Destra e Costituzione

Destra e Costituzione

Era davvero necessario aspettare il responso delle urne in Francia per sapere che la destra estrema , in Europa e negli Stati Uniti sta avanzando non solo quanto a numeri, ma anche in aggressività, preparazione, astuzia strategica? Servivano le due Le Pen perché crescesse tra i democratici il dubbio che una destra vittoriosa comunque potrebbe esserci anche nel futuro del nostro e di altri paesi?

No, non c’era bisogno del Front National, di Marine e Marion. Non c’era bisogno della difficile attesa per il ballottaggio di domenica prossima. Da molto tempo ormai gli analisti non asserviti al pensiero unico o al partito unico stanno mettendo in guardia. E tutti comunque sappiamo che quando l’onda parte è difficile che non faccia breccia, soprattutto di fronte ad elementi così difficili da contrastare come la paura di perdere qualcosa che pensi debba appartenere soltanto a te, come il terrore del diverso che la destra è così abile a diffondere e sfruttare. Come la situazione economica sempre più dura per la maggior parte dei cittadini italiani e il futuro senza occupazione dei nostri figli e nipoti.

Davanti a questa destra in movimento quello che era il partito della sinistra italiana ed ora è soprattutto il partito unico che fa accordi anche elettorali col centro destra cresce in protervia e sete di potere. Si pavoneggia davanti a una sequenza  squallida di banchetti e ora si prepara a festeggiarsi alla Leopolda, senza bandiere. Un partito senza bandiere, quello di Matteo Renzi, perché non averne nessuna è come averle tutte.

Ma qui voglio solo ribadire un concetto: il partito unico senza bandiere sta portando l’Italia in una situazione rischiosa. La nostra libertà, la nostra Repubblica, la nostra democrazia parlamentare sono in pericolo. La riforma Boschi-Renzi ci lascia senza mura di cinta: ogni contrappeso, ogni elemento di libera espressione del cittadino, da quello fondamentale che è il diritto di voto e dunque di scelta, dalla seconda Camera che controllava la prima, da una Corte Costituzionale eletta fra aventi diritto e aventi una superiorità morale tale da assicurare indipendenza di giudizio. Di questo passo solo “per ora” la prima parte della Costituzione non è toccata se non indirettamente, (alcuni studiosi pensano che sia già modificata anch’essa) ma lo sarà certamente non appena, la prossima volta, il premier avrà ottenuto tutti i poteri che brama. Credete ancora che resterà a lungo la Repubblica fondata sul lavoro? E quali indicazioni ulteriori si inventerà la J.P.Morgan, che il futuro governo vorrà assecondare?

Se c’è un momento in cui dobbiamo tenerci stretta la Costituzione del ’48 che fu fatta, sì anche temendo il peggio e cioè che un giorno potessero nuovamente essere messi in forse i principi di libertà e indipendenza, a cominciare dall’informazione , ebbene quel momento è questo.

E’ costata troppo, quella Carta, perché la possiamo dar via con la leggerezza e lo sberleffo degli ignoranti e degli indifferenti.

 

 

 

 

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