La Costituzione: ieri, oggi … e domani?

La Costituzione: ieri, oggi … e domani?

“Nell’ambito del comitato provinciale fiorentino del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale si è costituito un “gruppo di formazione ed autoformazione” che ha organizzato un seminario (aperto a tutti gli aderenti al comitato) dal titolo “La Costituzione: ieri, oggi … e domani?”.

Tale seminario si è sviluppato in  quattro incontri: nel primo, tenutosi il 2 marzo, Augusto Cacopardo ha parlato su “La Costituzione come progetto politico”, evidenziando l’aspetto finalistico e non soltanto procedurale della Costituzione vigente, caratterizzata da anti-autoritarismo da un lato, e indirizzo verso uno stato democratico-sociale dall’altro, e i problemi che ciò pone di fronte all’imporsi, al di fuori da tale disegno, delle politiche neo-liberiste.

Nel secondo, intitolato “La lunga marcia delle riforme istituzionali”, il 7 marzo, Marco Modena ha ripercorso i vari tentativi, nella storia repubblicana, di modificare l’assetto istituzionale (a partire dalla “legge-truffa” del 1953 e dal presidenzialismo di Pacciardi), fino a giungere, attraverso il dibattito riaperto da Craxi, i diversi tentativi di riforma costituzionale, e le varie leggi elettorali succedutesi nel tempo, alla “deforma” attualmente in discussione, di cui ha illustrato le criticità, ponendola in relazione con l’altrettanto discutibile “Italicum”, attraverso il nesso tra premio di maggioranza e controllo dell’attività parlamentare da parte del Governo.

Nel terzo incontro, l’11 marzo, Giuseppe Adduci, parlando su “La democrazia nella Costituzione: rappresentanza e partecipazione, libertà e diritti”, ha illustrato il nesso esistente tra forma di stato democratico ed attuazione dei diritti, in particolare sociali, nesso posto in crisi dal nuovo art. 81 Cost. e dai vincoli europei, ed accentuato dalla “deforma” in discussione, che indebolisce il principio di rappresentanza, soffermandosi anche sulla prevista compressione dell’autonomia regionale.

Nell’ultimo incontro, svoltosi il 16 marzo, Francesco “Pancho” Pardi, parlando di “Revisione costituzionale e legge elettorale”, ha evidenziato le contraddizioni esistenti nella proposta modifica del bicameralismo, anche tecnicamente mal formulata, e le complicazioni cui darà luogo, insieme alla compressione del potere legislativo da parte dell’esecutivo, che razionalizza e consacra una prassi parlamentare discutibilmente tollerata negli ultimi anni, e si combina col difetto di rappresentanza che consegue all’Italicum, senza che ciò comporti alcun significativo vantaggio sul piano dei risparmi di spesa pubblica.

L’attività del gruppo proseguirà con la diffusione dei materiali prodotti e la comunicazione al suo esterno.

(*) Il Circolo LeG di Firenze ha collaborato all’organizzazione di un seminario di formazione interno al Comitato per il No al referendum.

 

 

2 commenti

  • Ci si prepara ad una stagione referendaria, oltre quello costituzionale, dove sarà necessario andare al seggio in 24 MILIONI per il quorum, forse 2 o 3 volte, solo e soltanto per cancellare qualche pessima legge. Ma solo se passeranno. Altrimenti sarà la consacrazione popolare referendaria del renzismo: una vera rovina!

    Una Maggioranza Assoluta, una Sovranità Popolare Realizzata, un Potenziale Enorme di Cambiamento spesi rabbiosamente per cancellare, abrogare, tornare indietro, invece che entusiasticamente per progettare, disegnare, costruire un futuro ben diverso e migliore!

    E così finiremo nelle trincee referendarie difensive e negative, dove sarà alto il rischio che il PdC ci possa sepellire con la sua potenza di fuoco massmediatico e cinica abilità comunicativa e propagandistica.

    Il futuro che ci aspetta è quello che lasciamo disegnare alla casta negletta, pur in presenza di reali possiblità, ma colpevolmente trascurate, di farlo disegnare alla miglior elite culturale del Paese!

    Con una Sovranità Popolare sempre più negata e battuta.

  • “…E domani?”

    Domani, se continueremo a lasciare spazio alla “casta toscana”, avremo anche il “presidenzialismo”, oltre che di fatto, anche in Costituzione.

    “Costruire la rivoluzione
    Attualità, Primo Piano | 16 giugno 2011 | 47 | di Sandra Bonsanti

    …Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

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