Pd: vedi alla parola modernità

“Caro Colombo, nei giorni scorsi due esponenti Pd, Delrio e Cuperlo, si sono scambiati accuse sulla parola “modernità”. L’uno ha accusato l’altro di non essere moderno. Sta entrando un nuovo linguaggio in politica?” Savino

A prima vista si direbbe che il potente sottosegretario Delrio, stimolato anche dal frequente inno del suo capo alla velocità, sia stato sfiorato da un vento di Futurismo. Deve stare attento, dati i tempi, perché la terza parola magica del Futurismo, dopo modernità e velocità, era guerra (un evento al quale Renzi si dichiara pronto). Temo però che tutta la polemica si svolga a un livello più basso, almeno sul lato della nuova strategia linguistica del renzismo. La missione, che può essere affidata persino alla Serracchiani (contro la presidente della Camera) o alla Madia, persona naturalmente gentile, se si tratta di respingere critiche alla sua inesistente legge di riforma della Pubblica amministrazione, è di screditare sempre e subito l’avversario. Un presidente del Consiglio spavaldo e sicuro come Renzi potrebbe benissimo dire a Landini: “Benvenuto, c’è sempre bisogno di nuove energie nella politica” invece di dargli del sindacalista fallito e trattarlo da scarto di Marchionne. Delrio, nonostante la sua faccia da santo di monastero trentino intagliata nel legno, è ligio allo sbrigativo codice Renzi. Se non puoi dare del “vecchio” a qualcuno, digli che non è moderno. Significa: “ma che cosa puoi capire, figlio mio? Non lo vedi che sei fuori tempo?”. Quotidiane esibizioni di questa generosa attitudine verso il minimo cenno di dissenso, Renzi e i suoi non la negano a nessuno. Per esempio sarebbe facilissimo, per un vincitore da opera lirica (che lo sappia o no, è il suo modo di apparire) dare la parola alle insegnanti che, nel corso della sua trionfale conferenza stampa sulla Scuola, avrebbero voluto intervenire. Non risulta che le abbia mai incontrate e sentite prima, e non gli spettava il ruolo esasperato di chi non può ascoltare tutti, perché sulla scuola non ha ascoltato nessuno. Però le zittisce, da maschio microfonato che non ha proprio niente da spartire con queste signore, e soprattutto non ne ha voglia. Ragionevole dunque che si pensi a un renzismo ogni giorno più autoritario. Diteglielo e lui vi risponderà che vi state rodendo perché siete dei falliti e non avete avuto il suo successo e il 40 per cento dei voti alle elezioni europee. Come è giusto per un erede, lui va molto al di là di Berlusconi che si limitava, mentre andava per ville e ragazze, ad accusare i suoi critici di invidia.

Il Fatto Quotidiano

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