Cari Soci, care Amiche e Amici di Libertà e Giustizia,

 

AuguriLKCari Soci, care Amiche e Amici di Libertà e Giustizia,

alcuni di voi forse pensano che avremmo dovuto essere più operativi in queste giornate, che definire drammatiche rischia di apparire storicamente riduttivo.
A parziale spiegazione di quanto sta accadendo è quello che i soci, venuti da tutta Italia alla assemblea di Bologna e informati dai propri coordinatori, già sanno.
Non ci sono soltanto la crisi delle Istituzioni e quella economica, che minacciano seriamente le democrazie di ogni paese. C’è anche, per noi di LeG, una non facile transizione sotto il profilo organizzativo: stiamo passando da un sistema basato in gran parte sul finanziamento di singoli sostenitori a quello, che speriamo sempre più diffuso, delle risorse che vengono soprattutto dai soci. Quei soci che con il tesseramento e l’adesione anche critica alle nostre idee, cioè ai principi alla base della nascita e della crescita di LeG, ci chiedono di andare avanti, di non far mancare la nostra voce proprio ora che la situazione generale è ancor più grave e gli sviluppi futuri sono tanto insidiosi.
Riorganizzarci comporta il sacrificio di una sede e la speranza che, con i compiti ripartiti fra i circoli e i singoli soci che hanno dato una preziosa e competente disponibilità personale, riusciremo non solo a non interrompere il nostro cammino, ma a guidare noi ed altri, altre associazioni a noi vicine, verso posizioni di giustizia e libertà che illuminino una classe politica così incapace di assolvere al proprio dovere, spesso incompetente e persino arrogante.
Così estranea, infine, a quei sentimenti della nostra Costituzione che noi siamo impegnati a non tradire e anzi a fare di tutto per trasmettere ai più giovani : a tutti coloro che non la conoscono ma che, appena accenniamo a quel momento della nostra storia, ai sacrifici di tanti di allora fino ai coraggiosi dei nostri giorni che rischiano la vita per denunciare ogni tipo di mafia (pensiamo ai giornalisti e ai magistrati minacciati), ci chiedono di saperne di più, di parlare ancora a voce alta per coprire i silenzi, le timidezze, i vuoti, le convenienze a far parte del Potere.
La posta in gioco è molto alta e vale la pena di osare anche quando non ci sono certezze.
Questo diremo e altro ancora nel manifesto al quale stiamo lavorando e che renderemo pubblico nel gennaio 2015.

Auguri a tutti!
Gustavo Zagrebelsky Sandra Bonsanti

(Vignetta di ellekappa)

11 commenti

  • Per l’anno che verrà vogliate farmi trovare una associazione che vada oltre le parole, che rispolveri elmetto e baionetta per scendere nell’arena dove per il momento la battaglia volge a favore della peggio disumanità.

    Ricambio gli auguri e possiate passare le migliori feste possibili.
    Saluti, Cristian.

  • Subito grazie del grande, esemplare lavoro, che avete compiuto in tutti questi anni: non posso neppure pensare che tutto questo non prosegua in futuro e possa andare disperso. Se riusciremo ad andare avanti, contando sulle nostre proprie forze, potremo avere la prova che siamo degni della libertà e della difficilissima giustizia che, con i nostri comportamenti e le nostre parole, avremo avuto la possibilità di conquistare. Ancora grazie, e auguri di un veramente buono 2015!

  • Grazie Presidente di avere rotto l’assordante silenzio post-assemblea. Speriamo che il difficile trapasso dal sostegno singolo a quello associato abbia successo. Ne dovrebbe conseguire una maggior libertà di azione,nel rispetto dei principi fondativi di LeG,con i rischi che ha sempre corso la liberta sposata con la democrazia,in assenza di un’adeguata cultura e di una attenta,costante vigilanza.
    Un AUGURIO dunque di BUON ANNO a tutti; che il 2015 veda il sito dell’Associazione aggiornato e vibrante.

