Lettera aperta al Sindaco Uscente di Milano

Lettera aperta al Sindaco Uscente di Milano

Caro Sindaco Uscente di Milano, caro Giuliano Pisapia,

le scrivo così, senza sperare che la mia voce che è quella di tanti le giunga: scrivo forse a quell’immagine di lei e della piazza del Duomo festante di ormai molti ani fa, con quell’ultimo incredibile sorriso del cielo, il famoso arcobaleno che sembrò a tutti il segno di un piccolo miracolo a Milano. Scrivo all’ultima immagine bella e serena della vita civile, della città, della democrazia, che io ricordi. Lo faccio ora, per fissare il ricordo tanto diverso di questa sera, una delle prime sere della campagna per le primarie che porteranno all’elezione del candidato sindaco di Milano del centrosinistra. Scrivo a lei perché questa sera segna la fine di quella stagione di speranza che lei aperse, non solo per la nostra città ma potenzialmente per l’intero Paese. Finisce nel suo esatto contrario: la rassegnazione dei cittadini che la votarono a quella che si annuncia come la quasi sicura vittoria dell’ex Commissario di Expo, Giuseppe Sala, sponsorizzato dal governo nazionale, dalla maggior parte dei media, da tutti i soggetti economici beneficiati dagli appalti (spesso senza gara) di Expo e perfino da diversi assessori della sua giunta. Magari Sala sarà un bravissimo sindaco, chi può dirlo. La ragione per la quale si può dire con certezza che la speranza civile finisce qui è molto semplice. A cercarli bene, nonostante il livello zero di informazione prodotto dai giornali filogovernativi, i dati relativi all’operato dell’ex-commissario Expo si trovano eccome, e sono sconcertanti. Sconcertanti perché la visibilità l’ha guadagnata spendendo oltre 50 milioni di soldi pubblici per garantire sostegno e “massima visibilità” a Expo:  centinaia di migliaia di euro solo alla grande e piccola stampa, milioni addirittura alla Rai. E allora ci si aspetterebbe che i cittadini, o almeno gli avversari politici, proprio dell’opera che gli ha dato tanta visibilità gli chiedessero conto, se presenta aspetti tali da far apparire in una luce interrogativa il suo profilo come possibile sindaco di Milano. La gran parte degli appalti di Expo è stata affidata senza gara, e chissà, forse è stata bravura vedere che il codice degli appalti è tanto farraginoso che, secondo le parole di Raffaele Cantone, “ha giustificato, nella pratica, il ricorso frequente a normative speciali con la previsione di deroghe ….le ordinanze del presidente del Consiglio e successivamente una legge ad hoc hanno introdotto la possibilità di derogare a ben 85 articoli del codice!”. Ma è un tipo di bravura che non accende in cuore la speranza che Milano aiuterà l’Italia a combattere il cancro della corruzione. E pazienza per Farinetti, che finanzia l’amico Renzi e ne viene in cambio ripagato dal Commissario con un abbuono del 7%, rispetto agli altri ristoratori, di percentuale degli incassi da rendere a Expo sull’enorme fatturato del “ristorante più grande del mondo”. Pazienza per i favori resi alla Mantovani che la Magistratura ha definito “gruppo economico criminale”, il quale si è intascato i due terzi della spesa per la fornitura e piantumazione di seimila alberi, pagandone solo un terzo sulla somma complessiva di 716 euro per albero all’impresa subappaltante. Pazienza anche per la“piastra”, l’infrastruttura di base dell’area, affidata sempre alla Mantovani con  lavori per ben 34 milioni, più del triplo di quello che era consentito (e la fonte è l’Audit, l’organismo di controllo, non un avversario politico). Ma perché, caro Sindaco Uscente, il suo probabile successore ha rifiutato la proposta che lei gli aveva fatto, sulla base “Protocollo di legalità” firmato da Expo, di escludere la Maltauro dall’appalto che aveva vinto in modo irregolare? Pazienza, avrà avuto le sue ragioni. Ma perché nessuno, né i cittadini che lo ascoltano, né i competitors che lo affrontano, e men che meno i giornalisti che lo intervistano, gliele chiedono, queste ragioni? E poi, scusi caro Sindaco Uscente: come mai il suo probabile successore non sente il benché minimo bisogno di giustificarsi in quanto candidato sindaco dell’esser rimasto solo e muto come un palo, mentre tutti i suoi più stretti collaboratori incorrevano in guai giudiziari? (Nell’ordine: Antonio Rognoni, Angelo Paris, Antonio Acerbo, Pietro Galli, Christian Malangone). Mi rispondo da me: naturalmente, perché nessuno glielo chiede. Non gliene importa niente a nessuno. Con l’eccezione dei pochissimi bravi giornalisti cui siamo debitori di queste notizie, peraltro pubbliche: ma sono uno su mille. Grazie (a quell’uno).

Ecco, è proprio e solo questa,  la ragione per cui ogni speranza è perduta. Che non importa niente a nessuno, che nessuno chiede: perché? Per chi? Per noi? Per la Città? Per l’avvenire dei nostri figli?

E allora io lo chiedo a lei, caro Sindaco Uscente: ma perché, infine, se ne va così, anche lei? Senza dire proprio niente, di tutto questo? Ma quell’arcobaleno, se lo ricorda ancora?

