Il paese dei balocchi

E’ vivo o morto il “patto del Nazareno”?
Tirano venti di guerra fra Stati Uniti e Putin, la crisi per il lavoro che manca è sempre più dura e non dà speranze ai giovani che finiscono il liceo, nel nostro mare muoiono assiderati decine e decine di cittadini in cerca di asilo, cominciamo a sapere quanti italiani hanno evaso e accumulato ricchezze oltralpe, ma noi continuiamo a baloccarci con il quesito dei quesiti e cioè se è finta o vera la rottura (?) fra Renzi e Berlusconi.
Siamo diventati un paese dei balocchi. Poco alla volta, ma inesorabilmente, antiche questioni mai risolte ci coinvolgono, esigono risposte definitive e molti italiani le attendono una volta per tutte. Sprazzi di storia patria ci arrivano da un recente passato: nelle motivazioni della condanna di Minetti, Fede e Mora troviamo la conferma di quanto fosse squallido lo stile di vita di uno che è piaciuto tanto agli italiani. Ruby riceveva soldi da Berlusconi “prima in corrispettivo delle prestazioni ottenute, poi per comperare il suo silenzio”.
Per molti mesi l’ex Cavaliere era scomparso dall’orizzonte anche perché i suoi avvocati lo consigliavano di stare calmo, fin quando arrivò Renzi e decise che con quell’individuo ci si poteva baloccare,si dovevano fare le riforme della Costituzione: non quelle riforme che potrebbero essere fatte con la cautela e la competenza di chi se ne intende, ma riforme che alterano totalmente l’assetto istituzionale italiano, tanto da eliminare una Camera e da riscrivere la seconda parte della Costituzione. E allora Renzi invitò Berlusconi nella sede del Pd con lo slogan: la riforma della Costituzione si fa con tutti. Il che non è vero: infatti in questi mesi tutti coloro a cui non piace questa riforma sono stati messi a tacere dalle manovre di Renzi e dagli alti moniti di Napolitano, che da sempre insegue un suo progetto monocamerale, sconfitto dai costituenti del ’47 dopo aver studiato a fondo i pro e i contro.
Da allora Berlusconi è resuscitato ed è convinto di passare alla storia come padre costituente. Si diverte a lanciare moniti: senza di me non avete i voti. E Renzi, la Boschi e Walter Veltroni che rivendica l’ispirazione vanno in giro dicendo che se non si chiude il Senato la democrazia muore, se non si consente al governo di “decidere” in fretta la Repubblica rischia la sopravvivenza. Se cerchi di spiegare: se ci sono due Camere che fanno cose diverse e hanno meno parlamentari si fa molto più in fretta, non ti ascoltano nemmeno. L’Italia deve abituarsi all’idea che il gioco è ormai quello di andare verso istituzioni totalmente dominate da uno solo, che sceglie i deputati, che sceglie il Capo dello Stato, che fa le leggi che vuole lui senza spazio per l’opposizione. E poi, ci dice Renzi, avremo la grande vittoria al referendum e stravinceremo le elezioni.
Continuiamo a baloccarci con menzogne e diseducazione della pubblica opinione. Intanto non è il governo che può decidere o persino promettere di fare il referendum: non spetta certo a lui chiederlo, ma a un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque consigli regionali (articolo 138 della Costituzione ). Quindi caro presidente del Consiglio: giù le mani dal referendum, che non è un gioco ma una cosa molto seria.
Adesso anche Berlusconi si diverte a dire che teme la deriva autoritaria, lui che dai tempi della P2 è stato sempre da quella parte e dalla parte di quella massoneria che anche De Bortoli aveva intravisto nel buio del Nazareno.
Insomma chi fa i patti col diavolo, poi col diavolo deve abituarsi a trattare come con un partner normale.
Dunque se cambi appena la legge elettorale, il partner si arrabbia e pazienza se ora conta poco: la destra xenofoba e semifascista in Italia c’è e dovremmo tutti farcene una ragione. Combatterla sempre, essere sempre dall’altra parte dove non possiamo venirne contaminati.
Direi che il tempo di baloccarci è davvero finito. Apriamo la porta alle verità che si nascondono sotto questa pericolosa chiusura del Senato e questa sempre più limitata possibilità, per gli italiani, di votare e dare un senso al loro voto, alla democrazia. Non dimentichiamo mai gli insegnamenti di coloro che ci avvertivano: stravolgere la seconda parte della Costituzione significa stravolgere anche la prima, quella dei diritti e dei doveri. E chiediamoci: che avessero ragione?

