Anche per Wikipedia essere puri è un ideale irrealizzabile. Il massimo di democrazia del sapere, alimentata dal basso, si capovolge nel massimo dell’autoproduzione occulta, pagata e orientata dall’alto

Lo spirito e la natura di Wikipedia rischiano di venir meno per le intrusioni di «professionisti» che compongono voci per conto terzi d’’autorità e a pagamento. È accaduto per esempio di recente che alla vigilia della sua quotazione in borsa una società americana dell’’acciaio ha affidato la sua descrizione su Wikipedia a uno specialista capace di dare pubblico lustro al committente.
La democrazia del sapere messa in crisi.
Dunque, un’’enciclopedia libera all’’accesso e alle modifiche di un numero enne di «redattori» volontari corre il pericolo di diventare una rassegna di voci «insider» che si presentano come obiettive ma che sono state ingaggiate per non esserlo. Il massimo di democrazia del sapere, alimentata dal basso, si capovolge nel massimo dell’’autopromozione occulta, pagata e orientata dall’’alto. È noto che il proposito di Wikipedia è quello di costruire una enciclopedia realizzata da un’’infinità di mani il cui concorso tenda a un ideale grado zero di soggettività. La figura dell’’autore è azzerata, o meglio è il risultato della confluenza di tanti piccoli «redattori» anonimi, cioè «fonti secondarie» e idealmente eque. Si ricorderà che quando Philip Roth tentò di correggere un errore materiale nella sua voce venne subito bloccato come «fonte non credibile». Il che apre un paradosso e qualche ambiguità: il paradosso è che venga considerato inattendibile su un dato di fatto della propria opera il suo stesso creatore; le ambiguità derivano dal sospetto che (su Wikipedia come nei blog letterari o d’’altro tipo) chissà quanti autori direttamente o no intervengano nelle proprie voci per orientare la lettura (favorevole) di se stessi. In realtà, facendo della quantità la sua qualità e negando la responsabilità soggettiva, Wikipedia è quanto di più lontano si possa immaginare dal giudizio di valore. E il giudizio si nasconde anche nelle virgole dei testi apparentemente più oggettivi. Come nelle vecchie enciclopedie? Certo, ma quelle avevano un editore e dei curatori dichiarati.

www.corriere.it
————————-






Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>