L’insopportabile cinismo dello Sblocca Italia

sblocca_italia“Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere”.

(Tomaso Montanari, Presentazione di Rottama Italia – Perché il decreto Sblocca Italia è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro)

L’Italia è il paese dei dissesti ambientali che fanno vittime ogni anno, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva, della Solvay che con l’aiuto delle amministrazioni locali ha ridotto a discariche di veleni le più belle spiagge toscane, dei cornicioni di incuria che crollano dai vecchi palazzi e ammazzano i bambini, delle rovine di Roma e di Pompei che vanno in briciole. Ha una capitale che affoga nell’immondizia, dove a volte pascolano i maiali. È sconciata dalle cementificazioni (otto metri al secondo di consumo del suolo), dalle grandi opere inutili che sventrano le montagne o sfigurano le lagune, dalle autostrade che sfasciano quel che resta di fragili paesaggi celebrati nel mondo (celebrati sulla base ormai di photo shopping che cancellano le brutture), dalla sistematica distruzione dei litorali, delle dune, delle pinete che vi si affacciano, della demenziale proliferazione dei cosiddetti porti turistici, puri pretesti all’edificazione sfrenata, finanziati a volte addirittura coi soldi pubblici stanziati per la difesa dei litorali dall’erosione marina. Se dovessimo proseguire l’elenco consumeremmo troppe pagine ancora.
Ma c’è un aspetto di questo fenomeno – l’apatia, l’indifferenza al male – che ne dice il peculiare aspetto di mentalità, l’aspetto che sembra culturalmente specifico del nostro paese – oggi. E per questo può servire la piccola frase di un Presidente del Consiglio che di mentalità vincenti se ne intende assai bene. Eccola nella sua interezza.
“’Sovrintendente’ è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?”.

Questa frase – un paradigma di cinismo, speriamo inconsapevole – parla dell’istituzione posta a difesa del patrimonio culturale della Repubblica, anche in ottemperanza all’Art. 9 della nostra Costituzione. Proviene dal libro di Matteo Renzi, Stilnovo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter, Rizzoli 2012.

Dice con quale spirito il Governo si appresta a varare il decreto Sblocca-Italia.
Ogni cittadino oggi dovrebbe informarsi – lo aiutano in questo gli autori di Rottama Italia: Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio Di Lucia, Salvatore settis e Tomaso Montanari. Dovremmo prestare un po’ d’ascolto a queste ultime sentinelle nella notte.

Un contributo – di discussione, di informazione, di proposta – anche sulle iniziative che si potrebbero prendere per fermare questa deriva – può venire da ciascuno di noi: perché infine è di tutto quel che ci resta, che si tratta. Del volto stesso del paese, di ciò che resta della sua bellezza, della sua memoria. Che oggi non vuol dire solo il suo passato, con le sue povere antiche ossa che vanno in polvere. Vuol dire anche ciò che rimane ai nostri figli, al loro futuro. Il tesoro che ci si appresta a distruggere del tutto.
Il futuro, appunto – non solo il passato.
Come leggiamo fin dalla prima pagina di Rottama Italia:
“Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro”.

13 commenti

  • Desidero richiamare l’attenzione su un punto che, a mio parere, rende più difficile l’agire in difesa dell’ambiente e non solo: il trasformismo degli eletti. Con il consolidarsi dei partiti personali e il sempre più diffuso cambio di casacca, nascondendosi dietro il principio costituzionale dell’assenza dell’obbligo di mandato, si hanno ora – per esempio – parlamentari eletti sulla base di programmi rispettosi dell’ambiente (al punto da riportare il termine Ecologia nella ragione sociale) ora sostengono la maggioranza in tutte le sue proposte compresa la Orte -Mestre. Iniziativa che di fatto distruggerà il valore naturalistico delle Valli di Comacchio e il ruolo ecologico di una delle zone umide più importanti d’Europa.

  • Ad ogni rigo la lettura mi riporta alla Sua riflessione pubblicata qui il 16 giugno 2011 su questi spazi, che titolava “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE”e si chiudeva bellissimam ente:

    “Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.

    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Cosa aspettiamo Presidente Bonsanti? Non possiamo aspettare di dover dire: “E’ finito tutto! ….non mi faccia dire altro!”

    Ne porteremo un grande rimorso perenne!

  • Condivido il senso dell’articolo, ma la descrizione è eccessiva. Il catastrofosmo ambientale è controproducente, da l’idea che che non ci sia più nulla da fare.

  • Pare certo che nel DEF sia previsto più di 1 miliardo di € per la società del ponte di Messina. Obrorio su obrobrio.

