Il PD si divide sull’anticorruzione

Il Pd si divide sull’anticorruzione
Orlando convoca un vertice per oggi. Ncd per la linea soft su prescrizione, falso in bilancio. L’Authority anti mazzette insiste: “Serve una corsia preferenziale per il ddl Grasso”

Liana Milella

ROMA -  Raffaele Cantone insiste, “serve una corsia preferenziale sul ddl anti-corruzione”, ma sono parole al vento. L’ha detto tante volte da quando è al vertice dell’Authority, lo ha ripetuto ieri, giusto mentre al Senato andava in scena l’ennesimo scontro nella maggioranza (Pd diviso, Ncd più con Forza Italia che con l’alleato di governo), foriero di un nuovo rinvio. Succede da due anni, è accaduto pure ieri. Oggi il Guardasigilli Andrea Orlando cercherà di metterci una pezza. Di buon mattino riunisce al Senato i responsabili Giustizia, i presidenti delle commissioni Giustizia, i capigruppo dei partiti. Insomma, il solito parterre.

E pure il solito diverbio su prescrizione, falso in bilancio, pene più dure contro la corruzione, un’unica figura di reato per la concussione cancellando la legge Severino, adesso anche la gola profonda per la corruzione, quelle operazioni sotto copertura che Pd e M5S teorizzano, ma che Ncd rifiuta. È un film già visto. Appena eletto senatore del Pd Piero Grasso presentò il suo ddl anti-corruzione, l’unico atto da parlamentare prima di diventare presidente del Senato. Ma quel testo ha avuto vita difficile. Soprattutto perché il governo ha voluto firmare la “sua” legge. Ancora oggi se ne lamenta il Pd Felice Casson: “A giugno 2014 stavamo per votare, ma venne in commissione il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, ci chiese 30 giorni di tempo per attendere il testo del governo… Siamo ancora qui ad aspettare…”.

Il governo ha approvato il suo ddl il 30 agosto che, poco prima di Natale, si è trasformato in un emendamento al ddl Grasso. Su questo ora si litiga. Un pasticcio che vede la prescrizione alla Camera per emendare il ddl Ferranti, con la rissa sulla norma transitoria, il resto al Senato con il presidente della commissione, forzista Nitto Palma, pronto a dichiarare inammissibili molti articoli del governo, il Pd (Casson, Lumia, Capacchione, Cirinnà, Cucca, Filippin, Ginetti, Lo Giudice) schierato su una versione molto più dura. Ncd ovviamente contrario. Nell’imbarazzo politico ieri, in commissione, il relatore Nico D’Ascola, che è anche responsabile Giustizia di Ncd, ha chiesto il rinvio. Il sottosegretario alla Giustizia, l’alfaniano Enrico Costa, avrebbe dovuto dare i pareri del governo. Ma lo scontro con Pd sarebbe stato inevitabile. Dice Casson: «Non c’è la volontà politica, perché se si vota maggioranza e governo si spaccano. Ncd vota con Fi e Lega, il Pd con M5S». I grillini ci sguazzano, chiedono di portare subito in aula il ddl, ma sono d’accordo solo Sel e Lega. Loro denunciano la contraddizione tra gli applausi a Mattarella nel passaggio sulla corruzione e il rinvio sine die.

Siamo al vertice di stamattina. Accordo difficile. Partiamo dalle operazioni sotto copertuil ra per la corruzione: un emendamento Pd, primo firmatario Sergio Lo Giudice, la teorizza per la corruzione. Ncd è contraria. Come Fi. Idem per la prescrizione. Il governo la vuole solo “sospendere” dopo il primo grado, il Pd del Senato propone di “fermarla” dopo il rinvio a giudizio o al massimo dopo il primo grado. Ncd sta col governo. Idem sul falso in bilancio, dove Casson e Lumia vogliono eliminare le soglie del 5 e dell’1% che escluderebbero la punibilità «se il risultato economico, al lordo delle imposte, o una variazione del patrimonio netto» le superano. Ancora Ncd e Pd divisi sugli aumenti di pena per la corruzione. Ncd sta col governo che agisce solo su corruzione propria e 416bis, il Pd vuole far lievitare abuso d’ufficio e traffico d’influenze, ma soprattutto vuole riunire la concussione lasciando “morire” l’induzione. Ncd fa muro perché «la Severino ha già aumentato le pene e non ci si può tornare sopra». La grana è sul tavolo di Orlando.

la Repubblica, 5 febbraio 2015

 

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