Sinistra al bivio/Ultima chiamata per l’opposizione

Sinistra al bivio/Ultima chiamata per l’opposizione

Suscita rabbia la notizia che i referendum promossi da Pippo Civati (a tempo scaduto raccolte 300 mila firme e non le necessarie 500 mila) non si faranno. Perché è un’occasione persa. Perché la disponibilità di quelle 300 mila persone può trasformarsi in delusione, e forse anche in un “no grazie, abbiamo già dato” alla prossima richiesta di sottoscrivere qualcosa.
Perché, soprattutto, è un altro fallimento che l’opposizione a Matteo Renzi prende e porta a casa, comportandosi al solito come un’armata brancaleone divisa e inconcludente. Dice Civati al manifesto : “ A sinistra mille distinguo. Se ci fossero stati Fiom, Coalizione sociale, Sel, Rifondazione e Verdi ce l’avremmo fatta”. Senza contare, diciamo noi, Lista Tsipras, Comunisti italiani, ex Pd e sinistra Pd.
Solo a citarli tutti viene il mal di testa. Civati ha ilmerito, almeno, di averci provato e tutto gli si può dire tranne che agisca con la logica del liderino del quartierino. Come invece tanti suoi presunti compagni di strada, più attenti a gestire il proprio gruzzolo di voti o a segare le gambe ai partiti vicini che a fare squadra. Con avversari così, al premier fiorentino piace davvero vincere facile.
A questo punto, dalle colonne di un giornale come il Fatto – che nei sei anni di vita non ha mai smesso di battersi per la difesa della Costituzione contro tutti i califfati di destra e sinistra – è bene parlarsi chiaro. Siamo di fronte un bivio obbligato.
Da una parte, c’è la strada della rassegnazione e della resa. Prendere atto che Renzi ha stravinto e continuerà a stravincere perché ha tutti gli assi in mano.
Il controllo completo del Pd, con una sinistra interna ricattata o addomesticata: vedi l’accordo-truffa sull’elettività del Senato.
L’informazione Rai saldamente in mano a Palazzo Chigi, attraverso la trasformazione del servizio pubblico radiotelevisivo in un’ emanazione diretta del governo: pieni poteri al renziano Campo Dall’Orto, oggi direttore generale ma – con la riforma in arrivo – super amministratore delegato.

Il pieno sostegno ai poteri forti dell’ economia, che dal Jobs Act al fisco più leggero per le imprese, all’abolizione della tassa sulla prima casa invocata dai costruttori, stravedono per il Presidente del Consiglio.

Infine, l’asso pigliatutto e cioè il dominio sul Parlamento. Con il Senato dei nominati e l’Italicum della maggioranza assoluta a chi vince: se si votasse oggi indovinate chi?
E allora, affrontare un decennio (se ci va bene) renziano in una sorta di Aventino degli impotenti, per l’opposizione (o ciò che ne resterebbe) sarebbe vergognoso. Ma di vergogna, come si dice, non è mai morto nessuno.
Esiste poi un’altra strada molto più complicata e faticosa che dovrebbe porsi come traguardo il referendum confermativo del 2016. Sarà la madre di tutte le battaglie. Se riceverà anche il consenso popolare sullo smantellamento della Costituzione, Renzi potrà celebrare la sua Austerlitz. Ma un No degli italiani, segnerebbe probabilmente la sua Waterloo.
Giorni fa ho scritto che a quell’appuntamento occorre prepararsi bene e per tempo, cosa che oggi confermo alla luce di quanto accaduto con i referendum civatiani. Avevo anche proposto la creazione di un comitato di salute pubblica presieduto da Stefano Rodotà. Qualcuno ha storto il naso ricordando che un comitato così chiamato fomentò il terrore giacobino ai tempi della Rivoluzione francese. Era un modo per affermare che la salute della nostra democrazia repubblicana è in grave pericolo, ma diamogli pure il nome che volete.
Purché si voglia veramente dare forma a qualcosa di forte e organizzato. Per vincere. Di bancarotte, personalismi e prese in giro, ne abbiamo piene le tasche.

Il Fatto Quotidiano, 2 ottobre 2015

4 commenti

  • Ma perchè si continua a chiamare in causa la sinistra che è come partecipare ad una ad una serata medium col tavolo a 3 gambe? oppure evocare una compagnia di zombi?

