Molti dubbi…troppi

imageIl 27 marzo scorso una socia del circolo di Roma ci ha inviato una mail nella quale manifesta perplessità a proposito dell’adesione di Libertà e Giustizia alla Coalizione sociale.
Segue la risposta data da Marta Pirozzi, socia del circolo di Roma e presidente del Consiglio di Direzione di LeG.
La pubblichiamo come contributo al fecondo e trasparente confronto delle idee che consideriamo un valore della nostra Associazione.

 
Carissima,
ti ringrazio per avere condiviso con noi il tuo sentire ed esprimo il mio punto di vista seguendo il filo delle considerazioni che ci proponi.

1) Non stiamo dando un sostegno acritico alle iniziative di Landini ma stiamo proseguendo insieme a FIOM, Libera, Emergency, Arci ed altri – ciascuno dei quali, a cominciare da noi, intende conservare la propria specificità – il percorso di assunzione della parola pubblica da parte dei cittadini, in difesa della democrazia e della Costituzione, che aveva avuto inizio con la Via maestra, è continuato in modo quasi carsico per la speranza che tutti abbiamo coltivato di ritrovare dignità lasciandoci alle spalle il berlusconismo e riprende con vigore adesso, di fronte alla pesante ipoteca del “tempo esecutivo” (cito lo splendido manifesto di Zagrebelsky) sulle nostre vite.

2) Non abbiamo bisogno, per rilanciare LeG, di fare operazioni strumentali. Il lavoro duro che molti di noi hanno svolto negli ultimi sei mesi (da quando ci siamo anche finanziariamente affrancati da sponsor), ripristinando attraverso il sito una positiva comunicazione con l’esterno, avviando progetti di rilevanza nazionale, varando una struttura policentrica che costituisce dal punto di vista organizzativo (anche in ambito di volontariato) un esperimento interessante e innovativo, ci ha reso ben visibili, soprattutto agli occhi di chi sperava e spera nel nostro declino. Peccato che tu non abbia avuto la possibilità di essere con noi al Convegno di Firenze (però tutti gli interventi sono pubblicati sul sito), perché avresti toccato con mano cosa sia LeG 2.0: quanto resti coerente con la propria storia e i propri maestri, quanto potenziale di aggregazione abbia da esprimere.

3) Le critiche al governo Renzi non possono essere né accentuate né affievolite, proprio perché, non avendo genesi ideologica e non essendo pre-giudiziali, si indirizzano non ad un governo ma ai suoi molteplici atti. E noi non possiamo tacere di fronte all’assenza di rappresentanza, alla crisi della legalità, alla manipolazione della Costituzione, alla violazione del diritto al lavoro, alla precarizzazione economica e morale di un intero Paese, all’assenza di un progetto, al franare della politica. Chiunque ne sia l’artefice. Nel messaggio che domani sarà letto dal palco, Zagrebelsky scrive: “il nostro compito è riempire un vuoto di democrazia”. E lo si fa insieme ad altri.

4) La Coalizione sociale vuole essere proprio il luogo di un confronto ampio, aperto a chiunque sia convinto che la politica non è proprietà privata e che la partecipazione è la linfa della democrazia. Ho partecipato a tutti gli incontri preliminari cui sono state invitate le Associazioni che avevano dato vita alla Via maestra e durante i quali è stato messo a punto – con il contributo di Libera, Emergency, delle associazioni degli studenti e nostro – il progetto della Coalizione. E ho partecipato al primo incontro allargato e in qualche modo fondativo che Massimo ha emblematicamente descritto nel suo report: un incontro di respiro ampio, di consapevolezza scevra da velleitarismi, di reciproca disponibilità all’ascolto, di tensione morale. Quanto a Landini, ha l’ inedita l’umiltà di chi si è messo al servizio, che pare ingenuità perché si contrappone alla iattanza cialtronesca di chi si inebria del potere.

Chiudo con un’osservazione riservata e amara: come sapete in questo periodo mi sto occupando anche della dimensione nazionale di LeG.
Arrivano in questi giorni mail di soci che, lungi dal manifestare una pluralità e ricchezza anche conflittuale di opinioni, sembrano nei passaggi salienti fotocopiate e scritte, più che per noi, per venire mostrate ad altri destinatari finali come se fossero attestati di fedeltà.
Inoltre a qualcuno (per il momento solo qualcuno) è stato “consigliato” – così, prudenzialmente – di non rinnovare l’iscrizione a LeG.
E’ per tutto questo che dobbiamo continuare a parlare a voce alta, insieme a chi fa la nostra strada. Anche a costo di correre dei rischi. E di pagare dei prezzi.

A presto e un abbraccio

Marta

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