Renziani (e non), l’altro fronte è la Festa dell’Unità

Roma. L’’atto d’’accusa arriva via lettera da Rosy Bindi, che scrive al presidente del partito, Matteo Orfini: «Fa male leggere che alla festa dell’’Unità non sono stati invitati alcuni autorevoli esponenti del partito». E così è: non ci saranno Gianni Cuperlo, Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Massimo D’’Alema e la stessa Bindi. Tagliato fuori tutto il vecchio gruppo dirigente e i principali esponenti della minoranza. «Polemica pretestuosa», rispondono in molti, da Lorenzo Guerini allo stesso Orfini.
La Bindi accusa il partito di aver «selezionato le presenze sulla base della fedeltà alla linea del segretario». Circostanza che, ai suoi occhi, diventa ancora più grave se letta insieme alla sostituzione di dieci deputati non renziani in Commissione: «Decisione non meno grave». Tutti eventi che, scrive la Bindi, confermano «la mia preoccupazione sul rischio di uno snaturamento del Pd» e sulla «sconfessione delle radici uliviste».
Orfini risponde così: «Cara Rosy, quella di Bologna non è la festa nazionale del Partito, che si terrà a fine agosto a Milano, ma un momento di celebrazione dei 70 anni della Festa dell’’Unità. Essendo una festa, abbiamo limitato nel numero i dibattiti, ai quali parteciperanno esponenti di diverse sensibilità. Io mi confronto con il cuperliano De Maria, per dire. E non ci saranno Guerini, Boschi e Delrio». Chiusura velenosa: «Bastava una semplice telefonata tra compagni, invece di alimentare un’’inutile polemica».
Tra i big non invitati c’’è Cuperlo: «Non è la prima volta: neanche a settembre mi hanno invitato. Allora dissi che puntavo sulla festa delle nevi, che non si fa da 10 anni. Ma non voglio polemizzare. Magari una festa come quella poteva essere aperta o chiusa da un evento sui problemi del mondo, su solidarietà e accoglienza, e lì coinvolgere tutto il partito. Non è una proposta, solo una considerazione». La prodiana Sandra Zampa chiede le «scuse» dal partito: «La voce di chi ha fatto la storia del Pd non deve essere silenziata. Chiedo ai vertici locali e nazionali del Pd di mostrare che non c’’è nessuna volontà di epurare». Richiesta respinta al mittente. La responsabile eventi è Alessia Rotta, ma le decisioni sono prese insieme a Guerini. Che non si scusa: «Non è che ogni festa è la replica di un congresso. Ci saranno altre feste e lì inviteremo tutti». Anche Francesco Critelli, segretario provinciale di Bologna, cuperliano, getta acqua sul fuoco: «Stemperiamo i toni, non possiamo vivere in un continuo congresso. Leviamoci le casacche. Questa è una festa tematica, Bersani e Cuperlo hanno un rapporto fecondo con il territorio: ci saranno altre occasioni».

Il Corriere della sera, 22 aprile 2015

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