Il gioco sporco del potere

Il gioco sporco del potere

Che sarebbe stata una sfida difficile, quella di vincere il referendum costituzionale e contro l’Italicum tutti coloro che si sono impegnati a intraprenderla lo sanno e lo sapevano benissimo. Conosciamo la sproporzione dei mezzi di comunicazione e la difficoltà di spiegare agli elettori, di un’Italia oppressa da problemi di sopravvivenza, l’importanza di non cedere alcuni diritti fondamentali. La difficoltà di tradurre la propaganda governativa in questioni reali.

Ma forse non avevamo previsto fino in fondo la scelta del governo di giocare sporco; di ricorrere a metodi non solo poco dignitosi, ma al limite della correttezza. A metodi che semplicemente rispecchiano l’arroganza del potere che li commette. La campagna referendaria della riforma costituzionale è una fotocopia della strategia scelta nella discussione in Parlamento: procedere a testa bassa, senza ascoltare le ragioni degli altri, insultandoli appena possibile. Insofferenza e chiusura al dialogo.

Il gioco sporco del potere nella campagna governativa rivela però i nuovi timori del governo che, forse per la prima volta da quando ha deciso di giocarsi il tutto per tutto sulle regole della democrazia, comincia a non essere più tanto sicuro di stravincere la sua partita: ha chiesto e voluto un plebiscito e ora è in cerca di certezze.

Hanno cominciato Matteo Renzi all’inizio della settimana scorsa e il Pd toscano: hanno invitato al teatro Niccolini per il lancio della campagna il partigiano Silvano Sarti, decano dei partigiani fiorentini, e hanno fatto sì che la sua presenza e le sue poche parole sembrassero a sostegno delle ragioni del Sì. Sarti ha capito e ha dovuto fare una conferenza stampa per precisare la sua posizione: “E’ chiaro che la mia presenza al Niccolini è stata strumentalizzata, non avevo avvertito la pericolosità, spero e farò di tutto perché ciò non accada piu, chiuedo scusa ai compagni e alle compagne se è passato un altro tipo di messaggio, la mia posizione è un convinto “No”. Noi partigiani siamo la coscienza critica della democrazia e difenderemo sempre la nostra Costituzione”. Bravo Sarti, ci avevano provato.

Il governo, questo governo gioca sporco: non è davvero giusto che il premier Renzi possa permettersi di fare campagna per il Sì con le sue battute logore e insulse ogni mattina, ogni ora della giornata quando i mezzi di comunicazione danno la parola al governo, senza che il giornalista balbetti almeno due paroline che ricordino che non c’è nessuno per il contraddittorio. Qualunque sia il contesto non manca il riferimento al decisivo appuntamento di ottobre, a quella scelta superiore che gli italiani saranno chiamati a fare dopo decenni e decenni di discussioni, dopo una serie infinita di governi che avevano fallito.

Contemporaneamente il governo protesta se un magistrato osa esprimersi per il “No”.  Non devono parlare, sono cittadini senza diritti. Zitti stiano e semmai aiutino il “Sì”.

Ma loro no, che non rispettano le regole: parla addirittura il presidente della Repubblica, e non in Italia, ma dagli Usa. Mattarella ha detto che voterà Sì. E così Giuliano Amato, giudice della Corte. Lui può anche fare propaganda, lui che dagli anni della Grande Riforma di Bettino Craxi non vede l’ora di mettere le mani sul Parlamento italiano, rendendolo un po’ meno autonomo, un po’ più suddito.

Il potere gioca sporco: Renzi ha annunciato che la nuova costituzione sarà spiegata nelle scuole. I nostri giovani, a cui nessuno ha insegnato la Costituzione del ’48, impareranno la costituzione Renzi- Boschi e pace. Ce lo siamo meritati, noi cittadini che non abbiamo fatto abbastanza per imporre lo studio di quella splendida pagina della nostra storia nei ginnasi e nei licei, come fanno in tutto il mondo civile.

Il potere gioca sporco: la Boschi è andata a Perugia  per lanciare la campagna del Sì ed è stata contestata da sparuti gruppetti di leghisti e di Casa Pound, mentre pochi aderenti al Comitato per il No distribuivano volantini. Così nel suo intervento si è permessa di dire: “Fa un po’ strano che nel fronte contrario alle riforme costituzionali ci siano anche pezzi della sinistra che incarnano certi valori a difesa della Carta e votano insieme a Casa Pound al referendum”. Una “vergognosa grossolanità che dà un’idea del tono con il quale i vertici del governo e del Pd intendono condurre la campagna referendaria”, ha commentato Mauro Volpi del Comitato del No.

Adesso circola con insistenza una voce: il governo ha pronto un manifesto di Berlinguer che dice qualcosa sul monocameralismo e che sarà distribuito in tutta Italia. Non lo so, forse non è vero, ma è sintomatico del clima che piace al governo.

Il potere gioca sporco e sarà un crescendo fino ad ottobre.

Un’altra ragione, se non bastassero quelle che già abbiamo, per votare No e soprattutto per lavorare con la determinazione e la profonda onestà di cui siamo capaci nei momenti decisivi della nostra storia.

3 commenti

  • Mattarella voterà Sì, ovvero della coerenza (io mi ricordo le sue nobili parole contro il porcellum, prontamente dimenticate quando s’è trattato di controfirmare l’italicum).
    Un altro che ha fatto un carrierone sull’essere stato fratello di…. ?

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