L’inciviltà europea

Dopo la strage dei gommoni, parlare di fatalità sarebbe osceno. Basta ricordare che dall’ottobre
scorso si sono moltiplicati gli ammonimenti europei a salvare meno migranti possibile, soprattutto in
aree lontane dai limiti dell’“Operazione Triton” (trenta miglia marine). Ha cominciato il governo
Cameron, sostenendo che i salvataggi avrebbero incentivato l’immigrazione clandestina. Ha continuato
a dicembre un capo operativo di Frontex, di nome Klaus Rosler, già dirigente della polizia
bavarese (ma chi li sceglie questi tomi?), secondo il quale l’Italia è di manica troppo larga con gli
stranieri che si avventurano in mare. L’Europa non vuole spendere per salvare vite umane e quindi
migliaia e forse decine di migliaia di migranti potrebbero annegare con l’arrivo della buona stagione:
questa è la banale verità, che contrasta con le affermazioni roboanti di Alfano, quanto l’operazione
Triton (ma chi avrà escogitato un nome così idiota?) ha sostituito Mare Nostrum (altra bella siglia!),
che era dotata di mezzi molto più consistenti.
Solo Cameron o un poliziotto bavarese può credere o far credere che la prospettiva di annegare convinca
gente del Mali, del Pakistan, dell’Eritrea, o di altri cento luoghi in cui si muore di fame o di
guerra, a restare ad agonizzare a casa loro. Solo una tremenda, colossale ottusità, o qualcosa di infinitamente
peggiore, può motivare quest’atteggiamento di chiusura verso le ragioni di una minima
umanità e delle leggi del mare. Noi immaginiamo la disperazione dei nostri marinai che si sono visti
morire assiderati, acanto a sé, ragazzi che si sarebbero potuti salvare se solo l’operazione Triton
avesse previsto l’invio di navi più grandi a occorrere i gommoni. Noi sappiamo, perché l’hanno detto
a destra e manca, che i nostri pescatori e la nostra gente di mare non dorme la notte al pensiero di
quelli che sono annegati, annegano e annegheranno al di là dei limiti previsti dall’agenzia Frontex
e dall’operazione Triton, che Dio le maledica entrambe.
E qui si misura come l’ottusità e la miopia dell’Europa bottegaia si siano tramutate in delitti contro
l’umanità. I sopravvissuti della strage dei gommoni hanno dichiarato che sono stati imbarcati sotto la
minaccia delle armi dai miliziani in Libia. E questo non sorprende proprio, vista la situazione che il
genio politico di Cameron, Sarkozy, Obama, per non tacere di Berlusconi hanno creato dalle parti di
Tripoli, Derna e Bengasi. Ora, ignorare le conseguenze umane delle proprie insensate politiche è il
principale tratto che accomuna l’accozzaglia di stati egoisti che va sotto il nome di Unione europea.
Pensate solo alla povertà in Grecia, ai bambini senza latte, alla svendita delle infrastrutture di un
intero paese che doveva essere punito per essersi indebitato. Un paese, la Grecia, il cui Pil rappresenta
il 2 per cento di quello europeo e il cui debito potrebbe essere condonato senza danni per
la Ue!
Ma dietro l’indifferenza per le sorti dei greci e dei migranti che si avvieranno verso la morte c’è
ormai un disprezzo assoluto, conclamato, trionfale per il diritto che un tempo si sarebbe chiamato
delle genti. I soldi europei devono restare nelle banche, e non spesi per salvare vite umane, questo
è il messaggio di Frontex, di Cameron, della troika, di Merkel, di Herr Rosler e di tutti quelli che si
inchinano davanti alle ragioni dei più forti e dei più ricchi.
Sarebbe questa la “civiltà europea” (parole di Renzi) per cui sono morte decine di milioni di esseri
umani nella seconda guerra mondiale?

Il Manifesto, 12 febbraio 2015

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