Il dovere della chiarezza

Il dovere della chiarezza

Le recenti notizie relative alla gestione dei beni sequestrati alla mafia ripropongono nuovamente il tema della credibilità degli operatori di giustizia. In questa fase non ci interessa ripercorrere e sviluppare per l’ennesima volta l’immancabile ritornello sul valore delle notizie stampa , sulla necessità di attendere la pronunzia definitiva di altri giudici sul versante penale o disciplinare. No, importa invece chiedersi perché una notizia , per altro abbastanza verificabile, su rapporti parentali e su incarichi professionali non determini reazioni di efficacia pari al turbamento che la notizia suscita. Se non altro questa volta ci è stato risparmiato il solito copione di negativi riferimenti agli organi di informazione, almeno quelli che hanno diffuso le notizie conseguenti all’ indagine. Occorre invece evidenziare l’azione purtroppo inascoltata di “Telejato”, che da tempo segnalava anomalie. Si rivela poi illuminante la lettura delle audizioni davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, del Direttore dell’agenzia nazionale per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e del Dirigente l’ufficio dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ” http/www.camera.it/leg17/1058? ” . Ciascuno di noi potrà farsi un’idea propria e diversa sui diversi momenti dell’audizione , durante la quale i servitori dello Stato hanno esplicitato più volte il loro collaborare con l’autorità giudiziaria e l’attenzione nell’evitare comportamenti che potessero delegittimarne l’azione , ma tutti certamente dovremo essere d’accordo sul fatto che dal 5 febbraio 2014 si sapeva abbastanza per intervenire tempestivamente. In questo quadro, nel quale le pronunce del CSM e della magistratura inquirente e giudicante saranno inevitabilmente ritardate dalle doverose procedure di garanzia, non ci possono soddisfare le assicurazioni che tutto sarà chiarito. Sarà chiarito da chi , quando e davanti a chi? Tutto invece deve essere chiarito subito pubblicamente, in modo trasparente perché come cittadini abbiamo concesso credito a giudici che abbiamo ritenuto credibili, che abbiamo rispettato per la loro vita blindata, giudici che abbiamo ascoltato e dei quali abbiamo rispettato il lavoro senza alcuna delegittimazione preventiva. Abbiamo creduto al valore della lotta alla mafia. Adesso vediamo la credibilità dell’ antimafia distrutta in un sol lampo forse per leggerezze , forse per presunzione di riuscire a governare la complessa macchina in modo autonomo, o forse ancora per la mancata adozione di iniziative legislative. L’ ultima e peggiore ipotesi sarebbe quella di interessate condotte, ma ci auguriamo che venga cancellata dalle indagini avviate dalla magistratura inquirente. Adesso e subito desideriamo che ci sia quella reazione di pari efficacia al turbamento prima richiamato e che tutto si chiarisca con la massima urgenza. I magistrati, gli amministratori ed i consulenti, a vario titolo chiamati in causa, sono i soli che possono farlo subito, perché tutti percepiamo che qualcosa di negativo si è verificato. Lo possono chiarire senza violare segreti, specificando se non sapevano chi nominare, se pensavano di potersi fidare solo di pochi, se non avevano modo di accorgersi che i destinatari di incarichi retribuiti in modo importante erano sempre gli stessi e che alcuni congiunti erano a loro volta destinatari di incarichi retribuiti. Ci aiutino a capire, ma subito. Chiariscano perché altrimenti alimentano la confusione in chi aveva riposto in loro la propria fiducia. Chiariscano per rispetto a tutti quei magistrati che hanno onorato ed onorano i valori di autonomia ed indipendenza, assicurando credibilità alla Giustizia con i comportamenti di tutti i giorni. Chiariscano per rispetto a tutti quei servitori dello Stato caduti nell’adempimento del dovere. Chiariscano per rispetto a tutti coloro che chiamati a collaborare con l’autorità giudiziaria in compiti delicatissimi e complessi lo fanno con coraggio. Chiariscano per rispetto a tutti quei giovani che si impegnano, e non con pochi rischi, nella restituzione dei beni confiscati a circuiti di economia onesta. Chiariscano per rispetto a Pio La Torre che con il sacrificio della vita ha consentito si aprisse un nuovo fronte di lotta alla mafia che non può e non deve essere oscurato dal silenzio.

Il testo dell’articolo è apparso su TempoStretto  del  13 ottobre 2015 

*Ernesto Morici, già magistrato in Sicilia, Calabria e Toscana, impegnato in inchieste su mafia e ‘ndrangheta, è socio di LeG dal 2011.

