Landini: “Lavoratori cittadini anche nei luoghi di lavoro – Dignità”

Landini a Bologna“Il Governo ha stravolto lo Statuto dei lavoratori, conquistato negli anni ‘70 con la lotta dei lavoratori. Ha fatto il Jobs act per tutelare le aziende e non i lavoratori. Vuole smantellare anche Scuola e Sanità pubblica”.

Davanti ad oltre 600 persone  nell’incontro svolto a Bologna, Landini entra subito nei temi di attualità. Denunciando l’attacco alla Costituzione per ridurne gli spazi di democrazia, perché quando la democrazia è debole decide la finanza.  Ma così aumenta la diseguaglianza e diminuisce la coesione sociale.

“Nei momenti di crisi – dice – non servono politiche di austerità, ma investimenti pubblici e privati, con l’impegno di ridurre le diseguaglianze, ridisegnando l’intero modello sociale. Non è facile, perché siamo di fronte ad un capitalismo finanziario e non industriale. E questo significa che le cose importanti le decide la finanza e il governo si adatta

“Oggi non c’è una rappresentanza politica del lavoro, ma non serve  creare un partito. Serve  invece fare in modo che la politica rappresenti il lavoro, perché le persone che lavorano sono quelle che sostengono il paese, ma non hanno più voce. Il governo ha abolito, nei fatti, tutte le forme di rappresentanza intermedie, perché non solo i sindacati (che devono comunque rinnovarsi) ma anche le istituzioni territoriali, comuni e regioni, non contano più niente.

“La proposta consiste nel mettere insieme le associazioni, senza forze politiche e cartelli elettorali, per ricostruire la partecipazione e avanzare proposte. La novità vera è costruire tante organizzazioni sociali nei vari territori, che mettano in campo politiche sociali riutilizzando contenitori pubblici, spesso chiusi da anni, che vanno riaperti per dar modo alla gente di partecipare e di farsi sentire. Non deve passare l’idea che la partecipazione è solo il momento del voto. La Coalizione Sociale vuole stimolare più partecipazione e iniziativa, per rappresentare chi per vivere deve lavorare, anche fuori dai luoghi di lavoro.

Landini – interrotto da molti applausi – ricorda che non si parte da zero e che si decideranno insieme le priorità su cui sollecitare la politica a dare risposte

“Abbiamo iniziato a camminare insieme nel 2013 nella “Via Maestra”, con Rodotà, Zagrebelsky, Ciotti e altri, e non abbiamo intenzione di fermarci proprio adesso che c’è più bisogno di partecipazione. Così, qualche mese fa, con gli stessi promotori di allora, si è deciso che quel processo andava riavviato dal basso, fissando obiettivi condivisi dalle associazioni, nel rispetto dell’autonomia di ognuno”.

Alla fine dell’incontro, sembra sempre più chiaro come la Coalizione sociale sia una mobilitazione organizzata e articolata nei territori. Un modo per unire le forze e sollecitare noi cittadini ad occuparci di politica, se vogliamo che la politica si occupi di noi.

 *Rita Vella è socia del Circolo di Bologna e componente del Consiglio di Direzione di Libertà e Giustizia

 

 

 

1 commento

  • Coalizione Sociale va nella giusta direzione, ma troppo lentamente e timidamente.

    Il tempo scorre a favore di Renzi e il referendum sarebbe la sua consacrazione popolare.

    La COSTITUZIONE si salverà e il degrado della qualità della Democrazia si invertirà quando in Parlamente staranno le migliori eccellenze del Paese e non la mediocrità che la politica è andata selezionando nel tempo per meglio perseguire conservazione e gestione del potere, e non certo per il bene comune.

    Purtroppo le masse popolari sono assai vulnerabili al plagio di qualunque potere costituito come di ogni pifferaio magico che sappia farsi ascoltare. E di questo la storia è testimone. E succede per carenze naturali o culturali.

    Solo una piccola % ha capacità autonome di analisi e sintesi delle informazioni che riceve passivamente o, raramente, ricerca.

    E da questo deriva che, in regime di suffragio universale, ritenuto il migliore disponibile, a determinare la qualità dei parlamenti, siano le maggioranze meno qualificate.

    Poi può capitare, come da noi negli ultimi anni, che la sofferenza quotidiana faccia premio sul plagio. E allora si determinano le condizioni per un cabiamento importante. Che se fosse perseguito ancora col suffragio universale, tornerebbe nelle disponibilità della casta e dei pifferai con le maggiori disponibilità mediatiche.

    Per questo da anni suggerisco, nel deserto, ma insisto, una via diversa incentrata sull’esercizio, da parte della Sovranità Popolare REALIZZATA (non solo enunciata), degli artt. della Costituzione che consentono la Democrazia Diretta Propositiva. E sarebbe anche il modo assoluto di riaffermare l’autorevolezza della stessa Costituzione e la conseguente blindatura del suo Spirito Originale ed Autentico.

    Una via assolutamente legale, nonviolenta, senza vuoti di potere, con progetti di leggi e non vane promesse elettorali, democratica dal basso della gente comune e dall’alto della saggezza di quelle Persone che, emarginate dalla politica e dalle Istituzioni, hanno scelto le piazzette ed i teatri di Comuni e Città per mantenere vivo il seme del rigore morale e culturale indispensabile alle funzioni legislative, e quei valori che la Costituzione incarna perfettamente.

    E non riesco a dimenticare che la presidente Sandra Bonsanti, il 16/06/2011, postava una riflessione che titolava “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE” e si concludeva: “… Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Resto in attesa, cercando di contaminare…e cercando altri “untori”…

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