Zagrebelsky parla a Bologna

Fallimento

Si respira una bell’aria alla festa della Fiom a Bologna. Tantissima gente che si muove tra gli stand di Libera, Emergency, Anpi… Nello stand accanto è ancora in corso un dibattito. Intanto nel nostro, in quello dove parlerà Zagrebelsky la gente inizia ad occupare i posti. Alla fine saremo stati intorno alle 200 persone. Sul palco solo Annunziata e Zagrebelsky.

Annunziata prima di iniziare il dibattito chiama Landini sul palco e racconta un piccolo aneddoto: di quando in Rai dovevano fare un servizio sullo sciopero a Pomigliano e non sapevano chi chiamare. Le viene fatto il nome di Landini “uno nuovo ma bravo”. Lei e gli operatori della Rai avevano paura che balbettasse (la più grossa paura per gli operatori Rai). “Invece esce questo fenomeno urla come un pazzo” (Intercalare di Landini: “c’era Sacconi in studio”). Annunziata prosegue: “l’abbiamo inviato 15 giorni dopo esce il fenomeno e la star che ora conoscete tutti”.

Landini spiega perché ha voluto chiamare sul palco due persone come Zagrebelsk e Annunziata:

“Per un confronto sui temi oggi a rischio: rischio di tenuta della democrazia, diseguaglianze sociali che aumentano in modo esponenziale, l’idea di Europa che vacilla, assenza della rappresentanza del lavoro e dei diritti delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Da qui l’idea di costruire la coalizione sociale in cui i soggetti sociali si riuniscono e possono costruire azioni e pratiche politiche di intervento che mettono al centro diritti fondamentali. La bussola (rimarca Landini) rimane la costituzione non come carta scritta ma come principi ed azioni che devono essere applicati”.

Annunziata: di fronte al riconoscimento di Landini ad essere sempre disponibile ricorda le sue origini: figlia di un operaio.  E ricorda di quando frequentava le scuole dalle suore e il padre operaio/sindacalista l’avesse istruita sul comportamento da tenere.  “Al momento della preghiera dopo l’appello io andavo via …e quando si cantava «o Biancofiore simbolo d’amore» io intonavo «avanti popolo»”.

Secondo l’Annunziata l’epoca in cui stiamo vivendo non va ricondotta solo a Renzi ma va fatta risalire al novembre 2011 con “l’uscita forzata di Berlusconi che ci ha spinto verso la terza repubblica caratterizzata dal non voto. L’espulsione di Berlusconi è avvenuta con meccanismi poco chiari dal punto di vista della procedura Costituzionale o Istituzionale. Da allora si sono succeduti tre leader non votati a palazzo Chigi e uno che è stato votato ma non ha avuto l’incarico. E questo ha introdotto un virus nel nostro sistema”.

  1. Ricorda anche lui la sua vicenda familiare: figlio di un russo che dalla Francia si stabilì in Italia: il padre aveva un ricordo della Russia zarista e quando sentiva parlare dei comunisti gli veniva il sangue agli occhi.  Snocciola una ad una le cause dell’attuale crisi democratica:
  • LA POLITICA SI E’ APPANNATA: “si è passati da un epoca politica ad un epoca tecnica o esecutiva.

 

