Le chiediamo di dimettersi

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Ministro Maurizio Lupi,

l’ennesimo episodio di corruzione nei pubblici appalti ha coinvolto il dirigente Ercole Incalza, che lei ha voluto e difeso più volte, affinché rimanesse nel suo alto incarico direttivo. Lei quindi, deve ritenersi politicamente responsabile dei danni patrimoniali inferti a noi cittadini dall’attività illegale del suo stretto collaboratore, che la magistratura accerterà.

Il partito di cui lei è un alto esponente si è molto impegnato per far approvare un provvedimento per la responsabilità civile dei giudici. Per par condicio, sarebbe opportuno che vi fosse analoga normativa anche per sanzionare la responsabilità civile dei politici, come lei.

La corruzione sta divorando l’economia e la credibilità del Paese. Aumenta a dismisura i costi delle opere pubbliche. Alimenta la malavita a scapito degli imprenditori onesti. Rinforza l’idea che l’illegalità sia l’unico modo per poter accedere agli appalti pubblici.

Ministro Maurizio Lupi,
ci aspettiamo da lei le dimissioni e il pudore della tempestività di questo gesto.
Con vigilanza democratica

Sandra Bonsanti
Libertà e Giustizia

15 commenti

  • Non per fare sempre la ‘ voce fuori del coro ‘, ma per restare il più possibile fedeli alla ‘ mission ‘ di Libertà e Giustizia (che si pone da sempre l’ obiettivo ambizioso di ‘ approfondire i fatti fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia ‘, trasformando la legittima indignazione in ‘ partecipazione e proposta ‘ ) oltre alle dimissioni del ministro mi porrei il problema di come poter davvero esercitare quella ‘ vigilanza democratica ‘ alla quale fa riferimento la Bonsanti in chiusura della sua lettera aperta a Lupi. Una vigilanza democratica, infatti, è cosa ben più seria del semplice prendere atto – a posteriori – di una inchiesta della magistratura che, tra l’ altro, dovrebbe poter completare il suo lavoro in un regolare processo e non essere, invece, scavalcata – a priori – da sentenze popolari determinate, per lo più, dalla diffusione barbara di intercettazioni.
    Quella ‘ vigilanza democratica ‘, quindi, non c’è stata. E questo è l’ aspetto più drammatico e corruttivo della democrazia che la vicenda Incalza ci consegna. Perché, se il Parlamento , le forze politiche che lo esprimono e i cittadini più attivi e responsabili, non sono riusciti – ancora una volta – a impedire sul nascere questo ennesimo caso di corruzione, ciò significa che tutti i meccanismi della democrazia rappresentativa- non solo gli screditatissimi partiti, quindi – non hanno funzionato come avrebbero dovuto e che ancora una volta la politica – conditio sine qua non per la vita di una vera democrazia – ha dovuto subire la supplenza della magistratura con tutti i risvolti negativi che sono sotto i nostri occhi in queste ore: la pusillanimità e la chiusura a riccio delle oligarchie al potere, il disinvolto giustizialismo voyeurista dei media, l’ ulteriore disaffezione dei cittadini – non sempre vittime incolpevoli – cui si continua a impedire di ‘ partecipare effettivamente ‘ ma ai quali, in compenso, si propinano – prima e dopo i pasti – i testi delle intercettazioni.
    E’ lecito chiedersi : cui prodest tutto ciò ?
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • L’oligarchia criminale che sgoverna il Paese dal 1948 considera i beni pubblici COSA NOSTRA. Fino a quando il Sovrano non ne rivendicherà la proprietà, i rappresentanti del popolo, pupi manovrati dalle Alte Autorità, continueranno nel malaffare.

  • Dovrebbe essere normale e spontaneo, ma ovviamente in italia niente è scontato, per questo sottoscrivo, e perché vadano avanti persone oneste, se ce ne sono…

  • Urge ricuperare una elementare dimensione etica che viene difesa a parole e stuprata nei fatti.

  • Condivido il testo della lettera completamente; la responsabilità dei collaboratori è sempre del capo, in particolare quando li hanno scelti e difesi in varie occasioni. Temo peraltro che confidare nell’etica del ministro sia una vana aspettativa: la forza di gravità di una poltrona così importante è miracolosa!!!

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