  • Il sig. Salvo, che già una settimana fa reclamava qualche notizia sull’ esito dell’ assemblea dei soci del 13 dicembre, deve essere uno dei tanti soci di LeG ‘ senza circolo ‘. Altrimenti, si sarebbe certamente messo in contatto con il coordinatore del suo circolo – come mi ero permesso di suggerire, nelle more della pubblicazione del verbale – e il silenzio post-assembleare gli sarebbe parso meno assordante. Lo scritto augurale dei due presidenti, tra l’altro, non dice granchè sul merito dell’ assemblea, limitandosi a sottolineare la ‘ non facile transizione sotto il profilo organizzativo ‘ e l’ auspicio che ‘ i circoli ‘ possano supplire all’ assenza di una sede centrale. Poichè, personalmente, non credo che i problemi di LeG siano di carattere esclusivamente organizzativo, ma attengano anche a quella che è stata chiamata ‘ l’ identità politica ‘ della nostra associazione, io continuo a sperare che una sede fisica centrale – sia pure di dimensioni ridotte – permanga, sì da garantire una voce autorevole il più unitaria possibile in un passaggio di cui ‘ la gravità della situazione generale e l’ insidia degli sviluppi futuri ‘ ci mostrano tutta la delicatezza.
    Giovanni De Stefanis, Leg

  • Questo E’ il MESSAGGIO!

    “La Costituzione vive dunque non sospesa tra le nuvole delle buone intenzioni, ma immersa nei conflitti sociali. La sua vitalità non coincide con la quiete, ma con l’azione. Il pericolo non sono le controversie in suo nome, ma l’assenza di controversie. Una Costituzione come la nostra, per non morire, deve suscitare passioni e , con le passioni, anche i contrasti. Deve mobilitare”
    (Gustavo Zagrebelsky)

    Non so da dove l’abbia tratto l’amico Pietro Carli da Bologna, ma è ottimo e perfetto.

    Pur emozionato dalla sua lettura, non mi vieto di puntualizzare cosa personalmente intendo per “Deve mobilitare”: non con il solito inefficace e usurato teatrino di appelli, raccolte firme, manifestaioni, discorsi pubblci nelle piazzette o nei teatri, editoriali o commenti sui social network, ma con l’efficacia assoluta del suo esercizio reale da parte della Sovranità Popolare Realizzata!

    Colga l’attimo Presidente, mio Presidente!

  • Vorrei sommessamente ricordare all’ amico Barbieri che l’ appello della scorsa primavera, in cui la Presidenza di Libertà e Giustizia lanciava il profetico allarme contro il concretissimo pericolo di ‘ Svolta autoritaria ‘, non deve essere risultato così innocuo e rituale se ha scatenato la reazione governativa che sappiamo contro i ‘ professoroni ‘ e se ha convinto il capo del gruppo editoriale più importante del paese a ‘ mollare ‘ la nostra associazione, giudicandola – evidentemente – troppo scomoda per la nuova oligarchia al potere. Le parole, quindi, quando hanno la forza di rappresentare delle idee e dei valori come quelli che…affollano la nostra stupenda Carta, sono più mobilitanti di tanti ‘ effetti speciali ‘. Perché suscitano , appunto, passioni durature più che effimere emozioni. Per chi è impegnato a tempo pieno, insomma, il problema di ‘ cogliere l’ attimo ‘ non si pone.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

  • Sig Giovanni De Stefanis,

    lei ha la fortuna di accontentarsi del “bel gesto”, de “Le parole, quindi, quando hanno la forza di rappresentare delle idee e dei valori come quelli che…affollano la nostra stupenda Carta, sono più mobilitanti di tanti ‘ effetti speciali ‘.”

    Io invece ho l’infelicità di guardare alla realtà! E purtroppo i 12 anni di impegno di L&G, 12 anni della “nostra stupenda Carta”, hanno solo accompagnato il degrado e il declino del nostro Paese!

