L’Anpi scrive ai suoi associati

L’Anpi scrive ai suoi associati
(pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata dal presidente Carlo Smuraglia)

Carissime e carissimi, il Comitato nazionale, nella seduta del 21 gennaio  scorso, ha discusso ampiamente e serenamente sul tema dei referendum sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale, richiamandosi – come era ovvio -  al problema della coerenza con tutto quanto abbiamo sostenuto, a partire dal Convegno del 31 marzo 2014, al Teatro Eliseo di Roma, ma ponendosi anche i problemi concreti che pure si pongono quando si tratta di affrontare, una battaglia certamente complessa, in concomitanza con la nostra Campagna congressuale.  La pacatezza con cui sono stati affrontati  i vari problemi ha consentito di giungere ad una decisione che ha avuto il sapore dell’unanimità (venti voti favorevoli e tre astensioni) sulla proposta avanzata dal Presidente, a nome di tutta la Segreteria,  di aderire al Comitato per il NO alla riforma del Senato ed al SI sui quesiti referendari, già presentati in Cassazione per correggere la legge elettorale, almeno su alcuni punti essenziali, al fine di garantire una vera rappresentanza e partecipazione dei cittadini. Questo significa che adesso siamo tutti impegnati a rispettare le decisioni assunte dal Comitato Nazionale anche se è evidente che chi ha un’opinione diversa potrà sempre esprimersi nel voto (ma non con iniziative contrastanti con la linea adottata dal massimo organo dirigente).

Peraltro, la decisione è stata accompagnata da alcune “condizioni”, sulle quali c’è stato un pieno accordo. L’ANPI deve aderire alla Campagna referendaria  con la sua autonomia e  “le sue bandiere”, nel senso che ha una sua posizione e la renderà chiara ed evidente in ogni occasione. Per esempio, non accetteremo di porre la questione in termini politico-partitici,  non ci faremo trascinare sul terreno dei “plebisciti”; siamo convinti che queste due leggi (quella che “abolisce” praticamente il Senato e quella elettorale) non sono solo sbagliate ma stravolgono linee portanti, princìpi e valori chiaramente espressi dalla Carta costituzionale; e dunque ci batteremo perché non passino, nella certezza che l’obiettivo da cui alcuni erano partiti, quello cioè di “correggere” il bicameralismo perfetto, si potrebbe  raggiungere in qualsiasi momento, con facilità, rapidità e restando all’interno delle linee di fondo della Costituzione.

Adesso bisogna organizzarsi, per una Campagna di informazione sui guasti che produrrebbero queste “riforme”, ed in seguito con la raccolta delle firme per il referendum. Ci sono luoghi in cui sono già stati costituiti Comitati  e noi, compiute le opportune verifiche sulla loro consistenza e composizione, possiamo, in qualche modo dobbiamo, aderire, non come un’appendice ma facendo valere la nostra presenza e la nostra forza.

In altri luoghi dove i Comitati non ci sono ancora, costituiamoli noi con oculatezza e con coloro che concordano sulla linea che è stata definita e da noi ulteriormente specificata.

Fondamentale è garantire sempre  la nostra autonomia e la nostra identità e i connotati che hanno accompagnato la nostra adesione nazionale (per i quali, rinvio a quanto è stato da noi scritto sulle Newsletter n. 188 del 22 giugno scorso). E poi bisogna organizzare iniziative di incontri con i cittadini, le più ampie possibili, cercando di avvicinare tutti e di chiarire a tutti il nostro pensiero e la nostra posizione. Noi forniremo, a breve, un opuscolo con le nostre argomentazioni sull’una e sull’altra legge; e lo accompagneremo con qualcosa di semplice ed agevole (una sorta di risposte rapide e facilmente comprensibili, alle domande più frequenti).

Bisogna che tutti, dal primo dirigente all’ultimo si preparino ad affrontare un dibattito ampio e diffuso, che non può essere affidato solo ai giuristi, ma deve essere in grado di fornire risposte chiare a tutte le incertezze e i dubbi di chi poco conosce, di queste leggi ed alle tesi, spesso precostituite e poco motivate, di chi sostiene le riforme come se fossero la soluzione di tutti i mali che affliggono il nostro Paese.

La raccomandazione più viva, per la nostra “Campagna” è quella di utilizzare tutti gli strumenti e le modalità di comunicazione più moderni ed aggiornati, per farsi capire ed arrivare a tutti: diffondere le News, far conoscere gli articoli che appariranno su “Patria on-line”, studiare e diffondere l’opuscoletto, quando sarà pronto, e poi ricorrere a Facebook, a Twitter, insomma a tutti gli strumenti di comunicazione rapida ed efficace.

Per parte nostra, organizzeremo a breve una riunione con tutti i Coordinatori regionali, con  specialisti della comunicazione, per indicare, strade modi ed obbiettivi con modalità che ci consentano di arrivare a tutti  i cittadini, anche i più ignari.

Buon lavoro a tutti.

Fraterni saluti

                                                                                                                                                      

Carlo Smuraglia

1 febbraio 2016

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