13 commenti

  • Caro Ferretti, lei penserà che ho buon tempo, tempo da perdere. In realtà no: ma sono incuriosita dalla sua presenza e perseveranza. Trovo interessante il fenomeno psicologico di una persona che evidentemente si nutre di ciò che detesta, frequentando lei il nostro sito con una solerzia che ci augureremmo da parte dei più convinti fra i soci… Un fenomeno umano e psicologico interessa sempre, molto. Già che ci sono però ho una domanda. In cosa, mi scusi, l’elenco dei dati giudiziari collezionati da Expo, e lo stupore per lo scarso interesse manifestato finora dai cittadini a sapere meglio chi si candida ad amministrare le loro vite, sarebbe una direttiva non richiesta? Giusto per capire.

  • Ottima lettera, grazie. Spero che Pisapia risponda presto e che la gestione “straordinaria” di Sala diventi argomento più interessante per i media man mano che ci si avvicinerà alla scadenza elettorale.

  • Certo, dispiace non poco quest’abbandono senza chiarimenti dell’ottimo Pisapia. Spero proprio che – magari a giochi fatti – li dia, i motivi e le spiegazioni. Circa i dati giudiziari legati alla vicenda Expo, la domanda andrebbe più propriamente fatta a Sala e a tutti coloro (giornalisti) dalla schiena molto, molto curva, che si guardano bene da fare domande scomode a chi è in odore di Potere. Comunque grazie per la bella lettera aperta a Pisapia.

  • Illustre prof. De Monticelli,

    ma perchè quella “Milano perbene” non s’ingegna a far risorgere e permanere quell’Arcobaleno benaugurale di 5 anni orsono?

    Perchè non s’ingegna, così tanto per fare una cosa “fuori dai margini, controcorrente, un po’ utopica e per questo leggera e divertente”, a fare comunque campagna per “Pisapia Ancora Sindaco” anche contro la di lui volontà? Potrebbe forse esimersi se alle primarie, pur non candidato, fosse votato in maniera preponderante dalla città?

    Io sinceramente credo di no!

    Credo che sarebbe una festa per i Milanesi che hanno spazzato le vie lordate dai manifestanti e ridipinto i muri dei palazzi per riportare l’immagine della città alla sua bellezza, riportare comunque, anche “obtorto collo”, Pisapia a Palazzo Marino per confermare la “bellezza” di un’amministrazione!

    E’ l’ora dell’utopia o dell’adeguamento conformistico?

  • Gentile Professoressa,
    come sempre, condivido quanto scrive. Dunque, grazie per dare voce al mio pensiero. Aggiungerei, a commento della Sua lettera, che c’è un altro aspetto che mi inquieta nella vicenda milanese e che non riesco proprio a capire: l’appoggio in prima fila al candidato Sala di Umberto Ambrosoli. Questo suo schieramento, peraltro così deciso e impegnativo, non si concilia con l’immagine che di lui mi ero fatta al momento della sua candidatura a governatore della Lombardia. Probabilmente, mi sfugge qualcosa. Ad ogni modo è una personale delusione.
    Per fortuna, ci sono persone come Lei (ed altre, ovviamente, a partire da Rodotà, Bonsanti ecc.) che mi consolano: a volte, infatti, mi sembra di essere un marziano che non capisce nulla di questa società.

  • Grazie, cara Roberta, per la limpidezza delle tue parole. E’ un lusso di cui molti non saprebbero come fare a meno.
    Ma oggi, adesso, cara Roberta e cari tutti, cosa ci conviene fare al momento del voto delle primarie? Non conviene, a coloro tre noi che non vogliono Sala, mettere da parte le nuances tra Majorino e la Balzani e votare compattamente il più probabile dei due?
    E qual è?
    Così facciamo la cosa utile.

  • Impressionante. Come ai tempi di Berlusconi. Il governo e il Parlamento costruiscono dei santuari legali attorno a loro amici, affinche’ questi possano continuare ad operare nell´illegalita’…

  • Perfettamente d’accordo su Sala. Se fossi Pisapia risponderei alla Sonego: io quello che potevo fare, l’ho fatto. Non è colpa mia se la mia “squadra” si è disfatta come neve al sole quando si è trattato di decidere una successione. Io il tempo per discutere e organizzarsi glielo ho dato. Quanto a Sala non era compito mio smontare la statua di carta di un personaggio che non ho scelto, con cui ho dovuto collaborare e che bene o male il suo compito lo ha svolto. Più bene che male? Avete tutti gli strumenti per giudicare… Certo cara Sonia che mi ricordo l’arcobaleno. Peccato che sotto l’arco conni suoi colori, invece di una generazione diversa (di amministratori) sia cresciuto un pollaio.

  • Perfettamente d’accordo su Sala. Detto questo, se fossi Pisapia risponderei: io quello che potevo fare, l’ho fatto. Non è colpa mia se la mia “squadra” si è disfatta come neve al sole quando si è trattato di decidere una successione. Io il tempo per discutere e organizzarsi glielo ho dato. Quanto a Sala non era compito mio smontare la statua di carta di un personaggio che non ho scelto, con cui ho dovuto collaborare e che bene o male il suo compito lo ha svolto. Più bene che male? Avete tutti gli strumenti per giudicare… Certo cara Sonia che mi ricordo l’arcobaleno. Peccato che sotto l’arcobaleno con ii suoi colori, invece di una generazione diversa (di amministratori) sia cresciuto un pollaio.

  • Pardon, il “cara Sonia” è dovuto al fatto che questo testo l’ho ricevuto indirettamente da Sonia Sonego che lo utilizzerà per un suo intervento in Consiglio Comunale.

  • Pardon, il “cara Sonia”è dovuto al fatto che questo commento l’ho ricevuto, indirettamente da Sonia Sonego che lo utilizzerà per un suo intervento in Consiglio comunale

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