    E non ci sono “belle parole” capaci di nascodermi la realtà corrotta, infame, vile, ignobile, iniqua, delinquenziale di un grande Paese che annovera nel suo Parlamento, luogo-istituzione dal quale dipendono le sorti di 60 milioni di Cittadini, squallidi orrori come i “senatori” Razzi e Scilipoti, e ieri Cuffaro e Cosentino, Dell’Utri e Previti, Grnovese e De Gregorio…

    E siedono dove sedettero Calamandrei ed Einaudi, De Nicola e Croce, Parri e Terracini…

    E lei si bea delle “belle parole e della stupenda Carta”…

    Ah! quanto la invidio dall’abisso nero del mio furore impotente! Quanto la invidio…

  • Non so se esistano soci senza circolo, ma certamente il mancato aggiornamento del sito e la mancata pubblicazione non dico del verbale dell’assemblea, ma più semplicemente delle principali deliberazioni di essa, dalla nomina del presidente agli obiettivi da perseguire nel 2015, non erano un bel segnale per chi dà spesso un’occhiata a queste pagine per ascoltare qualche voce fuori dal coro.
    Sui problemi dell’Associazione non mi pronuncio, essendone uscito ormai da tempo; sulla percezione di obiettivi raggiunti mi permetto di essere più vicino alle osservazioni del signor Barbieri che a quelle del signor De Stefanis. Le invettive dei potenti sono sempre una medaglia, ma la realtà sembra essere ben diversa da quella auspicata da chi ha a cuore i valori della Costituzione. La riforma procede e l’accordo tra Renzi e Berlusconi regge al di là del gioco delle parti che taluni figuranti recitano quotidianamente a beneficio del volgo e/o per occupare qualche spazio lasciato libero, perché anche nel più ferreo dei patti non si può prevedere sempre tutto.
    E più che il futuro dell’Associazione preoccupa il futuro di un Paese che rinuncia alla rappresentanza per mettersi nelle mani del piazzista più abile del momento, non importa che sia quello che si dichiara paladino dei valori della destra e del liberismo economico, o quello che dice di stare dalla parte dei giovani e dei lavoratori. Un Paese pronto a bersi tutte le panzane più incredibili purché gli vengano ammannite attraverso il mezzo giusto, ieri dalla televisione e oggi dal telefonino, e purché sia colpa degli altri: dell’euro, della Merkel, dei pensionati che rubano il futuro ai giovani, degli ipergarantiti che costringono le masse ad un eterno precariato, delle tasse, degli statali fannulloni. Tutto purché ognuno di noi possa essere in grado di puntare l’indice contro qualcun altro. E così per rilanciare l’occupazione diamo licenza di licenziare; per supplire alla mancata contribuzione delle imprese alla previdenza, ci inventiamo la guerra tra generazioni; per rilanciare la produzione diamo libertà di scempio del territorio, salvo poi piangere vittime e tasse quando la natura presenta il conto.
    Questo è il futuro del nostro Paese, e non è un bel futuro.