    1. La politica è la sfera dell’attività pubblica in cui si discute dei fini dell’azione pubblica. La Politica è il è il logos e il confronto sulle idee”.
  • FALLIMENTO DELLO STATO: “Vent’anni fa se si fosse usata la formula del “fallimento dello stato” ci si sarebbe sentiti dire che si stavano mettendo insieme due concetti che non potevano stare insieme: era impossibile dire e pensare “lo stato fallisce”. Ora invece lo si fa. Ma chi sono i soggetti che possono fallire? Sono le imprese commerciali: lo stato si è trasformato in impresa commerciale ma le imprese non fanno politica che è libertà di azione. Le imprese commerciali sono strozzate dalle regole del mercato. Gli stati, che possono fallire, sono strozzati dalle regole del mercato finanziario internazionale. Se negli Stati non si possono più fare scelte politiche, se non ci si confronta sui programmi tra destra e sinistra ma quello che conta è solo tenere i conti a posto allora tramonta la politica. E SE TRAMONTA LA POLITICA TRAMONTA LA DEMOCRAZIA. Oggi si fanno le riforme per consolidare il sistema in cui ci troviamo per essere debitori solvibili. Nei posti chiave dei ministeri d’Europa ci sono uomini della finanza. Hanno congelato la nostra libertà politica. Dalla politica si è passati ai governi esecutivi. Sono governi che eseguono compiti decisi da altri”.
  • RIFORME: “le riforme vengono fatte nel solco dell’esigenza di tenere i conti a posto. Così la riforma del LAVORO o quella della SCUOLA legata all’idea della impoliticità: sulla scuola siamo ancora figli della riforma Gelmini delle tre “i”: inglese, imprese, internet. Vi è l’idea che con la cultura non si mangia, l’idea che si ha bisogno di personale esecutivo”.
  • LE PRIVATIZZAZIONI SERVONO ALLO STATO per incrementare “una tantum” le entrate dello stato. “Ci sono le liste di beni pubblici, di opere d’arte, di monumenti dei paesi che hanno bisogno di risorse e che sono state stilate dai grandi centri finanziari mondiali. Queste compagnie sarebbero disposte a comprare questi beni: in questa lista ci sono beni pubblici, ambientali paesaggistici di Venezia, Firenze, Roma. Questa è la GABBIA IN CUI CI TROVIAMO. La radice del malessere democratico è la impossibilità di fare scelte (la gabbia appunto). Esempio: in Emilia poco più del 30% è andato a votare: ma se non c’è niente da scegliere perché devo andarci?”
  • RAGIONI DEL NON VOTO: “le ragioni dell’astensione sono molteplici:
  • Corruzione: il sistema è pervaso da corruzione e al disgusto per la corruzione e la politica si uniscono coloro che aspettano il crollo del sistema;
  • Sfiducia nelle classi dirigenti:
  • Percezione non chiara dell’offerta elettorale dei programmi. Molte volte nei programmi politici si dicono cose ovvie e scontate. C’è disaffezione. Dal mondo politico non vengono messaggi politici chiari su cui vale la pena impegnarsi, lottare. La quota del 33 % che va a votare è quella che direttamente o indirettamente può avere conseguenze concrete personali (posti, sovvenzioni, agevolazioni). Si mobilitano solo i clienti”.
  • GRECIA: “Il momento attuale è molto delicato si è costretti a scegliere il PEGGIO RISPETTO AL MALE . Vi è il dramma delle banche che chiudono, che non restituiscono i denari depositati. Di fronte a questa tragedia personale, familiare nazionale è molto forte la spinta ad accettare qualunque cosa (aumento pressione fiscale, riduzione pensioni ecc.). E’ un momento di ricatto del peggio rispetto al male. Il voto in questo referendum è tutt’altro che scontato. In Grecia l’evasione fiscale è intorno al 60%. Ma il risanamento andrà a colpire il 60% o andrà a colpire il 40%? Da come stanno andando le cose penso che si andranno a colpire sempre gli stessi”.
  • LA POLITICA E’ IL LUOGO DEL POTERE: Weber diceva “chi vuole salvare l’anima non faccia politica”. La politica ha anche aspetti diabolici qualcosa che non vorreste incontrare nella vita. Il potere o lo usi per qualcosa di politico (progetti ideali) o lo usi per tuo interesse”.
  • Se noi non ricostruiamo la politica allora accettiamo il degrado: “Quando nelle scuole chiedo quanti sono coloro che sono impegnati in attività politiche presso i partiti vedo solo due mani che si alzano (sono coloro che dai loro compagni vengono considerati un po’ strani). Poi quando chiedo quanti sono impegnati nel volontariato si alzano molte mani. E costoro (sono tutti più giovani) non vanno a votare ma non sono qualunquisti. Sono persone che avrebbero bisogno di una proposta tale da intercettare il loro impegno che c’è. Questa che cos’è se non coalizione sociale?”
  • COALIZIONE SOCIALE: “il nuovo soggetto sociale”, “la cosa” ha un compito e una responsabilità fondamentale: AVVICINARE TUTTI QUELLI CHE SI SONO ALLONTANATI DALLA POLITICA ALLA POLTICA STESSA. Mobilitare quel 67% che non va a votare e che non è composto da qualunquisti. Un auspicio per la coalizione sociale: non ci si perda in cose generiche ma si concentri su cose concrete, sui punti nodali. Se si sollevano problemi reali si apre battaglia politica che può rianimare il panorama politico del nostro paese
  • RIFORME ELETTORALI: “Dissento dalla Boschi quando dice “una volta vince l’uno poi la volta successiva vince quell’altro” oppure “la sera stessa del voto si sa che ha vinto e chi ha perso”. L’espressione chi ha vinto non mi piace. In democrazia nessuno soccombe. La democrazia non è chi vince e chi perde. La democrazia è coinvolgimento continuo”.
  • RENZI: “Io non ho votato Renzi.Ci sono quelli che lo hanno votato sulla base di nobili motivazioni (per voto di appartenenza, votano il Pd convinti che sia l’erede di quella tradizione di sinistra). Poi ci sono quelli che lo vedono come modernizzatore, il rottamatore (nobile intento anche questo). Poi ci sono motivazioni ignobili: trasformisti che passano da un carro all’altro. Questa coalizione eterogenea sta insieme solo fino a quando si fanno gli annunci. Quando si tratta di prendere decisioni concrete questa coalizione si sfalda es. il mondo della scuola”.

Daniela Ciullo è coordinatrice del Circolo LeG di Bologna

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