Parigi, perché? – Lasciate i vostri commenti

Parigi, perché?  –  Lasciate i vostri commenti

Dopo i primi momenti di confusione, angoscia, dolore,  sentiamo il bisogno di confrontarci, per raccogliere le vostre osservazioni.

Cosa significa questo attentato?  Quali cause presenta?  Quali conseguenze comporterà?  C’è una via d’uscita?

Se volete, lasciateci i vostri commenti.

La Redazione

4 commenti

  • A Parigi, l’Europa è diventata una patria.

    Quelle bombe e quei massacri hanno scritto una costituzione materiale, fatta di diritti e doveri – condivisi e insanguinati – che sono l’identità culturale di un continente.
    Questa dolorosa accelerazione di integrazione ha prodotto un paradosso: le persone di stati diversi si sentono solidali e pronte a far parte di un’unica federazione, più di quanto lo siano le istituzioni restie degli stati europei.

    Ci volevano i kamikaze e i morti per caso, per riscoprire il valore dei valori. Gli euro-scettici non smetteranno d inoculare anticoagulante, ma faranno più fatica a diffondere la loro diffidenza. Che sembrava prima del massacro un messaggio dilagante e inarrestabile.

    Ora, tutto questo dolore va sublimato in una nuova fase politica di coesione politica, cogliendo l’energia di una situazione inedita: per la prima volta l’Europa si percepisce divisa e vulnerabile. Gli stati membri si sentono inadeguati a difendere da soli un patrimonio culturale così prezioso.

    Allora è nella volontà di reazione proclamata da tutti, che la costituzione materiale della fratellanza nel dolore e nella libertà ferita deve diventare una Costituzione reale.
    Affinché i morti che ci hanno fatto sentire tutti francesi, siano onorati dalla nascita di un’unica patria: gli Stati Uniti d’Europa.

  • Capisco la sana retorica degli “Stati Uniti d’Europa”, ma bisogna mettersi d’accordo su cosa si intende per Europa.

    Se si intende quella disegnata da trent’anni a questa parte, l’Europa della finanza e delle disuguaglianze sociali, no grazie, abbiamo gradito. Ne’ tanto meno l’Europa che si prepara alla guerra, ormai apertamente caldeggiata dalle destre e dalle tante finte sinistre di questo, ed altri continenti.

    Finche’ non prevarra’, magari (e ottimisticamente) fra trent’anni, l’Europa pensata da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel Documento di Ventotene, non c’e’ neppure l’ombra della speranza di un’Europa unita non solo da documenti ufficiali e da istituzioni comuni quanto, e soprattutto, da una coscienza paneuropea di diritti di civilta’, l’unico vero e concreto cemento dei popoli maturi.

  • L’Europa s’è ridotta ad una vecchia baldracca nelle grinfie rapaci della Finanza Massonica. Ha rinnegato i suoi valori storici per abbracciare ateismo, individualismo, relativismo ed omosessualismo: su questi quattro pilastri di cartapesta attende, inconsapevole, di essere spazzata via dalla Vita e dalla Storia.

  • alla gentire redazione: “Grazie per lo sPazio! Sarebbe bellissimo potervi ringraziare, voi e la direzione, per qualche generoso e democratico confronto!”

    Finchè sarà l’aggressività della mediocrità a condurre le politiche europee e finchè la mitezza della cultura continuerà a ricorrere per mettere pezze agli errori, non ci sarà alcun progresso nel senso teorizzato da Spinelli e Rossi.

    Pensare di fermare il terrorismo bombardando città è l’ultimo prodotto di un pensiero mediocre.

    Gino Strada ricorda che questa situazione è figlia legittima delle politiche guerresche degli USA e soci anche europei.

    Quel neopadre parigino rimasto vedovo al Bataclan ha scritto: “…anime morte! non avrete il mio odio e neppure quello di mio figlio, che pur crescerà orfano…”

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