Ci risiamo

quirinale02Ci risiamo.
Ci risiamo a quel clima orrendo che ha segnato la storia tragica della nostra Repubblica. Ci risiamo al 1992 ma non soltanto… speriamo di no, muoviamoci affinché non sia così. Ma quelle frasi tremende sul tritolo “che è già arrivato” per Nino Di Matteo, gli avvertimenti al Procuratore generale Roberto Scarpinato, e quel clima speciale che si stabilisce all’interno delle istituzioni appena si avvicina l’elezione del Presidente della Repubblica, non può non destare allarme. E la situazione è tanto più grave in quanto cominciano quei disordini sociali che sono così facili da infiltrare e indirizzare verso finalità oscure. Mentre il Paese è governato da chi disprezza la trasparenza e il Parlamento e predilige accordi riservati.

Come se non bastasse sono riapparsi sulla scena personaggi legati al nostro passato più controverso: vedi la presenza di Michael Ledeen, storico e giornalista americano, fortemente legato all’intelligence Usa, dichiarato “indesiderabile” negli anni ottanta e tornato in auge prima con Berlusconi e ora con Matteo Renzi e Marco Carrai.

C’è di che essere fortemente preoccupati.

E’ come se il nostro Paese non volesse mai lasciarsi alle spalle quella posizione di ancella fedele e sottomessa che accettò sin dal primo dopoguerra. La subalternità forse ci piace, ma a me pare rischiosissima soprattutto quando il potere è nelle mani di pochissimi, e la democrazia costituzionale è derisa e ignorata.

In questo clima la nuova commissione sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro ha speditamente imboccato la strada dell’influenza avuta dalla Cia (ed eventuali altri servizi) nella gestione e nel finale dei 55 giorni. Sono cose antiche, si dirà. Ma come ci ha insegnato l’intramontabile Bobbio, se ciò che è oscuro non si chiarisce è destinato a perpetrarsi. Noi abbiamo alle spalle un passato di non verità e un esercito di morti ammazzati in stragi rimaste senza giustizia.

Faccio un esempio: io sono assolutamente convinta (anche perché ricordo le esternazioni di alcuni dei protagonisti di allora, come Mannino) che la trattativa tra mafia e Stato ci fu. Ma chi rappresentava lo Stato, in questa trattativa? Davvero lo stratega fu il presidente Scalfaro come affermano oggi comodamente alcuni testimoni, o c’è ancora da scavare sui protagonisti di quella tragica vicenda? Certamente in parte lo Stato era rappresentato da chi trattava con Ciancimino ecc. , ma i veri politici coinvolti chi furono?

Mi torna spesso in mente una risposta che mi dette Scalfaro quando gli feci una domanda che per molto tempo non avevo avuto la possibilità di fargli. Era il 24 gennaio del 2011 ed ero andata nel suo studio di Palazzo Giustiniani per registrare, con Enrica Scalfari, un video che Libertà e Giustizia avrebbe proiettato alla manifestazione del Palasharp per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Ero rimasta sola col presidente mentre si preparavano le attrezzature e gli chiesi:”Perché il 3 novembre del ‘93 a reti unificate lei disse quel celebre “Io non ci sto”?”.

Una domanda improvvisa, una risposta immediata: “Volevano farmi fare cose che io, magistrato, non potevo fargli fare”. Tutta l’intervista che segui fu un inno alla magistratura e al dovere di assicurarne l’autonomia. Non dimentico le sue parole e mi chiedo se fu davvero lui ad allentare la morsa sul 41 bis oppure se volevano quello ed altro da lui: chi “voleva”? Io non lo so, ma ricordo che in quei mesi il Quirinale, il Presidente e la figlia Marianna, erano accerchiati dalla morsa dei servizi, regolari o deviati.
E ricordo le minacce della Falange armata oltre che la lettera dei familiari della mafia. Insomma, non mi convincono le accuse dei Martelli e Amato. Così come non mi hanno mai convinto Mancino e Mannino. E mi piacerebbe che si indagasse oltre, anche perché la verità ci serve a capire cosa sta succedendo oggi. Che gli uomini al potere sono altri, ma che il ricatto della non giustizia fatta continua a pesare e forse ancora a indirizzare molto più di quanto ci appaia giorno dopo giorno, tweet dopo tweet. E il papello del primo Nazareno è tuttora segreto in qualche armadio della vergogna.

