Un referendum contro la “buona scuola”

Buona scuolaGiovedì 25 Giugno alle ore 21 è andato in scena un altro appuntamento targato Libertà e Giustizia all’auditorium in P.za del Mercato a Rosignano Solvay che grazie alla collaborazione con  ANPI di Rosignano e il presidio di Libera di Castagneto Carducci è riuscita a chiamare a raccolta un discreto numero di spettatori all’incontro sulla riforma denominata “la Buona Scuola” che ha visto la puntuale e cordiale partecipazione del prof. Andrea Pertici (docente di Diritto Costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza di Pisa) e della prof.ssa Nadia Urbinati (docente di Scienze Politiche alla Columbia University a New York).

Dopo una breve introduzione da parte dei rappresentanti delle tre associazioni organizzatrici dell’evento, è cominciato il dibattito di fronte ad una folta platea. Il primo a parlare è stato il prof. Pertici che ha criticato fortemente questa riforma su tre punti principali che sono stati:  1) l’eccessivo ricorso all’apposizione della questione di fiducia su provvedimenti essenziali per la vita sociale e democratica di un paese; 2) la rottura di quell’equilibrio sociale creato dai dettami della Costituzione riguardo la scuola e la parità di diritti ed opportunità tra cittadini; 3) ed infine anche l’ideologia alla base di questa riforma, specificatamente riguardo al fatto che chiamare questa riforma “buona scuola” mette in una situazione di difficoltà tutti gli oppositori perché mettersi contro un qualcosa che si chiama la buona scuola sarebbe a dire di essere a favore di una “cattiva scuola”.

Dopo un intervento critico ma moderato del prof. Pertici è stata la volta di un intervento molto più deciso da parte della prof.ssa Urbinati che agganciandosi all’ultimo punto toccato dal professor Pertici ha prima criticato fortemente la nuova riforma dell’istruzione, e poi ha descritto in generale il grande disegno politico dell’attuale capo del Governo Matteo Renzi che a detta della professoressa ha già tradito la fiducia degli italiani, andando a fare riforme che non aveva mai menzionato prima di essere incaricato dall’ex Pres. Della Repubblica Napolitano di comporre un nuovo Governo. Un disegno secondo la docente e politologa che vede la Costituzione di un “grande partito della Nazione” ma che può essere fermato o comunque essere messo in crisi dall’iniziativa popolare, chiedendo quindi un referendum abrogativo.

Dopo le relazioni si è animato un acceso dibattito fra i presenti, con interventi da parte di esponenti della cittadinanza, del mondo dell’associazionismo e anche di esponenti politici locali presenti in sala. E’ stato un importante momento di confronto fra tutti i presenti che si è concluso con la promessa di continuare sulla strada del referendum abrogativo e l’impegno dei due relatori a partecipare ad altri cicli di incontri dando la propria disponibilità.

(*) Annalena Mazzi è coordinatrice del Circolo LeG della Bassa Val di Cecina

7 Luglio 2015

 

 

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