Il dissidente Civati: il rischio scissione cresce ogni giorno ma non ci saranno conseguenze per riforme e Quirinale

«Ora il nuovo partito a sinistra è un’ipotesi molto concreta»
«Per quanto mi riguarda, questo non è solo un fatto regionale. Fa parte di una lunga serie di episodi in cui mi sono trovato distante dall’attuale segreteria del Pd»

Pippo Civati, molti renziani insistono nel dire che non si va via quando si è sconfitti, bisogna saper perdere…
«E’ una lettura superficiale. Il problema è ben più grosso e liquidarlo in modo così leggero contribuirà a portare persone a non votare più Pd».

Qual è il problema?
«Sull’analisi sono d’accordo con Cofferati. In questi giorni ho anche cercato qualche sponda nazionale nel Pd per una lettura critica e più rispettosa di chi non ha votato la Paita di quanto è successo, ma ho trovato il contrario. C’è un’unica cosa su cui non sono d’accordo con Cofferati».

Che cosa?
«Non è vero che c’è stato silenzio da parte della dirigenza del partito: è stato detto il contrario di quello che ci aspettavamo. Il ministro della Difesa Pinotti ha detto la settimana scorsa che con il Nuovo centrodestra già governiamo, mentre Sel è all’opposizione… Loro vogliono fare il partito se non della Nazione, della Regione, mentre noi vogliamo fare il centrosinistra».

Il problema allora non sono i seggi contestati, ma proprio la linea politica.
«Entrambe le cose. Se annulli tredici seggi non si tratta solo di un problema quantitativo, ma anche qualitativo. E non ho sentito parole di condanna rispetto ai seggi annullati. Ai tempi delle primarie a Napoli ricordo un’intervista di Orlando in cui diceva “abbiamo sentito puzza di bruciato per cui abbiamo annullato”, con questo non dico che bisognasse annullare le primarie anche in Liguria, ma mi aspettavo un atteggiamento più attento».

Cosa si aspetta che faccia ora il segretario Renzi?
«Non lo so. In Direzione ha detto “caso chiuso”: ora chiunque lo riaprirebbe, ma non so se lo farà lui».

Cresce l’ipotesi di una nuova forza a sinistra?
«E’ un capitolo aperto da tempo. La domanda è se riguarda un pezzo di Pd: in Liguria temo sia un’ipotesi molto concreta. Ed è possibile che ci siano sviluppi a livello nazionale. Per capire le conseguenze bisogna aspettare un po’».

Tra le conseguenze potrebbe esserci una sua uscita dal Pd?
«Diciamo che questa vicenda non è un aiuto a saldare i rapporti con la dirigenza del partito».

Ci saranno conseguenze nei rapporti tra minoranza e maggioranza nei prossimi appuntamenti, il voto sulle riforme e sul capo dello Stato?
«Non penso, perché nei giorni scorsi non ho rilevato da parte degli altri della minoranza una grande solidarietà verso Cofferati…».

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