Lettera di una professoressa a Libertà e Giustizia

All’Associazione “Libertà e Giustizia”.

Sono una docente di latino e greco di Camerino, che ha seguito la Vostra associazione, anche grazie ai vari esponenti che si sono espressi criticamente nei confronti della ultime riforme del Governo e in particolare quella sulla scuola. Vi scrivo anche a nome dei docenti che stanno combattendo contro il ddl sulla scuola, contando sul sostegno di intellettuali e Associazioni. Pensiamo che il mondo della cultura – dalla scuola primaria al mondo accademico, alle Associazioni con finalità educative –   deve essere unito per  la tutela della formazione libera, democratica, laica dei giovani, quali futuri cittadini, rispettosi dei diritti altrui e propri.

Dietro questa “Brutta scuola” c’è un’Associazione, che lavora da anni come consulente per la formazione, la TREELLE, ente privato sovvenzionato da Confindustria e da diverse banche; tra i fondatori: Agnelli, Confalonieri, Tronchetti Provera, Marzotto. Questa Associazione detta legge anche su quel decreto così “innovativo”e viene forte il dubbio che l’idea di istruzione che si ha in mente sia quella asservita agli interessi delle aziende e del mercato. Se si esaminano i punti fermi che questa associazione ha “imposto” sulla formazione, sui docenti, sui giovani, emerge anzitutto la distinzione tra scuole pubbliche e private, la tendenza a privatizzare tutto.

Vi chiediamo un sostegno per noi significativo: una mail  (mickydip@libero.it) con una firma scannerizzata, e, se desiderate, accompagnata da brevi riflessioni sul ruolo della scuola, sull’istruzione pubblica, sul decreto così come viene concepito con spirito aziendalistico,  o su ciò che preferite in merito.

Hanno avviato la sottoscrizione il giudice Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Corte di Cassazione, il prof. Gianni Vattimo, il quale, sere fa,in occasione di una lectio,  ha apposta la sua firma in calce al documento scritto da Imposimato al Presidente della Repubblica ( documento che noi abbiamo abbracciato appieno nelle finalità, nelle idee, nelle proposte). Hanno inviato via mail delle  riflessioni a favore della scuola e dei docenti, esprimendo solidarietà e vicinanza, anche i professori Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Salvatore Settis, Alain Goussot, Benedetto Vertecchi, Riccardo Petrella, Roberto Mancini, altri accademici dell’Università di Bari, Macerata, Camerino, la giurista Carlassare, l’Associazione “Libera” di don Ciotti.  Molti si sono già espressi criticamente, dai professori Israel, Andrenelli, Saraceni, Fusaro, a giuristi come Rodotà e Zagrebelsky (di cui auspichiamo fortemente l’adesione) ad artisti come Mannoia, Guzzanti, Fo, che sto cercando di contattare, auspicando di raccogliere queste testimonianze per noi preziosissime.

Confidando nella Vostra adesione, con profonda stima, invio i miei cordiali saluti,

 

1 commento

  • Credo che queste iniziative sulla scuola siano l’inizio di un vero cambiamento nella politica, quello che io e forse altri aspettano da circa un trentennio.

    La questione dell’educazione è il cuore , in Italia, dei problemi della politica e dell’economia. Renzi almeno lo ha intuito: Education, education, education, è stato il suo inizio….poi è venuta la sua “buona scuola”
    e abbiamo capito tutto.

    Ma almeno la scuola si è mossa.

    Accludo qui alcune riflessioni che mi auguro possano essere utili.

    IL DDL SULLA BUONA SCUOLA, I BISOGNI REALI DELLA SCUOLA E I VINCOLI EUROPEI

    Il 5 maggio 2015 gli insegnanti italiani – e gli operatori della scuola- hanno dato vita a quello che forse è stato il più partecipato sciopero di tutta la storia repubblicana. Ma perché questo evento inaspettato persino da chi l’ha promosso? Perché si è mosso chi non scioperava più da decenni ?
    La spiegazione mi pare semplice. Questa volta il calice dell’amarezza è davvero colmo. Il ridicolo e l’assurdo di una cieca e fanatizzata volontà di cambiamento hanno fatto il “miracolo”, spingendo una massa enorme di persone allo sciopero. Pretendere di affidare ai dirigenti scolastici la responsabilità “autonoma” delle scelte educative degli istituti, la possibilità di una chiamata dei docenti senza credibili vincoli di imparzialità, tentare di realizzare una “autocrazia” spacciata per “autonomia”, mettere tutti gli insegnanti, a partire da un settore dell’organico di istituto, in una lista di mobilità permanente, poter premiare i cosiddetti “meritevoli” o “più produttivi” – magari con la copertura di un “comitatino di docenti”- significa trasformare una professione umiliata e da sempre privata di una vera e propria carriera professionale, in una massa anonima di servi della gleba, corvéable a merci. E d’altro lato significa anche gettare fumo negli occhi per realizzare una modernità che è solo nella facciata e nelle apparenze esibite via web, in una “vanity fair” permanente e con un investimento a costo zero ( come la bozza di testo coordinato AC 2994 A non si stanca di ribadire).
    Quello che è mancato alla scuola italiana- che è spesso una buona scuola- ma quasi mai è una scuola all’altezza dei tempi, è la formazione sistematica, che sostenga i motivati e disincentivi gli avventurieri, che formi in continuità i docenti per metterli in grado di rispondere alle sfide culturali globali, che strutturi una vera carriera, con diversità di funzioni, e non con una pseudo gerarchia interna. La scuola italiana è ferma, ingessata, anche quando è già una buona scuola, perché la formazione dei docenti è abbandonata da decenni, le riflessioni sulla didattica anche. Dalle sperimentazioni si è raccolto poco o nulla. Il distacco della scuola dalle esigenze formative ed educative è per questo divenuto in Italia ormai abissale. Perchè l’Italia ha un tanto alto numero di “neet”? Perché la disoccupoazioone giovanile è da noi tanto elevata- il record dei…

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