Primarie-pasticcio di Agrigento, il forzista sbanca le primarie del centrosinistra

La vittoria alle primarie di Agrigento del candidato espressione della strana coalizione Pd-Forza Italia spacca i democratici, fa indignare la sinistra e getta scompiglio anche nel centrodestra. Nel Pd c’è chi è pronto a bocciare la candidatura appena venuta fuori dalle urne. Lui, il vincitore, non sembra curarsi della polemica e festeggia: “Ha vinto la voglia di fare”. Il primo ad affondare il colpo è il renziano Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale Pd all’Ars: “Non c’è nulla da festeggiare. E’ una brutta operazione di trasformismo. Si è ceduto il partito a un uomo di Fi”. Parla di “assurdità politica” anche il deputato Pd Giuseppe Lauricella: “Non ho partecipato alle ‘falsarie’ di Agrigento che, come previsto, hanno dato la candidatura a sindaco ad Alessi di Forza Italia. Complimenti ai vari Gallo e Cimino che hanno approfittato del ‘genio’ dei dirigenti e deputati della provincia. Ma così è un vincere facile. Ora saranno soddisfatti i dirigenti’ Pd con due candidati del centrodestra. Si è consumata una assurdità politica. Ma chi non ha condiviso l’imbroglio non rinuncerà a sostenere un candidato che guardi all’interesse di Agrigento e non agli interessi politici personali”.

Mentre si consuma la polemica interna all’interna del partito, la sinistra inneggia alla rivolta della base. “Cronaca di una morte annunciata, quella della politica”. Cosi’ il deputato siciliano di Sel, Erasmo Palazzotto, commenta l’esito delle primarie del centrosinistra di Agrigento. “Non è un problema solo per il Pd, ma per la politica tutta – continua Palazzotto – perché si perde di credibilità se in nome del potere si annullano le differenze”. “Agli iscritti ed alle iscritte del Pd – conclude – chiedo di ribellarsi, di alzare la testa e di riconquistare la dignità e la moralità della politica”.

A prendere le “difese” di Alessi è invece il coordinatore del Partito dei riformisti (Pdr) di Agrigento William Giacalone: “Silvio Alessi è candidato a sindaco di Agrigento per dare una buona amministrazione alla città e non per una sua personale carriera politica. La sua candidatura è, e rimane, espressione di una società civile”. “Il Pdr – aggiunge – chiamerà tutti gli agrigentini a sostenere un’amministrazione scevra da vecchie logiche ed aperta al contributo di tutti i cittadini onesti che sentono l’orgoglio di appartenere a questa città, con il contributo di coloro i quali amano Agrigento anche stando fuori per motivi professionali”.

Anche il governatore usa toni distensivi: “Bisogna sempre rispettare il voto dei cittadini. Ad Agrigento c’è una persona che viene dalla società. Non è Forza Italia ad averlo candidato ma delle liste civiche. La candidatura è stata una scelta osteggiata da Forza Italia nazionale. Siamo di fronte a una rottura. D’altra parte se si realizzano delle contraddizioni nel fronte degli avversari perché non approfittarne…”, dice il presidente della Regione Rosario Crocetta. “Non è un uomo schierato politicamente ma il presidente della squadra”. E ha ribadito che “c’è stata una ‘rottura’, e i vertici di Forza Italia non ne condividono la scelta”.

“Non va trascurato che alle urne sono andate 4.150 persone. Per noi è il segnale di una voglia di cambiamento e partecipazione”, commenta il presidente dell’assemblea del Pd siciliano, Marco Zambuto commentando le primarie E il segretario provinciale del Pd, Giuseppe Zambito, aggiunge: “La gente ha sentito come sue queste consultazioni, sono state le primarie del centro sinistra ma anche della società civile”. “E’ stata la dimostrazione del fatto che il tavolo Agrigento 2020 è composto da persone serie e il percorso è virtuoso. I detrattori hanno perso”, ha detto Piero Macedonio fondatore del ‘Patto per il territorio’. “L’affluenza dimostra che il nostro progetto non era da farsa, tutt’altro – aggiunge – La battaglia continua, chi ha vinto potrà contare sul sostegno di tutti, con la stessa alacrità. Ora occorre sinergizzare il voto e dare ai cittadini risposte concrete”.

Da destra arriva un appello a ricompattarsi sotto un unico fronte: “Ricostruire il centro-destra per ricostruire Agrigento”, afferma Giuseppe Ciulla, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia. “Le primarie della coalizione del centro-sinistra, o pseudo tale, – spiega – hanno fatto emergere una politica che più che pensare ai bisogni di questa terra, è interessata ai continui giochi di potere”. “La politica deve tornare nelle strade ed essere portavoce dei problemi – conclude Fratelli d’Italia – e non il mendicante che elemosina voti in campagna elettorale. Per questo Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Agrigento lancia un appello alle forze oneste del centro destra di questo territorio, affinché si ricrei un rinnovamento, perché solo attraverso il rinnovamento si riuscirà a ritornare con credibilità ed essere competitivi sul territorio”.

Alessi però non sembra curarsi della bufera politica sorta intorno alla sua vittoria. E anzi rilancia: “Io non sono amico di Forza Italia, sono amico di tutti… E quei politici del Pd che attaccano il Patto del territorio sono solo dei politicanti che in questi anni hanno abbandonato la città di Agrigento e ora hanno il coraggio di parlare…”. Non ama i giri di parole e ribadisce con fermezza “di non appartenere a Forza Italia”, e di essere “un

 libero imprenditore”, seppure il suo big sponsor sia il vicecoordinatore di Fi in Sicilia, Riccarado Gallo Afflitto. “Io sono un libero imprenditore senza tessera politica – dice – e rappresenterò una lista civica”. Primarie che qualcuno ha ribattezzato ‘Frankenstein’ per la partecipazione di un candidato come Alessi, ritenuto vicino a Forza Italia. Alessi è ha vinto con numeri bulgari, 2.152 preferenze su 4.000 elettori alle urne.

Repubblica.it, 23 marzo 2015
 

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