Mafia: ‘Rompiamo il silenzio’, manifestazione sabato a Roma per il pm Nino Di Matteo

Mafia: ‘Rompiamo il silenzio’, manifestazione sabato a Roma per il pm Nino Di Matteo

“Rompiamo il silenzio” (#‎rompereilsilenzio l’hashtag) è il nome della manifestazione nazionale che si terrà a Roma, sabato prossimo, a partire dalle 10, a sostegno del sostituto procuratore di Palermo, Antonino Di Matteo, magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia -assieme al procuratore aggiunto Vittorio Teresi e ai pm Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene- oggetto di una condanna a morte da parte del capomafia corleonese, Totò Riina.

 All’iniziativa, promossa da Salvatore Borsellino, dalle Agende Rosse e da Scorta Civica Palermo, sostenuta da Libertà e Giustizia e altre associazioni, prenderanno parte cittadini e personalità del mondo della politica, della giustizia, della cultura e dello spettacolo. Si prende spunto dalle recenti notizie sul progetto di attentato -con tritolo già arrivato in Sicilia- nei confronti del magistrato, rivelate dal pentito Francesco Chiarello e confermate da altri tre collaboratori di giustizia: Vito Galatolo, Carmelo D’Amico e Stefano Lo Verso.

 I partecipanti si raduneranno alle 10 presso Largo Ricci (alla fine di Via Cavour) per dare vita a un corteo che si snoderà per le vie del centro di Roma, passando per Via Dei Fori Imperiali, Piazza della Madonna di Loreto, Piazza Venezia, Via Cesare Battisti e infine giungere a Piazza Sant’Apostoli, dove si svolgerà una manifestazione dal palco. Ai partecipanti, per evitare strumentalizzazioni, è stato chiesto di non presenziare con loghi, simboli e riferimenti a qualsiasi partito.

 Il messaggio di solidarietà del presidente del Senato Grasso

 “Scendiamo in piazza per‪ far sentire al magistrato la vicinanza di tanti italiani onesti e, soprattutto, chiedere ai vertici dello Stato di non ripetere lo stesso errore del passato, lasciando solo chi è in prima linea per scoprire la verità su quanto avvenuto dal biennio stragista del ’92-’93 in poi -sostiene Salvatore Borsellino- Continuo a sperare che anche il Presidente Sergio Mattarella, che rappresenta la più alta delle nostre istituzioni, da siciliano e da fratello di una vittima della stessa mano che ha ucciso mio fratello, voglia interrompere il suo silenzio”.

 Una breccia significativa si è aperta, ricorda Borsellino, quando il presidente del Senato, Pietro Grasso, “ha risposto al mio appello, volto ad ottenere un segno istituzionale di vicinanza a Di Matteo, ribadendo la sua vicinanza umana e personale all’ex collega, nonché la sua volontà di sottolineare questa solidarietà con un messaggio che, come mi ha scritto, ‘mi piacerebbe poterti dare personalmente a Palazzo Madama’”. Grasso, infatti, sarà all’estero a partire da giovedì per impegni istituzionali e non potrà intervenire alla manifestazione (ndr).

 “Forse noi siciliani -conclude il fratello del giudice ucciso in via Mariano d’Amelio- per tutti i morti che hanno bagnato di sangue la nostra terra, per i tanti magistrati che hanno sacrificato la loro vita in una lotta in cui troppo spesso lo Stato che avevano giurato di servire li ha lasciati soli, siamo particolarmente sensibili a questi argomenti”.

2 commenti

  • Bell’esempio di pensiero (sic!) semplice, e come tale complice perche’ plasmabile.

    L’idea di democrazia che questo maniscalco ferratore di somari e’ stato plasmato a idealizzare e’ quella di una magistratura asservita al potere, cui tutto e’ concesso, e intransigente con la povera gente, come quella “signora” magistrato, la Scognamiglio, di cui son piene le cronache di questi giorni.

    Ma in cima ai suoi desiderata, quello per cui lui “combatte” (sic!), c’e’ una magistratura tutta di formazione gelliana.

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