7 commenti

  • Egr. Prof..ssa
    come lei ben saprà, il nostro Paese ha perso la sua sovranità per tutta una serie di ragioni, non ultima la viltà di chi ci vorrebbe rappresentare a 20.000 (diconsi ventimila €uro/mese).
    Per riacquistarla abbiamo bisogno di tornare a credere in qualcosa, di avere, quantomeno, un senso di appartenza comune. Di riacquistare un minimo di amor proprio.
    Dal momento che, la nostra società è fortemente lacerata al suo interno, il saccheggio di diritti, può continuare indisturbato.
    O aumenta nella gente, la consapevolezza del momento storico “particolare”, o la partita è persa in partenza.
    Purtroppo.

  • Ho sempre considerato Scalfaro il miglior Presidente della Repubblica e ricordo il suo affanno per la Costituzione minacciata e il suo tentativo di rafforzare le norme di salvaguardia x sottrarla al tentativo di distruzione. Alla fine del mandato girò l’Italia per spiegare ai semplici cittadini quello che stava succedendo. Venne anche nella mia città e offrì la miglior lezione di Storia cui io abbia mai assistito e offrì il suo esempio di testimone diretto dei lavori di stesura e varo della nostra Carta. Penso che se tutti i politici avessero un decimo del suo senso del dovere, della sua onestà e della spessore morale, non saremmo in queste condizioni e la Costituzione non sarebbe in pericolo. E non lo sarebbero nemmeno Di Matteo, Scarpinato e tutti gli altri. Ho isto il film di Sabina Guzzanti e mi hanno meravigliata le rivelazioni sul Presixente Scalfaro e, dopo giorni di riflessione, la mia fiducia non è mutata: x anni ho ritenuto Pertini responsabile di aver lasciato attecchire Craxi nel partito di Nenni e di avergli dato l’incarico di primo ministro; leggendo Il gioco grande del potere, di Sandra Bonsanti, ho capito che grazie a lui e a dei vecchi come lui ci siamo scampati cose peggiori. Ho ancora l’immagine di un vecchio angosciato, che grascorre le notti in ospedale x assistere il moribondo Ugo La Malfa, piangendo l’amico che lo lasciava a combattere da solo tra ‘tra gli sciacalli’ che ordivano trame oscure. Sarebbe interessante sapere cosa ci ha risparmiato Scalfaro e contro chi e cosa ha combattuto per evitare di fare le cose che gli attribuiscono ora.

  • Grazie,Presidente di rinfrescarci la memoria.
    Non c’è da stare allegri e festanti,nel gioco politico odierno a rimpiattino delle parti che governano e di aperta derisione quotidiana dei fondamenti costituzionali repubblicani della nostra vita civile,elaborati dopo qualche anno dalla cessazione delle rovine e dei lutti prodotti da vent’anni di regime monarchico-fascista,demolitore del dissenso e guerrafondaio,mentre assistiamo inebetiti alla rivalutazione storica soft di quel regime da parte della nostra televisione pubblica e di gran parte dei giornali,che godono di contributi pubblici.

    t.3071

  • Ma perché presidente Bonsanti continua con analisi e commenti inefficaci e non prova a proporre azioni concrete per cambiare quei destini che sembrano ineluttabili?

    Lei che nel 2006 guidò il comitato per il referendum contro le modifiche alla Costruzione, perché non promuove oggi, nel solco della Carta un’azione di Democrazia Diretta Propositiva per prevenire le violenze che si stanno preparando?

    E nello stesso tempo far pesare la nostra azione immanente su tutti i disegni contro la magistratura, come contro ogni riforma studiata al Nazzareno, come sul nuovo PdR?

