Jean-Paul Fitoussi: «L’austerità ha fallito, ora bisogna concedere più tempo sul debito»

 Parigi. Nessun bluff, la Grecia non resterà in un’Europa che la condanna: l’economista francese Jean-Paul Fitoussi mette in guardia Bruxelles ma spera che non si arriverà a un’esplosione dell’eurozona. «La Germania -dice- sa quanto deve all’euro».
Hanno ragione i greci: le proposte dell’Europa sono irragionevoli e inaccettabili?
«Sì, è quello che ha già detto il popolo greco quando ha votato per Tsipras».
I creditori non hanno già fatto concessioni?
«Sono concessioni puramente formali, nella sostanza non è cambiato nulla. La Troika non c’è più soltanto di nome. Si continua a chiedere ai greci quello che chiedeva la Troika. Il programma di aiuti impone ai greci il proseguimento dell’austerità, nonostante l’austerità abbia palesemente fallito in tutto, a cominciare dalla riduzione del debito pubblico greco».
Che margine ha l’Europa?
«L’Europa può e deve chiedere alla Grecia la riforma dell’amministrazione e la lotta all’evasione fiscale. Il governo greco non solo è d’accordo, ma ne ha fatto la sua priorità. Il nodo della questione è il rigore della politica di austerità: qui non ci sono per ora compromessi. Se la Grecia ha accettato di non parlare più di annullamento del debito, l’Europa non ha cambiato la sua posizione».
Cosa sarebbe ragionevole e accettabile?
«Rinegoziare i termini del debito: le scadenze e i tassi d’interesse. Dare più tempo ai greci».
Non è già stato fatto?
«Non basta. Se le politiche imposte alla Grecia hanno come risultato la recessione, la Grecia non potrà mai rimborsare i suoi debiti. Dunque sono politiche sbagliate e inefficaci per tutti. Atene ha bisogno di tornare a livelli di Pil che le consentano anche di rimborsare i creditori».
La Grecia ha bisogno dell’Europa?
«Certo: la Grecia ha bisogno dell’Europa, a meno che, naturalmente, non decida o sia costretta a uscirne».
Per l’ennesima volta: rischiamo un Grexit?
«Siamo nel mezzo di un negoziato, in cui ognuno fa uso dei propri argomenti. Se l’Europa continuerà a non voler ascoltare, nonostante il triste spettacolo che offre la società greca, i greci non avranno più nulla da chiedere o dare all’Europa. La posizione del governo greco è più di una minaccia: se restare in Europa comporta una costante sofferenza della popolazione, se ne andranno».
I partner europei considerano una catastrofe l’uscita della Grecia?
«Gli europei pensano che un’uscita della Grecia non avrà effetti così spettacolari. Non sarebbe la prima volta che sbagliano e di grosso, anzi, direi che finora si sono sbagliati sistematicamente. Io invece ritengo che un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe una catastrofe, più per la zona euro che per la Grecia».
François Hollande sembra voler rafforzare l’asse con la Germania di Angela Merkel. È la Francia che diventa più tedesca, o la Germania che mostra spiragli di flessibilità?
«Potrebbe essere una posizione pubblica di Hollande destinata a preparare dei prossimi passi indietro della Germania. Un modo per salvare la faccia alla Germania, in un certo senso. Penso che Berlino possa capire che quello che è in gioco oggi con il caso della Grecia è la sopravvivenza stessa dell’Eurozona, da cui la Germania ha tratto importanti benefici». 

(Il Messaggero)

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