Riforme costituzionali: il calendario alla Camera

costituzioneEcco il calendario della Camera dei Deputati sulle riforme costituzionali: domani e dopodomani, 18 e 19 novembre, dovrebbe terminare la discussione generale e entro il prossimo 24 novembre alle ore 12 devono essere presentati gli emendamenti al testo.
Tra il 10 e l’11 dicembre inizia la discussione e votazione in Aula.

Il disegno di legge

Schede di lettura: Superamento del bicameralismo paritario e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione

5 commenti

  • Egegio Guglielmo Wurzburger,

    gli unici Dei che possono salvare la nostra Costituzione, sono proprio i di Lei Padri, che ci hanno lasciato gli strumenti di EFFICACIA ASSOLUTA” per intervenire DIRETTAMENTE, senza intermediari e delegati mediocri, incapaci o complici, nelle vicende della plolitica del Paese.

    Ma pare proprio che anche le migliori elites del Paese, i pensatori più vicini ai Costituenti, non vogliano brandire concretamente quegli articoli capaci di cacciare i barbari da Roma, meglio della spada di Camillo con quelli di Brenno, certamente meno disastrosi!

    Preferiscono predicare nelle piazzette e nei teatri, sui giornali e sui libri, dove li ha emarginati la casta più villana e aggressiva!

    Una scelta più consona al loro essere “ceto colto e riflessivo”, ma chiaramente insufficiente al cambiamento e alla difesa della Carta, come ad opporsi ad un PdR scelto al Nazzareno!

    Fortunato quel Paese che non ha bisogno di Eroi!

    Sfortunato quello che, avendo bisogno di Cittadini anche pugnaci, non ne trova!

  • Grazie per averci edotti sulla tabella di marcia. E adesso che facciamo? Blocchiamo telepaticamente le le così dette riforme?

  • Eh sì, cara Giovanna!

    E’ un continuo lancio di “ALLARMI” senza che poi segua la benchè minima ricerca di una via d’uscita realmente efficace!

    Pare si persegua solo un innalzamento dell’angoscia! Veramente non riesco a capire…

    E rimembro ancor quel “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE” del 16 giugno 2011 a firma Sandra Bonsanti…

  • Credo che la minoranza Pd dovrebbe seriamente riflettere sull’opportunità di una scissione definitiva. Si bloccherebbe l’iter di questo sconcio e dell’altro sconcio Italicum. Si voterebbe col Consultellum, che quantomeno non ha premi di maggioranza e permette di scegliere i candidati. La sinistra Pd potrebbe presentare una propria lista, ottenendo voti e seggi. E magari sarebbe contento persino Renzi, che avrebbe una scusa per andare a votare. Probabilmente vincerebbe lo stesso, ma in un quadro di rispetto della sovranità popolare. E dovrebbe comunque concordare con interlocutori ben diversi da quelli del famigerato Patto eventuali riforme.

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