Il baluardo della democrazia

Il baluardo della democrazia

C’è una sola risposta che possiamo mandare ai terroristi che festeggiano la strage di innocenti.

Ed è quella di cercare di essere all’altezza della situazione. Di non offendere con la banalità di chiacchiere i molti che stanno soffrendo per la strategia delle carneficine. Così ben pensata, così ben eseguita con le armi che l’Occidente costruisce per loro.

Credo che dobbiamo moderare il linguaggio, evitare le strumentalizzazioni che il mondo politico è tanto pronto a riversare con una comunicazione che non conosce più né dignità, né rispetto umano.

Credo che all’Isis dobbiamo rispondere che abbiamo capito la loro sfida: alla nostra cultura, alla nostra vita.

Bisognerebbe saper essere un popolo, un’Italia che non si perde a discutere del problema della gravidanza di una candidata a sindaco. Ma che sa ragionare sull’Europa che vogliamo e che ci  sembra invece così fragile, divisa e disarmata di fronte ai carnefici dell’Isis. Così spietata verso altri che cercano da noi rifugio contro gli stessi terroristi che colpiscono anche noi. Questo, almeno, riusciamo a capirlo?

 Non possiamo essere indifferenti al confine con la Macedonia e piangere e indignarci per i morti di Bruxelles.

 Credo che ritrovare la nostra dignità significhi anche ricordarci che nelle ore buie non si gioca con la libertà e le istituzioni. La democrazia va rafforzata, semmai, non indebolita attraverso la sottrazione di contrappesi. Non è un giocattolo che un qualunque governo possa prendersi il lusso di smontare e poi rimontare a suo piacimento.

 Nei momenti difficili le Costituzioni sono la guida. Il baluardo. Nessuno può consentirsi di sostituirle con assetti più graditi. Abbiamo addirittura ascoltato il ministro Boschi invocare il presidenzialismo: giocano col fuoco e non sanno cosa fanno. In un momento come questo. Oppure lo sanno troppo bene?

4 commenti

  • Anche se (forse?) non era originariamente nei loro piani, la riforma costituzionale e l’Italicum modificano e riducono gli spazi di democrazia in Italia – più cinicamente, penso che Renzi e il suo governo siano molto più beceri e quindi meramente interessati al potere per quel che il potere può acquistare (i dieci provvedimenti a favore delle banche e il circolo bancar-familiare sono lì a testimoniarlo). Non vedo il Pinochet che forse pure c’è in loro.

    (Incidentalmente, basta pensare a cosa si sarebbe detto se Renzi, Verdini, Boschi fossero stati siciliani, anziché toscani: che la mafia aveva preso possesso di Palazzo Chigi e dei gangli vitali del Paese. Il fatto che non si dica di Renzi e dei suoi è – esplicito nell’implicito – un ennesimo caso di razzismo nazionale).

    Ma ora che il terrorismo islamico si fa sempre più aggressivo, allora i provvedimenti che, come quelli del governo Renzi, accentrano il potere nelle mani dell’Esecutivo, esautorando di fatto un Parlamento dimezzato, mi sembrano ancora più minacciosi. Mi fanno pensare ad un quadro di riferimento che si ispira alle emergenze à la Guantanamo, con tutte le mostruosità giuridiche e sociali di cui l’Occidente non si è più liberato. Dopotutto in Italia è quiescente (ma ancora vigente) tutta la legislazione prodotta ai tempi del terrorismo, la legge Reale in primis.

    Vigente la nuova, stuprata, costituzione, quali saranno i nuovi spazi di libertà che verranno sacrificati in nome della nostra “sicurezza”? E qui bisognerebbe ridefinire il termine sicurezza: la disoccupazione, la povertà, l’insicurezza, le centinaia di migliaia di sfratti per morosità di necessità, l’esproprio di milioni di euro a migliaia di ignari investitori truffati, bla bla bla, ci rassicurano sulla nostra “sicurezza”?

  • Non è il momento di dare più potere alle nazioni, è il momento di dare più potere all’Europa. Dobbiamo credere nella Federazione europea e pretenderla a gran voce!

  • Le apodittiche, inconcludenti ed offensive affermazioni di quel barbaro di ferretti ricordano, alle persone che civilmente frequentano questo blog, che l’onere della prova grava sull’attore proponente e non sul convenuto (onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat). Questo principio di civiltà ispira ancora oggi il nostro diritto processuale ma è anche una delle agrapta nomina della nostra civile convivenza. Il barbaro ferretti spera di trascinarci nella barbarie del suo non-pensiero.

  • Ecco il prodotto del permissivismo caro alla signora Guadagnini!
    Grazie, signora Guadagnini, augurandoci contributi sempre più pregnanti e qualificanti, naturalmente sempre nello stesso stile, dello stesso spessore, dello stesso livello culturale.
    Perché noi siamo adulti, no? Qusto mio commento non le sta bene, signora Guadagnini? Bene, non lo legga.

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