 

3 commenti

  • CHIARISCANO !!!

    Purtroppo è tutto oscuramente chiarissimo!

    Impossibile inseguire e riparare le mille nefandezze che si susseguono nelle cronache politiche e giudiziarie insieme!

    Se non si sterilizzerà la fonte, se non risaneremo il Parlamento spazzandone la mediocrità e riportandovi stabilmente il rigore morale e culturale dei Costituenti e dei loro epigoni, non ne verremo fuori.

    Non bastano pezze, vere o presunte, è indispensabile un progetto complessivo e coerente per risanare il Paese. E non può farlo questa casta mediocre!

    “Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.” (S. Bonsanti – 16 giugno 2011 “Costruire la Rivoluzione”)

    Manca solo un aggettivo “COSTITUZIONALE”. Finchè sarà possibile. Finchè non ce la sfileranno dalle mani!

  • Paolo Barbieri: “Non bastano pezze, vere o presunte, è indispensabile un
    …………………progetto complessivo e coerente per risanare il Paese. E non
    …………………può farlo questa casta mediocre!” ………………………………………..

    Ancor prima di questa casta mediocre, signor Barbieri, NON può farlo questa massa di sudditi che, per settant’anni filati, ha barattato/venduto il voto elettorale con la peggiore feccia della nostra Società per vantaggi dannatamente personali!!!

    Fin quando questa massa di congeniti sudditi non sarà trasformata in un Popolo di Cittadini, la situazione italica rimarrà inesorabilmente quella che è, per secoli e millenni a venire. E pure all’infinito!

    Non occorre una mente eccelsa per capire che, per risolvere un qualsivoglia problema, bisogna andare a mettere le mani sulla CAUSA che lo determina. Eppure – a cominciare dai nostri cosiddetti Costituenti fino ad oggi – siamo tutti a proporre di agire su questo o quell’altro dei mille EFFETTI: una vera e propria congiura di depistaggio!

    Sarà forse perché – a trasformare sudditi in Cittadini – non convenga a nessuno di noi che possiede di già il proprio posticello al sole?

    Cordialmente.

  • Sig. Mirabile Caruso,

    i popoli sono sempre vittime naturali e sacrificali del potere costituito che, coi mezzi di cui dispone, ne condiziona i comportamenti, ne plagia la volontà come meglio crede, sfruttando la loro vulnerabilità, la loro carenza di difese, per meglio controllare e orientare il consenso.

    E non è bello infierire sulle vittime. Ancor di più in democrazia, dove uno vale uno, e per qualunque cambiamento, del popolo si ha bisogno.

    E poi, chi dovrebbe trasformare questo popolo, ridotto da “sovrano” a insignificanza, in una Cittadinanza evoluta? Le rivoluzioni culturali le può fare solo il potere costituito che ha la disponibilità dei mezzi mediatici e dei ministeri all’uopo dedicati.

    Perchè il plagio può essere sia regressivo che evolutivo. E a noi, dopo la Costituente, 500 persone di sano e robusto rigore morale e culturale, ci sono state proposte, quali candidati al Parlamento, persone di sempre peggiore qualità, fino ad arrivare ai vari Razzi e Scilipoti, Cuffaro e Cosentino, Genovese e De Gregorio, Dell’Utri e Previti e ai loro sodali e padrini. E il plagio è servito a farcele votare, dando al tutto l’immagine della democrazia.

    E cmq questo popolo in brandelli negli ultimi anni, in parte per le difficoltà economiche e finanziarie, in parte per per la pessima qualità della democrazia, in peggioramento progressivo, che si è costretti a subire, ha fatto sentire e apparire chiaramente il suo disagio e la voglia di un cambiamento qualitativo, sia attraverso le indagini demoscopiche sia con l’analisi dei flussi e delle astensioni elettorali.

    Ma nulla di nuovo e buono si è visto. Tranne il M5S che alle politiche del 13, si è presentato chiaramente come il partito dell’antipolitica col suo “vaffa, tutti a casa, tutti morti, tutti zombi” e che sta però imparando a muoversi nelle istituzioni come si conviene.

    Mentre le Grandi Firme del Paese continuano con gli editoriali, le analisi, i libri, col distacco di chi, dal piano attico, non sente i miasmi della palude e neppure si rode per la rogna di essere rappresentati nel mondo da tanta mediocrità e peggio, che rode a me, cittadino semplice e banale!

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