    Possibile che non riusciamo a imparare nulla dalla storia recente, ne dalle cronache?

    Se da anni la demoscopia documenta il disprezzo crescente della Cittadinanza verso la casta, fino al 97% del dic. 14 della Demos di I. Diamanti, e il rifiuto della sua offerta politica, perchè non chiamare in causa “la CITTADINANZA” e non la sola sinistra dispersa e inconcludente (come ha fatto Podemos)? Perchè non attivare gli strumenti che la Costituzione le mette a disposizione Realizzando quella Sovranità Popolare dell’art. UNO “da esercitare nei limiti e nelle forme della C.”, ma anche dentro gli “estremi limiti e ai limiti estremi delle forme”, sempre dentro lo “spirito originale ed autentico”?

    Sarebbe bastato una risata o, ancor meglio, una scorreggia per cancellarla dal panorama politico e soprattutto parlamentare!

    E invece siamo ancor qui a piangerci addosso e ad appenderci all’ultima speranza, assolutamente vana, e lo sappiamo tutti, del referendum confermativo, che sarà il “red carpet” dell’apoteosi renziana?

  • D’accordo che sinistra del PD ha perso su tutti i fronti. Dubito, però, seriamente che ci fosse una vera sinistra. E che ci fosse un’accozzaglia di persone affezionatissima alla poltrona lo sapevamo bene tutti e lo sapeva soprattutto Renzi, che non ha mai smesso di ricattare quelle persone proprio sulla poltrona. Ma non vedo perché dobbiamo disperare. Penso che si debba lavorare soprattutto sui giovani, su quella numerosa schiera che nelle ultime tornate elettorali ha rinunciato al voto e dobbiamo essere in grado di sensibilizzarli al punto da portarli in piazza, se occorre. I giovani hanno cambiato i socialisti britannici , i giovani hanno cambiato qualcosa in Grecia, i giovani portano avanti podemos. Grillo l’ha compreso benissimo e non possiamo lasciarlo fare solo a lui.

  • Grillo ha compreso “benissimo” col suo “vaffa”, solo il sentimento anticasta e non ha lo spessore culturale e le qualità per assumere il ruolo di guida dei “giovani per il cambiamento”.

    E non bastano la pulizia e l’onesta, peraltro di ancor breve storia e quindi da verificare nel tempo, per fare del M5S un’entità candidabile alla guida del Paese.

    Ma se nella loro prossima assemblea a Imola, dove dovrebbero fare i nomi della squadra di un eventuale loro governo, sapranno scegliere persone al di fuori del movimento, nomi di caratura nazionale e internazionale della Società Civile come fecero per i candidati alla PdR, allora la prospettiva potrebbe cambiare decisamente.

    Ma nel frattempo il renzismo spenderà tutte le sue ottime carte propagandistiche, tutti i mezzi messi a disposizione dei fiancheggiatori, verso la Cittadinanza più vulnerabile al plagio del potere, per spostare consensi all’azione di governo sia per le (contro)riforme portate in porto, che per il cambio di ciclo economico.

    E la Cittadinanza vulnerabile, quella passivamente informata e formata dalla TV e è la stragrande maggioranza… con quel che può seguire.

  • Mi sembra assolutamente in mala fede e illogico continuare a parlare di sinistra e addirittura difendere quell’irresponsabile di Civati, strapparsi i capelli davanti all’immane tragico destino che ci aspetta se Renzi prevale e non considerare di appoggiare, sostenere e combattere assieme al M5S
    l’unico che ha dimostrato forza, costanza e determinazione per opporsi che a differenza della sinistra annichilita ha un consenso enorme, forse addirittura maggioritario e dopo un disorientamento iniziale ora sta portando avanti istanze progressiste, eque e “rivoluzionarie”. Io, ex PCI, ex Rifondazione, ex SEL spero ardentemente che davanti all’emergenza assoluta cominciate ad abbassare la superbia e aprire… la mente. Dopo le elezioni del 2013 Siamo entrati in una fase nuova, una specie di apocalisse dei valori, dei comportamenti dei rapporti. Siamo nel bel mezzo di uno scontro globale tra disumanità e umanità. In gioco la giustizia sociale, la vita e il pianeta. E voi state disquisendo su Civati, Fassina e Speranza.

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