Bombardare un ospedale è un crimine di guerra – Lettera aperta all’Ambasciatore degli USA

Bombardare un ospedale è un crimine di guerra – Lettera aperta all’Ambasciatore degli USA

 

Ambasciatore John R. Phillips,  

il bombardamento dell’ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz ha profondamente indignato molti di noi Cittadini italiani, per l’inaccettabile livello di disumanità che ha mostrato. Questo crimine di guerra non può essere rimosso dalle versioni ufficiali che parlano di errore, perché le coordinate dell’ospedale erano note e – dopo le prime bombe cadute nel cuore della notte sui malati – sono state ricordate nelle drammatiche telefonate dei MSF per far cessare il massacro. 
 
Tutto inutile, perché l’ “errore” è durato mezz’ora.
E questa insistenza fino a finire il “lavoro”, mostra la premeditazione del massacro, spiegato – ma non in via ufficiale – come espediente per uccidere i talebani feriti e curati nell’ospedale, senza tener conto delle vittime innocenti che si sarebbero provocate. E senza tener conto che da oggi, quell’ospedale – l’unico ad offrire cure in una vasta area – non ci sarà più.
 
Ambasciatore John Phillips,
per il legame di amicizia che ci unisce al suo Paese, non possiamo tacere la nostra totale condanna di questo massacro, che disonora i valori di rispetto dei Diritti Umani, alla cui affermazione hanno contribuito gli Stati Uniti d’America. Riporti con urgenza al suo Governo il diffuso sentimento di indignazione dei Cittadini italiani.
 
Con vigilanza democratica,
Massimo Marnetto
Associazione Libertà e Giustizia di Roma

6 commenti

  • Buongiorno Sig. Marnetto,
    la sua sicurezza sul fatto che non sia stato un errore e’ sospetta. Io penso ci sia dietro la voglia di trovare un colpevole certo da mandare al patibolo e questo spesso causa deragliamento emotivo e razionale.
    Le coordinate note e la continuità dell’attacco sono motivazioni troppo banali per giustificare la tesi dell’attacco premeditato. Certo, spesso la soluzione e’ più facile di quello che pensiamo ma se così fosse che senso ha dialogare con qualcuno che deliberatamente distrugge un ospedale di medici senza frontiere neutrale e nato per salvare vite. Vogliamo dialogare con qualcuno che calpesta i diritti umani in nome della morte?

  • Mi sembra anche troppo tenera questa lettera. E poi che spirito di amicizia ci unisce a una potenza che ha basi di guerra in tutto il nostro Paese e ci tratta come degli stupidi servi?

  • Buongiorno Sig. Simone,
    purtroppo le coordinate di un ospedale in un teatro di guerra non sono un elemento banale, perché vengono comunicate con grande precisione, proprio per evitare che sia colpito.

    Una banda di mercenari potrebbe ignorare questo dato; l’esercito USA, no. Non solo, il bombardiere che ha sganciato le bombe sull’ospedale ha ruotato in cerchio per oltre mezz’ora sull’obiettivo, nonostante i medici di MSF continuassero a comunicare di cessare il massacro.
    Nessuna voglia di “cercare un colpevole”, Sig. Simone. Il colpevole c’è.
    Massimo Marnetto

  • Anche l’ospedale militare di Bologna fu bombardato dagli americani durante l’ultima guerra mondiale. Come a dire che il lupo perde il pelo, ma non il vizio…

  • Signor Simone,
    Come cittadino, e come volontario di Emergency, quindi contrario ad ogni forma di guerra. Le dico che trovo imbarazzante quello che ha scritto, in risposta al giornalista Massimo Marnetto.

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