4 commenti

  • Una prima considerazione. Se dovessi spiegare ai miei concittadini in cosa consiste esattamente il rischio di ‘ svolta autoritaria ‘ – che personalmente giudico il naturale epilogo dell’ attuale fase politica – userei proprio le parole della Bonsanti : andare verso istituzioni totalmente dominate da uno solo che sceglie i deputati, che sceglie il Capo dello Stato, che fa le leggi che vuole lui senza spazio per l’ opposizione ‘.
    Una seconda considerazione : Da ostinato… resistente, che considera la ‘ sovranità popolare ‘ un diritto-dovere da esercitare democraticamente e non un elemento di ricatto da sbandierare populisticamente ogniqualvolta la democrazia rappresentativa fa cilecca e imbocca scorciatoie autoritarie, non mi arrenderei e a quegli stessi concittadini ricorderei che abbiamo una Costituzione che all’art.138 stabilisce l’ obbligo di sottoporre a referendum le leggi che la modificano .
    Una terza considerazione : proprio perché questo Parlamento – eletto in forza di una legge elettorale anti-costituzionale – non ha le carte in regola per ergersi ad assemblea Costituente e tanto meno le ha un governo non eletto dai cittadini (ai quali era stato sottoposto un programma – l’ Italia bene comune -che non contemplava alcuna delle riforme oggi in cantiere) è particolarmente importante che a questi referendum ( quelli consultivi, senza quorum, per la bocciatura delle riforme costituzionali e quello abrogativo, con quorum, per le parti improponibili – penso al truffaldino premio di maggioranza – della legge elettorale ) il popolo giunga preparato, sì da poter esercitare davvero la sua sovranità.
    Conclusione : per evitare che un programma-di-governo-non-votato-dai-cittadini ed espressione-di-una-maggioranza-parlamentare-politicamente-delegittimata ( come, purtroppo, l’ intero Parlamento ) imponga a tutto il Paese la sua volontà – che è e resta la volontà di una esigua minoranza dell’ intero corpo elettorale (in caso di dubbio, invito tutti a rileggere i risultati delle elezioni politiche del 2013 ) , urge che i ‘ migliori fermenti della società civile ‘ e le forze politiche più serie e meno arroganti del Paese, si incontrino – fin d’ora – per elaborare una piattaforma referendaria che, al di là delle contingenze storiche, chiarisca qual è il modello di democrazia che gli Italiani preferiscono e per i quali sono disposti a lottare.
    Capiremo tutti, una buona volta, perché tanto amore ‘ a parole ‘ per la Costituzione e tanto consenso ‘ nei fatti ‘ a quelle forze politiche che quella Costituzione puntano a smantellare.

    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • Presidente Bonsanti,

    leggo con piacere: “…Direi che il tempo di baloccarci è davvero finito…” Vuol forse dire che è arrivato il momento di “Costruire la Rivoluzione” come Lei postava il 16 giugno 2011?

    Ma anche il prof. Zagrebelsky scrive: “”La Costituzione vive dunque non sospesa tra le nuvole delle buone intenzioni, ma immersa nei conflitti sociali. La sua vitalità non coincide con la quiete, ma con l’azione. Il pericolo non sono le controversie in suo nome, ma l’assenza di controversie. Una Costituzione come la nostra, per non morire, deve suscitare passioni e, con le passioni, anche i contrasti. Deve mobilitare.” Gustavo Zagrebelsky

    E don Ciotti afferma: ” Non possiamo restare prigionieri di parole e riti retorici senza mai trovare il tempo dell’azione!”

    E la Rete per la Costituzione tuona: “LA DEMOCRAZIA IN ITALIA : SIAMO CHIAMATI A DIFENDERLA!”

    E allora Presidente Bonsanti, è possibile continuare con bei discorsi nelle piazzette e nei teatri, eccellenti editoriali su su ogni spazio disponibile, analisi forbite che si ripetono come un’eco da lustri, e allarmi conseguenti e lamenti rassegnati? E’ ancora possibile continuare così o è maturo (da molto) il tempo di “Realizzare quella Sovranità Popolare” che i Costituenti hanno voluto all’articolo UNO, non per caso, della Carta?

    Esistono reali, concreti, maturi, efficaci fattori convergenti per “cambiare verso” nel senso indicato dalle Grandi Firme della Repubblica e non nel senso del Nazzareno! Eccoli:

    1° le persone capaci della guida teorica (Rodotà, Settis, Zagrebelsky e f.lli)

    2° le braccia operative capaci di avviare a realizzazione le loro tesi, già operative nella società: Libera, la Rete per l’Acqua Pubblica, CittadinanzAttiva e le altre 10 mila associazioni nelle quali si sono rifugiati i Cittadini per scambiarsi solidarietà in questa cattiva fase della vita nel Paese.

