Sergio Cofferati: “Io aiuto Landini. Ora la Cgil lavori tutta al fianco”

 Un mutuo soccorso dell’’associazionismo più bello e sano del Paese per recuperare un’’azione politica fondamentale. È un’’idea ottocentesca, l’’unica possibile ora, ma bisogna dare delle risposte precise alla piazza di sabato a Roma”. Sergio Cofferati, dopo il trionfo della manifestazione della Fiom, ritrova l’’entusiasmo perduto a causa della sconfitta alle primarie per la scelta del candidato del Pd alle regionali della Liguria; avvenuta per mezzo, ha sempre sostenuto, “di evidenti brogli”.
Cofferati, era dai tempi del suo Circo Massimo (23 marzo 2002, un milione di persone per dire “no” all’’abolizione dell’articolo 18) che non era così contento?
 Ci sono state tante altre manifestazioni da quel dì… Quelle del sindacato riescono sempre bene. Ma non è giusto fare paragoni, men che meno per chi è stato coinvolto. L’’idea di mettere insieme le associazioni è una bella idea.
 Adesso la domanda è la più classica: che fare?
 Intanto troverei davvero molto utile una partecipazione alla realizzazione di questa idea da parte della Cgil in toto. Positiva la presenza sabato in piazza del segretario generale Susanna Camusso.
 Ma come si concretizza quest’’idea in atto pratico?
 Il segretario della Fiom Maurizio Landini ha già spiegato più volte come tutto questo non c’entri nulla con la creazione di un nuovo partito. Si tratta di far lavorare insieme associazioni che hanno carattere volontario di varia natura.
 Quindi cambieranno la loro natura?
 Assolutamente no, continueranno ad occuparsi e intervenire nel loro campo. Come il sindacato continuerà ad occuparsi dei lavoratori, Emergency si occuperà degli ospedali nelle aree di crisi del mondo e Libera della lotta alle mafie, per citarne solo alcune. Soltanto, rispetto a prima, esisterà un coordinamento per raggruppare questi impegni in una base programmatica. Rimane l’’identità e il lavoro tradizionale delle singole associazioni, ma insieme affronteranno temi specifici, costruiranno un’’agenda. Ci sarà un coordinamento promosso da Landini. Può trasformarsi in una eccezionale esperienza di partecipazione politica.
 Sembra un problema che vogliamo sollevare noi giornalisti, ma tutto questo diventa offerta politica o cosa?
 L’’offerta politica non è un problema che riguarda questa coalizione sociale. Saranno i vari partiti a decidere cosa vorranno condividere e come interagire con questa nuova rete di associazioni.
 La cerniera col mondo politico non potrebbe essere proprio lei? Adesso che ha detto addio al Pd e ha le mani libere…
 Sono ben contento di partecipare alla realizzazione di questa coalizione sociale, ma se andate cercando un leader vi rispondo che non è questa la logica e che non è neppure mia intenzione quella di creare un partito.
 Capito, non volete fare un partito nuovo. Cofferati come militerà in questa coalizione sociale?
 Sto definendo la realizzazione di un’’associazione di carattere politico-culturale.
 Il nucleo di un nuovo partito da mettere a disposizione della coalizione sociale in caso di elezioni, quindi?
 No, solo un’’associazione politico-culturale che della coalizione farà parte.
 Il nome dell’’associazione c’’è già?
 Abbiamo allo studio diverse ipotesi.
 Recupererete la parola “sinistra”?
Non posso svelarglielo, altrimenti i compagni mi mangiano vivo.
 A proposito, in quest’’associazione oltre lei chi ci sarà?
 Compagni con cui in questi anni ho condiviso mille battaglie politiche.
 In arrivo amici della sinistra Pd?
 Ognuno è libero di decidere cosa fare, io ho preso le mie decisioni e quello non è più il mio partito. Le porte sono aperte a tutti.
 Oggi c’’è la Direzione del suo ormai ex partito. Pare che il segretario Matteo Renzi spazzerà di nuovo via la minoranza. Vuole dare qualche consiglio a Stefano Fassina o Gianni Cuperlo?
 In tanti anni di attività sindacale o politica non ho mai dato consigli a nessuno. Staremo a vedere cosa succederà nel Pd e cosa deciderà eventualmente di fare la sinistra interna. Per me non c’’erano più le condizioni di stare dentro quel partito, quindi affari loro.

Corriere della Sera, 29 marzo 2015

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