  • Sono amico su FB del Sig. Paolo Barbieri, ci capita di tanto in tanto di dialogare su quanto sta accadendo a questo nostro bellissimo e disgraziato paese, di quanti disastri stanno operando le nostre Istituzioni democratiche malate, avviluppate e irretite dal marciume partitocratico che negli ultimi 40 anni di storia repubblicana, ha dominato e continua dominare in Italia. Marciume e sistema che a sua volta è chiaramente succube degli, ed alimentato dagli, stessi poteri che sul finire degli anni ottanta, vollero che nella vita politica e sociale del nostro paese, venisse reintrodotto il mortale veleno del culto della personalità, veleno che nella recente storia italiana ci è già costato la buia parentesi del epoca fascista. Le discussioni e le diatribe personali tra noi hanno sempre trovato come apice, la sua impazienza e pena che oggettivamente giustamente ed umanamente non solo lui ma tanti di noi soffriamo per l’odioso stato delle cose nel paese. Sofferenza evidentemente dovuta alla sua evidente formazione culturale estremamente pragmatica e prosaica che spinge, sotto un certo profilo con ottime giustificazioni, perché si giunga a rapide e pratiche soluzioni, sui congiunturali e concreti problemi istituzionali sul tappeto. Spinge per azioni che vadano effettivamente e nell’immediato ad incidere su una situazione istituzionale sempre più precaria. Io, che in qualche maniera ho l’immodesto e presunto merito, ma questo lo dirà il futuro, di aver pensato e voluto la nascita dell’Associazione S.O.L.E. Società Onesta Libera Etica, in un serrato dialogo, con lo stesso mi sono dialetticamente anche scontrato con lui, proprio per via della sua ansia del fare, e non mi sarei mai immaginato di dovermi trovare convintamente dalla sua parte, per convenire su una sua chiarissima presa di posizione e difenderla. Per questo caro Signor Giovanni De Stefanis mi rivolgo a lei pur non conoscendola, ma sperando che questa discussione venga letta, intesa e tenuta nella dovuta considerazione da parte dei Presidenti di L.&.G Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti. Lei, e mi perdoni per i termini, con una certa leggerezza e prosopopea, nella sua risposta all’amico Barbieri sembra voler decantare come significativi successi dell’azione di L.&.G la reazione, dell’attuale porco ed incostituzionale potere, per la questione dell’attacco e gli sfotto ai professoroni ( cosa che per qualsiasi regime anche il più moderato che si rispetti, è il minimo sindacale contro ogni lievissima o fievole che dir si voglia obbiezione ) ed addirittura indica come successo qualche cosa che ha il sapore di uno scandalo dato dalla protratta presenza fino alla scorsa primavera, quando indica come successo il fatto che solo così di recente udite ! Udite !! Il capo del gruppo editoriale più importante del paese ha mollato L.&.G, ed afferma questi presunti successi senza rendersi conto che per via dell’immane volume di oltraggi arrecati alla nostra Carta Costituzionale, in presenza di ferme ed intransigenti reazioni, fermissime condanne e preciso sdegno di L.& G verso i fautori di questi attacchi, costui o un suo predecessore sarebbero stati costretti a mollare rapidamente ed un bel po di anni prima l’Associazione stessa, per via della loro ignavia nei confronti di un corretto ed etico servizio ai cittadini, in quanto artefici, operatori e pieni rappresentanti di un sistema dell’informazione assolutamente genuflesso ed asservito ad un potere dominante sempre più autoritario ed antidemocratico. O ce da sospettare che per ragioni di interessato opportunismo (a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca) dato il fatto che ai vertici di L.&.G sono attivi molti intellettuali che dall’espressione e dalla pubblicazione del loro pensiero attraverso il mondo dell’informazione, traggono pane e companatico quotidiano, non si è voluto affondare i giustificatissimi e dovuti fendenti, come un coltello nel burro, verso una classe dirigente incapace ed indegna, quando addirittura non criminale, per paura di compromettere l’individuale” particulare meo “di guicciardiniana memoria ? L’amico Barbieri davanti all’esposizione degli obbiettivi di S.O.L.E. riconoscendo agli stessi le caratteristiche di una vera e propria rivoluzione culturale, ha riscontrato in qualche modo a ragione, il difetto della lunghezza dei tempi per la realizzazione del nostro progetto, cosa che anche noi riconosciamo, anche in virtù del fatto che non disponiamo di soci che siano personaggi carismatici e di rilievo in grado di muovere significative masse di cittadini. Ecco perché gli ho convintamente confermato il favore ed il sostegno mio personale e quello di S.O.L.E. nel merito del suo preciso progetto per il tentativo di attuare una Sovranità Popolare Realizzata , che rappresenterebbe un primo ed importantissimo passo per riuscire in futuro ad affidare in modo democratico, autorevole e reale il vero potere nelle mani del popolo italiano. Non voglio in questa sede disquisire o stigmatizzare dichiarazioni e strategie discutibili in merito alla manifestazione dell’autunno 2013 in difesa della Costituzione, sulle brillanti e non apertamente condannate assenze in quell’occasione di CGIL ed ANPI nazionali, sulla mancata e diretta accusa al P.D. quale maggiore artefice dei più recenti attacchi ai fondamentali principi e capisaldi della Costituzione ed alla struttura istituzionale della nostra Repubblica parlamentare. Ma certamente pur non essendo un aderente a L.&.G condivido in pieno lo spirito di quanto fervidamente auspicato da Barbieri, per questo pure io chiedo ai vertici di L.&.G anche se non sono miei presidenti di cogliere l’attimo, invitandoli a trovare il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, il coraggio di mettersi in gioco, di rischiare a livello personale e delle loro prerogative, di mettersi in gioco e voler conoscere, approfondire e tentare di attuare ciò che Paolo Barbieri intende promuovere, ricordandolo loro che ” Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur “, i miei più distinti saluti. Giorgio Poidomani

