Rai e Referendum

Rai e Referendum

Poco tempo fa Renzi è stato a “Porta a Porta” e a “Che tempo che fa”; oggi il ministro Boschi a “Mezz’ora” di Lucia Annunziata.

Stasera Napolitano sarà a “Che tempo che fa”.

Tutti a parlare appassionatamente di riforme costituzionali.

Tutti ad occupare in modo ininterrotto il servizio pubblico radiotelevisivo.

Al netto della partecipazione di Napolitano alla trasmissione di questa sera (si fa per dire), è possibile che nessuno dica niente sull’occupazione ininterrotta del Governo del servizio pubblico radiotelevisivo?

2 commenti

  • E’ sotto gli occhi di tutti.
    Ma lasciatemi dire che non è questa la sola cosa che mi preoccupa.
    Tanti anni fa ero in Brasile durante la campagne presidenziale in Brasile dove il diritto ad essere presenti in tv è proporzionato (più o meno) alla percentuale realizzata nelle precedenti elezioni e c’era un signore che aveva diritto a tre o quattro secondi nei quali si presentava a viso pieno sul video dicendo; ” Eu es Eusebiu ” (Io sono Eusebio): alle elezioni successive molti si ricordarono di lui.
    Mi piacerebbe che chi critica questa “pasticciata” riforma costituzionale usasse quel poco Tv-Tempo disponibile un po’ meglio per farci capire la natura e la sostanza di questi pasticci e, magari, rimandare ad un manualetto da consultare e diffondere stilato da chi “ne capisce”.
    Io come molti altri, sono molto a disagio sui vari fronti … “meglio che niente”, “peggio di così è la morte civile”, “da 60 anni che aspettavamo”, “rischiamo la dittatura, ecc.
    Un manualetto sintetico e chiaro che tenga poco conto della biografia e degli intenti del presidente del consoglio e del suo governo.

  • Applaudo e sottoscrivo senz’altro la critica alla Rai per il suo comportamento indubbiamente ultrafazioso nel caso dei referendum costituzionale ed elettorale. Per lo meno la Polonia ha avuto l’onestà intellettuale di fare una legge per rendere il servizio “pubblico” polacco ufficialmente asservito al governo.
    Tuttavia noto con rammarico che da parte delle sensibilissime e democraticissime associazioni come LeG, ANPI, ARCI e simili, non si trova altrettanta indignazione critica verso la Rai quando, cioè continuamente, il servizio pubblico fa favoritismi, anche più macroscopici, alla Chiesa cattolica.
    Non capisco proprio questo stato di sottomissione mentale degli italiani verso i privilegi per la Chiesa cattolica.
    E non capisco come, una volta che si tace sui privilegi conferiti dalla Rai alla cupola romana, si possa poi fare gli scandalizzati quando altre cupole pretendono privilegi quantitativamente persino inferiori.

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