    3° gli strumenti di efficacia assoluta che la Costituzione ancora (ma non sappiamo per quanto ancora) ci mette a disposizione: la Sovranità Popolare “Realizzata”, armata degli articoli della Democrazia Diretta Propositiva 50 e 71 e se servisse 40, lo sciopero, e se servisse il “conclave laico”.

    4° il mondo dell’informazione e comunicazione che da lustri e decenni ci ammanisce delle disgrazie del Paese e dei misfatti della casta politica, madre e matrigna di tutto questo sfascio. Quel mondo di “denunciatori professionali” che non è riuscito a produrre una minima reazione, potrà finalmente partecipare al “cambiamento” sostenendo l’iniziativa diffondendola nella Società Civile.

    5° la SC che al 97% dichiara all’indagine demoscopica qualificata ed indipendente che la Demos del prof. I. Diamanti, svolge ogni anno, di non aver più alcuna fiducia e di disprezzare l’offerta politica attuale. 97% confermato dall’analisi dei flussi e delle astensioni dal voto nelle ultime occasioni: con un Aventino in continua crescita intorno al 45/50%, con un voto “contro” al M5S (D’Arcais “uno sputo in faccia alla casta”) che raggiunge 7/8 milioni, chi ancora si ostina ad esercitare lo fà per votare il meno peggio, o il male minore, o contro B., o contro il comunismo… Insomma nessuno che voti con entusiasmo, credendo in ciò che sta facendo, perchè le Grandi Firme sono state allontanate dalla politica e dalle istituzioni.

    Concludendo un 97% in attesa di un cambiamento, e pronto a cogliere l’occasione e portare a termine in breve, il progetto delle guide riconosciute, avviato dalle associazioni alternative ai partiti, nel segno, nel solco e nella legalità Costituzionale, diffuso dai “denunciatori professionali” e raccolto dalla Cittadinanza indignata e in attesa del “cambiamento qualitativo”.

    Una bozza di progetto è pronta, in attesa di integrazioni migliorative, di adozione, di sostenitori e di autori!

    Coraggio Presidente e coerenza con i proclami!

  • E’ in corso quello che ritengo il tradimento della Costituzione della Repubblica Democratica Italiana. Palazzo Madama ha già dato il suo primo assenso. In questi giorni tocca a quelli di Monte Citorio, i deputati della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana. ******* Il non eletto per antonomasia, con feroce durezza, vuole l’assenso definitivo entro sabato prossimo. Assolutamente. La Boschi, alter ego femminile, pure. La legge contro la CORRUZIONE può attendere, ovviamente. ******************* Seguite le sedute in streaming, osservate ciò che succede, valutate i comportamenti di chi presiede: ieri Marina Sereni, oggi Boldrini. Scrutate con attenzione il linguaggio del corpo (io tra ieri e stamattina ho visto solo le signore, eccetto un brevissmo inizio conl Giachetti), la convinzione del lavoro frenetico con carte e quant’altro (tablet? smartphone?), la ripetizione ossessiva di “ALLORA” in funzione di congiunzione (?) per sollecitare, come si fa quando mancano gli argomenti o il tempo per parlare. ************** Ieri sera una provvidenziale défaillance della Sereni ha portato a un breve interludio di normalità, in cui gli eventi hanno portato (miracolo!) la maggioranza a cambiare idea. ***** L’evento prende le mosse dall’intervento del deputato GIUSEPPE STEFANO QUINTARELLI che dichiara: “…per fare un gesto che dimostra concretamente il mio sostegno al Governo RITIRANDO il mio emendamento.” [pag. 124 e seguenti del resoconto stenografico della SEDUTA 374 di martedì 10 febbraio 2015]. Consiglio di leggere tutto per capire che i nostri deputati hanno la capacità di discutere e anche di cambiare idea ragionevolmente, purché sia lasciata loro la libertà di parola. Gli interventi da 1 minuto sono umilianti per il taglio secco della frase e sono un danno per i cittadini che ascoltano e finiscono col non capirci più nulla. Sereni, Boldrini, Boschi, Renzi, Giachetti e simili, io voglio capire che cosa stanno dicendo i deputati. La tagliola usatela almeno alla fine della frase anche se supera di qualche nanosecondo il MINUTO a disposizione.

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