Italicum, parla l’avvocato che ha sconfitto il Porcellum: “Riforma Renzi incostituzionale”

“Anche la nuova legge elettorale è incostituzionale, dobbiamo portarla davanti alla Corte costituzionale al più presto promuovendo ricorsi in tutta Italia”, dichiara l’avvocato Felice Besostri, uno dei legali che dopo sette anni di battaglie riuscirono a far cancellare dalla Consulta il famigerato “Porcellum”. Besostri ha ricevuto l’incarico di impostare la strategia giudiziaria contro l’ “Italicum” dalCoordinamento per la democrazia costituzionale, network di associazioni, comitati e giuristi che ha deciso di intraprendere in parallelo anche la via delreferendum abrogativo. “In tutte le 26 sedi di Corte d’appello italiane” – spiega Besostri – “come cittadini-elettori presenteremo ricorsi alla magistratura, confidando di trovare almeno un giudice che rinvii il fascicolo alla Corte costituzionale“.  L’iter potrebbe essere più rapido di quello contro il “Porcellum”. “Dipende dai giudici, l’altra volta dovemmo arrivare fino in Cassazione, ecco perché i tempi furono lunghi; questa volta ci prefiggiamo di arrivare a un rinvio alla Consulta entro la fine di giugno del 2016, prima cioè dell’entrata in vigore effettiva della legge”. Nel frattempo il parlamento padre dell’ “Italicum” e figlio del “Porcellum” dovrà nominare i due membri tuttora mancanti all’organico della Consulta, più un terzo in scadenza a luglio  di Piero Ricca, riprese e montaggio Matteo Fiacchino

1 commento

  • Illustri e stimatissimi dottori del Diritto Costituzionale e materie affini,

    non sono un estimatore del “referendum abrogativo” come strumento di Democrazia Diretta, in quanto assai impegnativo dal punto di vista organizzativo e della necessaria partecipazione, molto costoso, molto lento, di incerto risultato dipendendo anche dal raggiungimento del quorum oltrechè dall’espressione del cittadino.

    Ma soprattutto perchè se passa, rimanda tutto alla casta che, come la storia insegna, aggira la norma abrogata con una simile nella perfetta legalità formale. E se non passa, consacra per volontà popolare, la norma oggetto.

    Anche il ricorso alla Consulta in caso di successo rimanda, a tempi lunghi, la palla alla casta come sopra.

    La via della Democrazia Diretta Propositiva, artt. 50 e 71 in congiunzione e sinergia, esercitata dalla “Sovranità Popolare REALIZZATA”, non solo enunciata come avviene da sempre, avendo trasformato di fatto l’articolo UNO in un intercalare banale e offensivo, evita tutto questo: molto più snello, risultato predefinito dai promotori, veloce, costo insignificante rispetto al referendum.

    E soprattutto esalta la Costituzione blindando il suo Spirito Originale ed Autentico rispetto ad ogni attacco, esalta la Sovranità Popolare, abbatte l’arroganza della casta e, potenzialmente, di ogni altra lobby, perchè contro la Sovranità Popolare Realizzata, non ci sono dilazioni ne ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    Perchè non provate a mettere al centro della vostra ricerca di soluzioni questa via Affermativa, Propositiva invece della solita negativa, regressiva, abrogativa e basta? Da sempre si dice che la miglior difesa sia l’attacco…

    Saluti e auguri Paolo Barbieri.

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