Sala vista mare

Sala vista mare

Ieri (5 febbraio ndr) il Fatto, a firma Luigi Franco, ha raccontato le avventure dell’ex vicesindaco di Zoagli, Michele Sacco, che prima approva in giunta le concessioni edilizie e le varianti urbanistiche per la villa di Giuseppe Sala sul golfo del Tigullio e poi la costruisce con la sua impresa privata. Il commissario di Expo e candidato sindaco di Milano, prima a Linea Notte poi a Radio Capital, ha risposto vaneggiando di “insulti del Fatto”, “guerra personale”, “tutte balle”, “solo fango”. Risposta sbagliata: le “balle” e gli “insulti” sono verità documentate, a cui infatti Sala si guarda bene dal replicare nel merito; la “guerra personale” si chiama informazione; e il “fango” è cemento armato, condito con la consueta mistura di menzogne e conflitti d’interessi.

1) Come Ad e commissario di Expo, Sala ha mentito per sei mesi sul numero di ingressi alla fiera di Rho, annunciandone 30 o 25 milioni alla vigilia; poi gonfiando i dati del primo quadrimestre e infilandoci dentro i 20mila addetti che ogni giorno andavano lì non per visitare l’Expo, ma per lavorarci o completare le opere (il 40%) incompiute; in seguito spacciando le code chilometriche dell’ultimo bimestre per un trionfo, anziché per un disastro organizzativo; infine gabellando l’Expo meno frequentata della storia recente (meno di 20 milioni di visitatori, tanti quanti al “flop del millennio” ad Hannover) per uno strepitoso successo.

2) Sala ha accuratamente evitato di anticipare i bilanci di Expo, sproloquiando di imprecisati “utili”, quando è noto a tutti che la kermesse è costata circa 2 miliardi pubblici e ne ha incassati meno di un terzo. Salvo poi, in un lapsus momentaneo, accennare a una chiusura in “perdita”.

3) L’8 giugno 2014 a In mezz’ora, su Rai3, Sala definì “illazioni le mie vicinanze al Pd” e assicurò che “io non ho mai avuto una tessera, non ho mai fatto politica né mai la farò”. Poi si è candidato col Pd a sindaco di Milano, senza peraltro dimettersi da commissario Expo. E ha iniziato a dipingersi come “uomo di sinistra”, quando è sempre stato di centrodestra: infatti nel 2009 fu scelto dalla giunta forzista di Letizia Moratti come city manager del Comune di Milano e nel 2010 come Ad di Expo.

4) Tutti i principali collaboratori di Sala sono finiti in manette o sotto inchiesta. Angelo Paris, general manager constructions e responsabile acquisti, è stato arrestato con due vecchi tangentisti doc, Frigerio & Greganti.
Antonio Acerbo, subcommissario Expo delegato alle infrastrutture e responsabile del Padiglione Italia e delle vie d’acqua, è finito ai domiciliari come Andrea Castellotti, facility manager di Palazzo Italia. Invece Pietro Galli, nominato direttore generale vendite, marketing e gestione, aveva già una condanna definitiva per bancarotta quando fu nominato da Sala che, appena l’Espresso lo scoprì, gli rinnovò la fiducia. Poi il procuratore aggiunto Robledo che indaga su Expo viene cacciato dal Csm dopo un duro scontro col capo Bruti Liberati. Renzi ringrazia la Procura “per aver gestito la vicenda con sensibilità istituzionale”. Davvero squisita.

5) L’Avcp, progenitrice dell’Anac di Cantone, scopre 170 fra appalti e incarichi affidati dall’Expo di Sala in modo irregolare o discutibile.

6) Uno dei più clamorosi è l’incarico assegnato senza gara a Eataly per le aree di ristorazione di Expo. L’Anac denuncia Sala alla Procura, che lo indaga in gran segreto e subito dopo chiede e ottiene l’archiviazione, senza neppure interrogare l’indagato. Lo stesso gip che archivia riconosce che Sala favorì smaccatamente Eataly sui possibili concorrenti (“indiscutibile vantaggio contrattuale… e non solo contrattuale”, “condizioni economiche particolarmente vantaggiose”) e aggirò le leggi (“i dubbi sulla mancata osservanza della normativa ordinaria sugli appalti sono condivisibili”, “una violazione della norma di legge può essere ipotizzata”). Come? Affidando l’incarico brevi manu e garantendo condizioni di superfavore (un ritorno a Expo di appena il 5% del fatturato, con esenzione totale delle spese per servizi e allacci) rispetto a quelle previste dalla gara bandita per altre aree (il 12%). Ma per il gip manca l’“elemento psicologico”: il “dolo intenzionale di procurare un ingiusto vantaggio” previsto per l’abuso d’ufficio.

7) I lavori nella villa di Sala a Zoagli furono progettati dall’archistar Michele De Lucchi, che poi lavorò al Padiglione Italia di Expo grazie a un incarico assegnato direttamente, senza gara, e pagato 110 mila euro, ma frazionato in tre parti per farle rientrare sotto la soglia di 40 mila euro che esclude la gara. Sala giura che De Lucchi ha fatto solo quello, ma il Corriere lo sbugiarda: l’archistar personale di Sala ha ricevuto da Expo altri 500mila euro per un altro incarico al Padiglione Italia e a Expo Center, sempre senza gara grazie a un altro trucco: farglielo commissionare non da Expo (soggetto pubblico obbligato alle gare), ma da Fiera di Milano Spa (ente privato non tenuto alle gare), convenzionata con Expo. Sala dice che non lo sapeva, perché decise tutto Fiera. Altra balla: fu proprio lui a indicare per iscritto De Lucchi a Fiera, senza comunicare il conflitto d’interessi dei lavori in villa.

8) La villa di Zoagli fu realizzata da un costruttore che faceva pure il vicesindaco e aveva votato in giunta concessioni e varianti. Più che una villa, un monumento nazionale al conflitto d’interessi.

Per tutte queste ragioni, Sala è il sindaco ideale per la capitale morale d’Italia.

Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2016

 

 

1 commento

  • Ma pensa te… tanti professoroni ed eroici giornalisti si mettono insieme per pubblicare
    pattume di Travaglio.
    Utilissimi

    PS
    Anche Fini ha annunciato la nascita del suo Comitato per il NO

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>