Matthiae: in Siria è una tragedia anche per l’archeologia

«In Siria la situazione è tragica sul piano umano, ma lo è altrettanto sul piano culturale». Lo ha detto Paolo Matthiae, direttore della Missione archeologica della Sapienza di Roma in Siria, al quale si deve la scoperta del sito di Ebla nel 1964. «La situazione è diversa da regione a regione: dove il controllo del paese è ancora totale, siti importantissimi come quello di Ugarit, sul mare, sono intatti perché lì sono rimasti i guardiani. Dove invece il controllo è andato perduto e anche i ribelli non sono in grado di controllare i siti, la situazione in certi luoghi è disastrosa, in altri sta diventando ogni giorno più grave». Il professore ha fatto alcuni esempi: «Apamea [foto], una delle grandi città dell’età imperiale romana, oggi è un colabrodo, con scavi clandestini selvaggi e sistematici. Dura Europos è ugualmente oggetto di scavi clandestini. Mari ha cominciato a essere oggetto di gravissimi saccheggi. Lo stesso a Ebla. Noi l’’abbiamo lasciata nel 2010 e la situazione all’’inizio era abbastanza sotto controllo. Oggi è difficilissima. Non c’’è solo l’’Isis, ma anche al-Qaeda e al-Nusra che appena possono si uniscono all’’Isis».

La Stampa, 22 febbraio 2015

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