    Perché non se ne vuole neppure parlare? Eppure il compianto prof. Vittorio Grevi, raggiunto dalla mia mail in quanto socio onorario diL&G, sollevò la cornetta e ne volle discutere per alcuni minuti, Lui, un luminare del diritto! E fu l’unico di tutti, a dimostrare grandezza ed umiltà!

    E chiuse il dialogo con un promettente: “Ne parlerò con le mie frequentazioni e le farò sapere! A presto!”

    Ma seppi solo, dopo poco, della gave patologia che lo colpi sottraendolo al Paese e a noi.Ma il Suo avallo resta valido!

    Perché NO! Presidente?

    Lei che pure ipotizzo di “Costruire la Rivoluzione”? Perché NO?

  • Appunto. Parole parole ma nessuno che proponga ai cittadini una via concreta da percorrere. La raccolta di firme del Fatto, che fine ha fatto? Si potrebbe organizzare in tutti i Comuni una petizione a Napolitano x sottrarre la Carta al macero, si potrebbero appendere striscioni ai balconi o che so io ma qualcosa bisogna fare prima che si rassegnino anche gli italiani attualmente vigili e preoccupati.
    In Parlamento c’è una sola forza politica che difende la Costituzione e cioè il Movimento 5Stelle ma è isolato e boicottato dalla stampa. Nonostante gli autogoal e gli errori commessi, bisogna riconoscere che Grillo ha detto fin dall’inizio della legislatura una cosa sacrosanta: questo Parlamento eletto col porcellum non può toccare la Costituzione nè la legge elettorale, ma tutti fanno finta di niente e continuano imperterriti nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, perchè, come Bertoldo, stanno scegliendo senza alcuna fretta l’albero a cui essere impiccati. Grillo disse da aprile 2013 che non era necessario aspettare la formazione di un nuovo governo per liberarci dal porcellum: bastava che in nuovo parlamento ne votasse l’abrogazione e automaticamente saremmo tornati alla precedente legge elettorale, risparmiando al Paese i ricatti, i nazareni, e forse anche il renzismo.

  • Cara Giovanna,

    occorrono azioni concrete ed EFFICACI E COERCITIVE! Non solo dimostrative!

    E solo l’esercizio della Costituzione ce le può consentire, con la Sovranità Popolare Realizzata che esercita la Democrazia Diretta Propositiva!

    Le azioni dimostrative non hanno nessun effetto, come le cronache evidenziano!

    Bisogna aggiungere alla forza bruta della Carta la forza essenziale del pensiero degli ultimi Grandi della Repubblica, come, ma non solo, i proff. Rodotà, Settis, Zagrebelsky!

    Solo così il Paese potrà risollevarsi!

    Prsdete Bonsanti! è forse anche Lei prigioniera dei famosi e fumosi “poteri forti”? È per questo che non può fare il passo avanti necessario?

  • Gent.ma Sig.Franca
    vorrei porle un quesito…..sapendo, credo e spero,quale sara la risposta.
    La domanda è questa..Per quali motivi gli Usa hanno guerre in mezzo mondo , molte volte giustificate con motivazioni oggettivamente ridicole e inventate( ricordera quel generale americano alla vigilia dell’intervento dopo 11 settembre,in Iraq che mostrava quella boccettina che secondo loro(usa) se non sbaglio conteneva antrace e della stessa Saddam Ussein
    aveva grosse scorte e che le avrebbe usate come armi chimiche salvo poi ammettere che non era vero e che le varie intelligence si rimpallavano come errore) la risposta immagino sia ..per il potere ..per letteralmente comandare sul resto del mondo, tutto cio che si frappone fra loro (usa-leggi anche massoneria holding etc etc) ed il potere deve essere eliminato.Ora rifletta con me quale altra organizzazione ( o quante altre) possiede tanto potere economico da poter frapporsi tra gli usa ed il potere assoluto?La criminalita organizzata mondiale.Ora Lei pensa che veramente esiste o esistono tali organizzazzioni che possono impunemente opporsi al potere americano?Io la risposta me la sono data ………secondo Lei qual’è?Se è quella che penso capirà allora lo Stato con chi e attraverso chi doveva patteggiare.Riina?Provenzano? cordiali saluti

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