Messina/Giovani, scuola e corruzione: incontro con Alberto Vannucci

Messina/Giovani, scuola e corruzione: incontro con Alberto Vannucci

Studenti e corruzione, due mondi che potrebbero sembrare totalmente estranei l’uno all’altro, ad un primo sguardo, ma che non lo sono affatto. I giovani sono i futuri cittadini e, in quanto tali, entreranno prima o poi in contatto, in modo più o meno diretto, con la corruzione, ormai morbo endemico della nostra società. Risulta quindi essenziale educare gli studenti a riconoscerla, ad analizzarne le cause, a capirne le conseguenze. Compito che la scuola italiana, purtroppo, non riesce ad assolvere, anche a causa dell’assenza dell’ora di educazione civica, che nel passato permetteva di ritagliare uno spazio da dedicare a quest’importante tema all’interno dei programmi scolastici, ma che oggi, rimossa ormai dai programmi ministeriali, viene di fatto ignorata, impedendo l’approfondimento di temi esterni a quelli dei programmi stessi.

E’ per questo che alcune scuole stanno cercando di sensibilizzare i propri studenti sul tema, con approfondimenti e incontri pomeridiani con i massimi esperti della materia. Uno di questi incontri, organizzato dall’Associazione “Libertà e Giustizia”, si è tenuto il 3 maggio 2016 nella biblioteca del Liceo Scientifico “Seguenza” di Messina, che ha avuto come relatore Alberto Vannucci, docente della facoltà di Scienze Politiche dell’università di Pisa nonché titolare dell’unico Master in corruzione esistente in Italia. Il professore, già presidente di LeG, dopo una breve introduzione sul tema, ha posto ai ragazzi una domanda niente affatto scontata e di difficile risposta: cos’è la corruzione? Per il codice penale italiano, si parla di corruzione quando un pubblico ufficiale, in cambio di denaro o altri beni, emette degli atti pubblici in modo non regolare.

Tuttavia, una definizione del genere risulterebbe a dir poco riduttiva, andando a escludere diversi comportamenti comunemente definiti corrotti, come l’assegnazione di appalti previo scambio di favori (basti pensare al famoso caso della “cricca della protezione civile”). Il professor Vannucci ha quindi proposto una definizione più ampia: è corrotto colui che, detenendo qualche forma di potere, antepone agli interessi della collettività i propri o quelli di un ristretto gruppo. Una definizione di questo tipo è più che mai calzante qui in Italia, dove eventi del genere sono all’ordine del giorno, partendo dal politico che utilizza i fondi pubblici per acquistare l’attico in centro, per arrivare all’impresa che nasconde rifiuti tossici sotto terra, andando a minare il diritto a vivere in salute di coloro che risiedono nelle vicinanze.

L’incontro è stato condotto attraverso una serie di esempi concreti (chi avrebbe mai pensato che le buche sull’asfalto sono un esempio di corruzione perché dipendono dalla qualità del materiale utilizzato?). Vannucci ha esposto e commentato anche i risultati del questionario sulla corruzione proposto a campione ad alcune classi quarte di tre istituti superiori messinesi. Quanto detto ha suscitato l’interesse degli studenti presenti, che sono intervenuti con osservazioni e richieste di chiarimenti nella parte finale dell’incontro.

In conclusione, iniziative di questo tipo finalizzate a sensibilizzare gli studenti e renderli consapevoli dell’entità di questo “morbo”- sono essenziali per dare ai giovani stessi i mezzi per arginarlo e combatterlo. Ci auguriamo, pertanto, che possano aver un seguito in futuro.

(*) Giorgio Colomban è uno studente del IV G del Liceo Scientifico “G. Seguenza” di Messina.

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