Investimenti, innovazione e nuove strategie di impresa: quale ruolo per la nuova politica industriale e regionale ?

Investimenti, innovazione e nuove strategie di impresa: quale ruolo per la nuova politica industriale e regionale ?

Venerdì 19 Febbraio si è svolto a Firenze, nella Sala del Consiglio di Palazzo Medici Riccardi, il IV Policy Workshop del Gruppo di Discussione “Crescita, Investimenti e Territorio” dal titolo:

Investimenti, innovazione e nuove strategie di impresa:
quale ruolo per la nuova politica industriale e regionale ?

Il Gruppo di Discussione “Crescita, Investimenti e Territorio” è un gruppo di lavoro formato da economisti di diverse Università italiane che agisce come think tank ed elabora analisi e proposte nel campo della politica industriale e regionale e su altri temi d’interesse economico, sociale, culturale e politico e mira a elaborare una “piattaforma di politica economica” più moderna ed efficace degli schemi tradizionali che hanno portato in Italia e in Europa a una sostanziale stagnazione di lungo periodo, e a ideare, progettare e avviare la realizzazione d’investimenti innovativi per lo sviluppo economico delle città e del territorio.
Questo IV Policy Workshop ha inteso discutere le ragioni della diminuzione degli investimenti privati e pubblici e a stimolare un cambiamento delle strategie di crescita nel mondo delle imprese, delle banche e degli attori sociali e istituzionali, che interagiscono con le imprese. Le imprese, soprattutto quelle grandi nazionali e internazionali e quelle di medie dimensioni, possono aumentare il loro orientamento all’investimento e all’innovazione, mirare a creare nuove produzioni innovative e a sviluppare i relativi mercati e la domanda interna e non solo estera, valorizzando le competenze produttive e lavorative esistenti nel territorio.
Il workshop ha esteso le analisi e le proposte indicate nei lavori precedenti del Gruppo di Discussione “Crescita, Investimenti e Territorio” e illustrate nel recente e-book gratuito: Cappellin, R., Baravelli, M, Bellandi, M., Camagni, R., Ciciotti, E. e Marelli, E. (2015), a cura di Investimenti, innovazione e città: una nuova politica industriale per la crescita, Milano: Egea.
Il circolo di Milano di Libertà e Giustizia è stato invitato a fare un intervento al workshop, a cui hanno partecipato economisti, dirigenti di industria e di banche, istituzioni e attori sociali, in rappresentanza della società civile.
Di seguito l’abstract della relazione che Giovanbattista Testolin di LeG Milano ha tenuto nella sessione: le aree urbane, la sostenibilità e le politiche territoriali, dal titolo:

Innovazione e Tecnologia per un progetto di società efficace dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Per mantenere al centro la dignità delle persone, l’applicazione dell’evoluzione tecnologica dovrebbe coniugare le esigenze delle aziende interconnesse in intricate supply chain globali e quelle delle persone a rischio di disoccupazione per la robotizzazione di lavori manuali e cognitivi.
Trovare percorsi individuali, sociali, politici e economici che evitino di catalogare come disoccupato e marginalizzato dalla società chi si trovi in queste condizioni e lo includano e valorizzino per il valore che può creare. Consentirà di costruire la sostenibilità sociale.
Assieme alla sostenibilità sociale ci aspettiamo dall’evoluzione tecnologica anche sostenibilità ambientale, salvaguardia del nostro ecosistema.
Sono temi che la nostra Costituzione affronta bene in un linguaggio da prima metà del ‘900 fatto di “diritti”, “lavoratori”, “salari”, “valore sociale dell’impresa”. I principi che afferma, usando ad esempio la nozione di diritti e lavoratori, che oggi con linguaggio da economia, tecnologia e XXI secolo potremmo descrivere con dignità delle persone, sono principi che per trovare affermazione nella vita di tutti i giorni comportano un impiego di risorse che oggi sappiamo definire solo con la parola “costi”, ma sono principi che incarnano un progetto di società.
Un attuale progetto di società sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale che per diventare sostenibile anche dal punto di vista economico deve includere la creazione di maggior valore attraverso una innovazione centrata sull’evoluzione dei bisogni e degli stili di vita delle persone.

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