“Io come Tsipras? Non ho l’età. Mattarella ottima scelta”

“Mattarella? Un’ottima scelta. Ma ora,
dopo l’elezione del capo dello Stato, diamoci una mossa a
sinistra”. Lo afferma al Quotidiano nazionale, Stefano Rodotà,
che su come è maturata la candidatura di Sergio Mattarella
afferma: “Un modo eccellente di scegliere un presidente della
Repubblica che avrà ripercussioni sulle riforme, come la legge
elettorale. Ma, a parte qualche contentino sui capilista
bloccati, il programma di governo non avrà una svolta a
sinistra. Renzi e Vendola restano inconciliabili”.
Il patto del Nazareno, aggiunge, “è ferito, ma sarà
rinegoziato”. Sull’ipotesi di una coalizione sociale con lui
stesso leader, Rodotà replica: “Ci sto già lavorando con Sel,
Fiom, Cgil, don Ciotti di Libera” ma per fare lo Tsipras
italiano, “non ho l’età – spiega – E il modello greco non si
basa su un consenso ideologico, ma su un legame solido tra
politica e società. Rigenerare la sinistra con un ‘trapianto’ è
molto difficile”.

Su quale ruolo avranno i ribelli del Pd, Rodotà osserva: “Non
si può ripartire con spezzoni di sinistra perdenti, ma dalla
società”. Quanto vale la ‘sua’ Cosa Rossa? “Intanto la
costruiamo. Poi ci contiamo”.

ANSA, 1 febbraio 2015

 

1 commento

  • Illustre prof. Rodotà,

    la “via, il progetto” per un’aggregazione sociale che raccolga l’umanità sofferente per le difficoltà in cui viviamo. ma anche quella insofferente verso la politica matrigna di tutto questa sofferenza, passa meglio attraverso l’esercizio diretto della Costituzione che non per i soliti riti elettorali con risultati di assoluta incertezza.

    Copio-incollo una bozza che propongo da tempo, sempre in attesa sia di integrazioni migliorative che di adozione e autori.

    Il nome che mi piace quale Tsipras italiano è Fabrizio Barca.

    *** La VERA VIA MAESTRA (per Blindare e Rilanciare la COSTITUZIONE e molto altro!).

    (Il prof. S. Settis ha pubblicato un libro dal titolo “Azione Popolare. Cittadini per il Bene Comune” , che avvicina, tratta e nobilita questo “modus operandi” e altri illustri cattedratici, documentabili, hanno apprezzato.)

    I Padri Costituenti ci hanno lasciato nella Carta, la possibilità di determinare il nostro futuro, non solo delegando 1.000 persone alla produzione delle leggi che avrebbero dovuto guidare il Paese ed il suo Popolo verso un progresso continuo, ma anche agendo “Direttamente” qualora i delegati si fossero rivelati incapaci, indegni o complici.

    L’hanno fatto con gli articoli della Democrazia Diretta Propositiva 71 e 50, che non hanno prodotto nulla finora in virtù dell’arroganza della casta e della “distrazione” della Cittadinanza e delle sue migliori espressioni che non hanno colto e valorizzato questo strumento di efficacia assoluta.

    Perchè è facile intuire come la “proposta di legge di iniziativa popolare” (art. 71) e la “petizione popolare” (art. 50) brandite non da piccoli gruppi di Cittadini, ma dal “Popolo Sovrano”, enunciato troppo spesso richiamato come un intercalare o un inutile slogan, pur essendo, non per caso, l’art. UNO della Carta, non lascerebbe al Parlamento “delegato” altra scelta che discutere ed approvare quanto elaborato e presentato dal Sovrano della Repubblica, il Popolo “delegante”. A rafforzarne l’azione, se ce ne fosse la necessità, l’art. 40, il diritto di sciopero da esercitare anche assediando i palazzi, come la storia del “Conclave” ricorda e insegna.

    E’ ancora facile intuire come proposte di legge e di riforma elaborate dalla migliore elite della Società Civile, erede naturale del pensiero dei Costituenti, come i proff. Rodotà, Settis, Zagrebelsky, andrebbero sicuramente verso il Bene Comune della Cittadinanza, molto più e meglio di quanto elaborato dai partiti per il proprio tornaconto elettorale e di gestione del potere, ma anche per la loro conclamata mediocrità, e molto altro peggio, espressa nel tempo.

    Orbene, qual è la misura che realizza la Sovranità Popolare? Non certo le 50mila firme richieste dall’art.71 e neppure le 350mila raccolte da Grillo nell’ultimo tentativo di qualche anno fa. Ma l’art. 75, il referendum, ci dice indirettamente che la soglia minima si determina col 25% + uno degli aventi diritto al voto alla camera, circa 12 milioni.
    Non è un numero assurdo se tutto quel mondo dell’informazione, di sterili “denunciatori professionali” parteciperà con convinzione: l’astensionismo volontario supera i 10 milioni, il voto “contro” raccolto dal M5S circa 9, il rifiuto e il disprezzo dell’offerta politica, come rilevava la demoscopia indipendente, arriva al 97% della Cittadinanza, così come l’indignazione. Sentimento che in quel modo potrebbe evolversi e liberarsi in una SACROSANTA RIBELLIONE COSTRUTTIVA.

    E certamente non si può mobilitare il Popolo Sovrano per una sola legge, ma per un insieme tale da giustificarlo: 10/15 leggi e riforme, le più attese dalla Cittadinanza, le più promesse e disattese dalla politica, redatte in articoli dai loro qualificati estensori, sottoscritte singolarmente da 60mila elettori secondo il 71 e inserite in un contenitore denominato “Le Tavole delle Leggi della Società Civile”, per poi lanciare la petizione secondo l’art. 50 e realizzare nel modo più semplice la Sovranità Popolare per “imporre” al Parlamento l’approvazione di tutto l’insieme.

    Ovvero: RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE e GLORIOSA, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto “Gloriosa”, sotto l’alta guida di “professoroni e parrucconi”, avviata dal miglior associazionismo civile, Libera, la Rete per l’Acqua Pubblica, CittadinanzAttiva, ecc., e conclusa con la partecipazione della Cittadinanza. Per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l’arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti ed avvocati, burocrati e tassisti, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l’ossequio.

    E per blindare la Carta da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti.

    E per impedire che il prossimo Presidente della Repubblica esca dal Nazzareno! (scaduto).

    E poi tornare alla Democrazia Delegata con la nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con Persone riconducibili alla miglior elite già citata, per continuare in un Parlamento rinnovato nella qualità media, l’opera avviata sul territorio.

    Disponibile per chi volesse interloquire, esiste un maggior dettaglio, a tutti auguri per un Paese migliore!

    Paolo Barbieri.

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