PER CHIARIRE

PER CHIARIRE

Il comunicato del Consiglio di Presidenza di Libertà e Giustizia col quale veniva espressa condivisione verso l’appello dei tre sindaci Pisapia, Doria e Zedda ha suscitato numerosi commenti da parte degli iscritti e un ampio dibattito interno. Ringraziamo tutti quelli vi hanno partecipato del loro contributo, perché ci spingono a chiarire la posizione di LeG,  e quello che riteniamo debba essere il suo ruolo, in una forma più chiara di quanto non sia emerso da quel breve documento.

Libertà e Giustizia non è un’associazione politica, ma un’associazione di cultura politica. La visione del bene comune rappresentata nella nostra Carta costituzionale ne è al tempo stesso patrimonio ideale e bussola capace di orientare la nostra attività quotidiana, traducendosi in un impegno di formazione civile nella società, nelle scuole, nelle Università, nelle istituzioni pubbliche. Ma la nostra credibilità discende anche dall’autonomia del pensiero che LeG è in grado di produrre nel confronto critico con le proposte di tutti i soggetti politici e partitici, con la loro rappresentazione spesso strumentale degli interessi collettivi, con le ricadute pratiche delle loro scelte, talora discutibili.

Il senso del comunicato del Consiglio di Presidenza di LeG va inteso come un riconoscimento del valore positivo dell’esperienza di mobilitazione di giovani, intellettuali e società civile sperimentata alcuni anni addietro da alcune città grazie al movimento “arancione”, all’epoca vissuta come una vera riscossa popolare in aree fino al allora dominate da altre culture politiche, nell’auspicio che quanto di positivo si è realizzato in quei contesti non vada perduto nell’odierno scenario, radicalmente mutato. Non tocca però a Libertà e Giustizia definire il confine del perimetro politico entro cui è possibile cercare di rianimare quel fermento di speranze e aspettative di buongoverno. Quello spazio per noi non può che essere inclusivo e aperto alla considerazione di tutte le proposte portatrici di impegni credibili nella difesa della Costituzione, nella salvaguardia dei beni comuni, nella tutela dei più deboli, nella visione europeista, nella promozione di giustizia e diritti sociali, nella lotta a corruzione e mafie, valori nei quali crediamo e che motivano la nostra adesione sia alla compagine della Coalizione Sociale sia ai comitati per il No al referendum costituzionale.

Libertà e Giustizia è pronta, oggi come ieri, a fare la sua parte per contribuire, nel rispetto della specificità delle realtà territoriali e della loro storia, alla costruzione di questo spazio pubblico di riflessione sui progetti alternativi di governo locale, sfidando tutti i soggetti politici ad assumere impegni verificabili e posizioni coerenti con i valori sopra enunciati ma ritiene anche indispensabile fare appello alla società civile – cui in prima istanza si rivolge nella propria attività di formazione ad una più consapevole e partecipata cittadinanza – affinché svolga efficacemente la sua funzione cruciale di stimolo e responsabilizzazione dei propri amministratori.

3 commenti

  • un grazie per questo grande articolo, per queste considerazioni, per questo esprimere una amarezza che è anche nostra , di tutte quelle persone che credono nella “libertà e giustizia” come fondamento del vivere democratico e civile. Ancora un grazie a Sandra Bonsanti per questa sua infinita forza . Forza che genera la speranza di una rinascita

  • Gentile Giacomo, un “grazie” per la preziosa chiarificazione operata con questo intervento va senz’altro, oltre che alla presidente emerita Sandra Bonsanti, all’attuale presidente di LeG e autore del pezzo Alberto Vannucci, che sta operando con tenacia affinché l’associazione, in coerenza con la sua storia passata, sia sempre più un laboratorio di capitale sociale.

  • Il Pd governa il Paese con la destra. La sua maggioranza è il frutto di una legge elettorale incostituzionale. Con la maggioranza di nominati rappresentanti del popolo, il Pd modifica la costituzione con una chiara strategia di rafforzare il “sistema” di potere che ha governato questo paese senza soluzione di continuità. “Abbiamo una banca” diceva Fassino. Le banche sono i veri referenti del Pd. Renzi scala il Pd per rappresentare gli interessi dei banchieri. Sono quelli che hanno fatto affari dalla crisi economica. Sono la corte dei miracoli che si è arricchita con il debito pubblico. La deindustrializzazione industriale è perseguita strategicamente per asservire il popolo. La legge sulla licenziabilità senza giusta causa è un atto incontrovertibilmente criminale voluto da questo “sistema”. Tra qualche hanno quella legge produrrà luoghi di lavoro insalubri con aumento esponenziale dei morti invalidi. Allearsi con questa gentaglia sarebbe la fossa con cui seppellire ogni possibilità di rinascita di un partito di sinistra.

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