitz ai primi di agosto sui direttori dei tg Rai manifestando le loro preoccupazioni.

Pace e Zagrebelsky rappresentano la punta dell’iceberg di un vasto fronte che sta cercando di stoppare la tornata di nomine in Rai. Un fronte che vede alleate tutte le opposizioni, dalla Lega di Salvini al M5S e Sinistra italiana, passando per le varie anime del centrodestra, che vogliono convocare subito in Vigilanza il cda Rai. Critica anche la minoranza Pd. Gianni Cuperlo avverte: «Di fronte alle polemiche sulla presunta volontà di compiacere il governo sostituendo alla guida del Tg3 una professionista come Bianca Berlinguer sarebbe saggio fermarsi a riflettere».

I senatori bersaniani Gotor, Fornaro e Martini chiedono che l’esame del piano per l’informazione preceda le nomine, e passi prima al vaglio del cda Rai e della Vigilanza. Sulla stessa linea anche Francesco Verducci, coordinatore nazionale dei giovani turchi: «No ai blitz. Dopo gli stipendi non si possono fare altri passi falsi: prima i progetti editoriali e poi i nomi».

Nel Pd dunque crescono i dubbi per tempi e metodi dell’operazione. La strada per il dg Campo Dall’Orto si fa in salita. Una via d’uscita possibile sarebbe presentare il 3 agosto il piano editoriale in cda, poi nel pomeriggio alla Vigilanza (già convocata su altri temi) e, alcuni giorni dopo, arrivare con i nomi dei nuovi direttori in consiglio di amministrazione.

Un’ipotesi percorribile, ma i tempi sono molto stretti. Anche perchè Campo Dall’Orto non ha ancora ottenuto un sì pieno da parte dei consiglieri di maggioranza, mentre i tre delle opposizioni, in testa Carlo Freccero, minacciano le barricate. C’è poi da risolvere la grana di come ricollocare i direttori uscenti del Tg2 e Tg3 Marcello Masi e Bianca Berlinguer (al Tg1 dovrebbe restare Mario Orfeo), con cui non c’è ancora un’intesa. Viale Mazzini, per ora, sceglie il low profile: nessun commento ufficiale.

Il testo dell’appello

 

La Repubblica, 31 luglio 2016

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