  • Se la /le crisi attuali impongo modifiche organizzative dell’associazione,queste ben vengano,mi auguro che vengano fatte da persone volenterose, capaci e competenti, che possano far si che LeG , i suoi aderenti e simpatizzanti, continuino a portare il loro piccolo ma importate contributo al dibattito politico in questo paese dove sempre meno vi è la possibilità di trovare spazi autonomi dove esprimere apertamente posizioni diverse da quelle dominanti la cultura del potere.Continuare a mantenere questo spazio di Libertà, dove poter dire ciò che poche altre associazioni,soggetti dicono,aiuta quelle parole ad avere più forza,anche se dobbiamo sempre avere bene presente il fatto che il paese a cui ci rivolgiamo è un paese “difficile”divenuto a volte sordo ai richiami anche più forti ,non facciamoci troppe illusioni,sarà ,quello di persone come noi ,un lavoro lungo e non certo di risultati a noi graditi,ma non per questo meno importante.

  • Signor grc i miei complimenti, sottoscrivo in pieno tutto ciò che lei scrive e condivido il suo senso di impotenza e di disgusto verso la neo-lingua (e i neo-concetti) che ha appestato, corrotto e svilito la nostra esistenza negli ultimi vent’anni di codardia della sinistra. Perché solo una sinistra codarda e fellona ha potuto consentire di eliminare dalla cittadinanza politica le idee di uguaglianza sociale, diritti civili e – molto più semplicemente – di onestà intellettuale che dovrebbero caratterizzare una sinistra degna di questo nome. Invece è stato distrutto un patrimonio intero di persone e di ideali, anche se molto spesso le persone (i cittadini) si sono disinteressati di questo spreco, avendo la mente ammorbata da idiozie come l’ultimo modello di cellulare, l’auto super-veloce e quant’altro. E oggi alcuni si trovano in brache di tela, senza sapere neanche chi ringraziare del fatto che nessuno si fa portatore delle loro istanze. Peraltro molti cittadini sono pronti ad individuare nuovi “nemici” in ogni categoria umana, dall’extracomunitario, al cattivo tedesco che ci bacchetta per il debito pubblico o, come dice, lei dal pensionato (che vive alle nostre spalle!) al garantito (che non ci fa entrare nel mondo del lavoro!), in un orgia di “sano realismo politico” che fa a pugni con un appena sufficiente buon senso. In un mondo del genere (pessimo davvero, come lei dice) ne abbiamo sentite di tremende e, temo, ne sentiremo ancora. Nonè italiano, ma ha sentito Tony Blair dire che Milliband “è troppo di sinistra e il ceto medio si spaventa?”. Pensi i nostri polici di sinistra come si adegueranno immediatamente a tale fecondissimo pensiero.
    In quanto ad LeG, è triste dirlo ma le buone parole (e lo sono veramente, non c’è che dire) e i buoni intenti (idem) non sono sufficienti a spostare di una virgola la bilancia. La libertà e la giustizia non si conquistano (o difendono, riprendono) solo con delle profonde e alte dissertazioni (di cui c’è bisogno, sia chiaro) ma anche, e soprattutto, muovendosi in prima persone, perché in politica chi non c’è (come chi non vota) delega gli altri a tracciare la strada.

    Buon anno a tutti

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