Non in mio nome

Non in mio nome

Prima che si preparassero le primarie, e quando ancora era dato sperare che i due candidati del centro-sinistra alternativi a Sala avrebbero trovato un accordo per evitare il suicidio, che è poi avvenuto (con la divisione che ha regalato la vittoria all’ex Commissario Expo), Libertà e Giustizia si era espressa a favore della prosecuzione dell’esperienza di centro-sinistra di Pisapia.

 Avevo sostenuto questo statement, non immaginando mai che potessero veramente esistere candidati eredi dello spirito di quella che fu la candidatura, e in buona parte la sindacatura, Pisapia, e insieme capaci di anteporre il proprio ego all’interesse pubblico di questa città, al servizio del quale si candidavano. Rimpiango questa mancanza di immaginazione: ma ora dico no. Ho votato Francesca Balzani, sperando in un miracolo. Non so quanto gli accordi la legassero alla squadra del vincitore, non capisco assolutamente che senso abbia per lei candidarsi a vicesindaco di Giuseppe Sala, non vedo cosa c’entri la lista “arancione” che si è supposto dovesse sostenere questa ‘soluzione B’, con quella che a me sembra una mostruosa sgrammaticatura istituzionale, che si profilerebbe nel caso di vittoria di Sala.

Per la quale l’ex Commissario Expo, che dovrebbe rispondere anche al Comune di Milano delle spese Expo (e delle relative pendenze giudiziarie, anche e soprattutto nel caso fosse personalmente al di sopra di ogni sospetto) sarebbe anche, in quanto Sindaco di Milano, colui che dovrebbe chiedergliene ragione. E addirittura: sarebbe anche – col Comune di Milano – fra i gestori del dopo-Expo e del progetto di un polo di ricerca che già si preannuncia del tutto indifferente a metodi di trasparenza, e procede a colpi di decisioni governative arbitrarie, sottratte a qualunque controllo pubblico.

Che c’entra tutto questo gigantesco comitato d’affari con lo spirito di servizio pubblico che fu dell’amministrazione Pisapia? Cosa c’entra l’opacità che ancora avvolge i conti dell’Expo e le relative pendenze giudiziarie con la tradizione di trasparenza e lotta alla corruzione che pareva l’amministrazione Pisapia avesse ripreso dall’ultima stagione di speranza civica per Milano e l’Italia, la svolta di Mani Pulite?

Ecco perché oggi dico: chi crede di essere erede della speranza accesa dal grande arcobaleno nel cielo di Milano cinque anni fa, aprendo una prospettiva diversa all’intero Paese; chi addirittura spinge Francesca Balzani ad avallare con la sua presenza questo comitato d’affari, che si sta già spartendo il dopo Expo nell’indifferenza e nel silenzio del Paese e della città, avrà certo le sue -a me incomprensibili- ragioni. Ma che non accampi a giustificazione il sostegno che, come Libertà e Giustizia, demmo all’ipotesi di continuità con l’esperienza Pisapia. Non in mio nome.

 

 

7 commenti

  • …”ombra dell’asino” (animale umile e utile), che cessa di essere sia ombra che utile ed umile, quando sulla scena appaiono certi ferretti a risuonar…

  • Raffinata citazione da uno che di ferrature di somari, non fo’ per dire, se ne intende…

  • “NON IN MIO NOME”.
    Ok, abbiamo capito, Sala non è la prima scelta della signora Monticelli.
    Che però ha partecipato alle primarie, firmando un impegno a sostenere il vincitore della consultazione.
    La lealtá é un optional? Per alcuni sì. Si scandalizzano della slealtà altrui, esibiscono con fierezza la propria…
    Applausi a scena aperta.

  • Partecipando alle primarie non ho mai firmato nulla.

    Forse i candidati firmeranno un reciproco impegno, mentre io verso il dovuto come richiesto e mi ritengo libero di esprimere il mio voto alle elezioni, anche tenendo conto del risultato delle primarie.

    E senza essere cinese o infiltrato.

    Sig. Filippo, gli “applausi a scena aperta”, vanno ben indirizzati e non sparati a caso.

  • Affermazioni, quelle del ferratore di somari, a cui la rete – e in questo aveva proprio ragione Umberto Eco – ha dato una tribuna più vasta del bancone del bar, una sponda capace di agglomerare il non senso e attraverso la reiterazione renderlo pensiero (sic) tra quelli come lui.

  • io ho partecipato alle primarie, non ho votato per Sala e non ho firmato nessun impegno a sostenere chicche e sia.
    io sono e resto un libero cittadino, libero di votare chi mi pare e libero di non votare chi ha fatto il direttore del Comune di Milano quando la sindachessa era la sciura Letissia-Dio-ci-scampi.
    non so se qualcuno ha osservato che alle prossime comunali la scelta sarà tra il Direttore Generale di AlbertinA e il Direttore Generale della Moratti-Dio-ci-scampi.

  • Caro Ferretti,

    qui proprio sbaglia “Anche il voto dei servi è un voto, ma di servi.
    In democrazia valgono, da sempre, solo i voti degli uomini liberi”.

    Purtroppo in democrazia “una testa un voto”, e purtroppo il voto dei vari Razzi e Ferretti vale quanto quello di Rubbia: è questa la più grave debolezza di questo sistema, che pare resti comunque il migliore.

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