  • Cosa possiamo aspettarci da questo governo di incompetenti e quì mi fermo, quando alla presentazione dello sblocca italia il ministo lupi ha affermato che la prima opera da fare è la linea ferroviaria a.v. Napoli – Bari.
    E’ proprio vero che la madre degli imbecilli è sempre incinta.

  • Non conosco con precisione il contenuto dello Sblocca Italia, ma il metodo di governo usato da Renzi mi sembra troppo simile a quello già usato in passato da Berlusconi, con il conseguente rischio che la sua attuazione consenta di soddisfare gli interessi di singoli imprenditori, anche quando NON coincidono l’interesse generale. Non capisco infatti perché mentre si afferma di voler cambiare l’Italia, anziché rivedere le procedure burocratiche attuali, complesse e rallentatrici di qualsiasi operazione da realizzare, si preferisca consentire di AGIRE AL DI FUORI DI QUALSIASI REGOLA, CONSENTENDO DI FATTO, DI PROCEDERE FAVORENDO INTERESSI PARTICOLARI, A DANNO DELL’INTERESSE GENERALE. Così si aprirebbero ulteriormente le porte alla corruzione. Inoltre, durante i sette mesi di governo, Renzi ha messo all’ordine del giorno molti provvedimenti divisivi, sui quali la gente si è scontrata, distogliendo l’attenzione da ciò che veniva poi fatto realmente. In questo modo NON si cambia l’Italia. Un vero cambiamento sarebbe stato ottenuto 1) SEMPLIFICANDO LE PROCEDURE BUROCRATICHE e con 2) UNA VERA LEGGE ANTICORRUZIONE. Così si sarebbe ottenuto anche il risultato della RAPIDITA’ DELLE DECISIONI (senza ricorrere a modifiche della Costituzione) e ci sarebbero state delle procedure burocratiche più semplici il cui UNICO SCOPO AVREBBE DOVUTO ESSERE QUELLO DI GARANTIRE IL RISPETTO DELLA LEGALITA’ e la realizzazione veloce di provvedimenti veri di cambiamento del nostro Paese. Preferisco non chiedermi perché non si è fatto così.

  • Ma perchè NESSUNO riprende e commenta “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE” che la Presidente Bonsanti pubblicava qui il 16 giugno 2011? e si chiudeva bellissimam ente:

    “Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.

    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Di cosa abbiamo timore? Persino della sola “parola Rivoluzione”? Vuol dire solo “cambiamento ampio e profondo e in tempi brevi” ed è tutta da qualificare con gli aggettivi giusti come ha fatto la Presidente!

    Sosteniamola!

  • Un Paese incolto, senza memoria, è destinato a rivivere le tragedie del passato.
    Occorrerebbe (ri?)acquistare coscienza di sé, responsabilità individuale e sociale, “vaste programme” per un Paese intento a tweettare, ad ascoltare informazione senza contenuto, in cui i maitres à penser non trovano spazio.
    Occorrerebbe una scuola che formasse e non informasse; così nel giro di tre-quattro generazioni potremmo dire d’essere sulla strada giusta.

  • La politica demenziale di questo governo, vero erede politico di quello berlusconiano al quale si ispira, è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo reagire con forza, facendo sentire il nostro dissenso in tuttte le sedi e con tutti i mezzi. Cominciamo con il denunciare questoi scempio a tutti i principali organi di stampa nazionale e poi amplifichiamo la denuncia coionvolgendo il FAI, Italia Nostra, le amministrazioni locali e tutti quei soggetti che hanno a cuore il futuro di questo disgraziato paese.

  • Purtroppo, lo sfacelo si poteva prevederlo: da sindaco, Renzi, per far soldi, voleva …”prostituire” gli Uffizi

  • Credo oramai inutile ogni intervento verbale o virtuale atto a scongiurare la crisi profonda che lo Sblocca Italia partorirà sopratutto in seno ambientale , la sempre crescente fame di energia mescolata alla sconsiderata avidità dei nostri Politici ha fatto sì che il topolino partorisse il mostro , noi tutti ne abbiamo colpa ,per il nostro,lassismo,per il nostro atavico senso di appartenenza , il nostro servilismo,la nostra mal celata vigliaccheria divenuta oramai sinonimo di Italianità nel mondo intero ,tutto questo ha permesso ad un gruppo di Faccendieri,Politici,Banchieri senza scrupolo di hacherare il sistema pubblico Italiano,infettando le istituzioni dal di dentro , permettendo al secondo stato quello storicamente chiamato Governo Ombra di Assurgere e rivelarsi .
    E siccome ha permeato le sue spire in ogni campo della vita Politico Economica quella ,Giuridico Amministrativa, fino a detenere saldo il potere sull’informazione e sulle forze Armate del paese , onestamente non vedo la possibilità se non in un’atto di Eroica Risolutezza e di enorme sacrificio di tutta la società civile Italiana.

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