Riforme, da LeG Bologna la proposta di un coordinamento nazionale

Costituzione_330pxIl 4 ottobre nell’ambito dell’incontro organizzato dal Circolo di Libertà e giustizia di Bologna su: Le riforme costituzionali ed elettorali al tempo del governo Renzi sono intervenuti: Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, i docenti Nadia Urbinati e Gaetano Azzariti, i senatori Maria Mussini, Lucrezia Ricchiuti, Francesco Campanella e rappresentanti di associazioni e movimenti.

Nell’incontro si è sottolineato, tra l’altro:

  • come la riforma del Senato, proposta dal governo ed elaborata in un gruppo opaco, non abbia una sua coerenza interna, mischiando volutamente e confusamente più modelli al fine di sbilanciare i poteri dello Stato a favore dell’esecutivo;
  • che la proposta di legge elettorale conferma il suddetto fine;
  • che Gustavo Zagrebelsky aveva proposto una riforma che optava per un modello di Senato come custode dei valori, proposta non presa in considerazione;
  • che un Senato non eletto dai cittadini tradisce lo spirito della Costituzione, lasciandola in mano a poteri delegati e sposa l’idea del Sindaco d’Italia, che è il capo del partito di maggioranza.

A conclusione si è proposto:

  • di elaborare un Documento-Manifesto intorno al quale unire tutte le forze disponibili per costruire in modo propositivo una riforma alternativa che parta dalla cittadinanza;
  • di creare un coordinamento nazionale di un Movimento che supplisca all’assenza dei partiti;
  • di incalzare i parlamentari evidenziando le incoerenze della riforma e chiedendo loro di rispondere nel merito, rendendoci però disponibili a sostenere la loro difficile opposizione in Parlamento;
  • di prepararsi ad un eventuale referendum cercando punti in comune anche con forze politiche con cui non abbiamo mai lavorato.

I video dell’incontro a cura di Pietro Carli, socio di LeG

Sandra Bonsanti
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Maria Mussini
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Francesco Campanella
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Lucrezia Ricchiuti
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Gaetano Azzariti
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Nadia Urbinati
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Monica Mannozzi (Comitato nazionale Anpi)
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Sandra Bonsanti (Conclusioni)
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13 commenti

  • Elaborare un alternativo progetto di riforma che dovrebbe poi essere varata da chi?! Ricordiamoci che in parlamento ci stanno persone nominate con elezioni fuori-legge, i cui compiti dovrebbero limitarsi a indire al piu’ presto nuove elezioni con legge leettorale non manipolata da loro. Volete tenerli li intanto che viene elaborato, discusso in Parlamento e varato un nuovo progetto di riforma costituzionale???!!! Faranno come bertoldo, che doveva scegliere l’albero cui essere impiccato e che guarda caso non lo trovava mai.
    Giovanna

  • Forse è un problema solo terminologico ma l’ idea di un ‘ Coordinamento nazionale ‘ di un Movimento che supplisca all’ assenza dei partiti mi sembra assolutamente estranea alle ragioni fondative e agli obiettivi e/o finalità di ‘ Libertà e Giustizia ‘.Che – non ho certo bisogno di rammentarlo agli amici di Bologna che ben conoscono il manifesto costitutivo di LeG – ha la sua originalità e il suo connotato identificativo proprio nel non essere un partito, nel non volerlo diventare, del non puntare a sostituire i partiti di cui – malgrado incoerenze e tradimenti – si riconosce ‘ il ruolo di
    rappresentanti di valori, ideali e interessi legittimi ‘. Ruolo, del resto, cui i padri costituenti hanno dedicato un articolo, il 49, cui è arrivato il momento di dare finalmente attuazione. Perché il problema – anche se può sembrare paradossale – non è nell’ assenza dei partiti. E’ nella loro presenza fin troppo ipertrofica e polipesca in ogni ganglo della vita sociale ed economica del Paese senza che a questo enorme e incontrollato potere corrisponda una autentica e credibile rappresentatività . I recenti dati sulla disaffezione degli iscritti del maggiore partito del paese sono la prova più eloquente che gli attuali partiti detengono il potere in una accezione oligarchico-autoreferenziale mentre sono fragili e deboli dal punto di vista della democrazia . Intesa sia come metodo organizzativo interno sia come strumento di effettivo coinvolgimento ( o partecipazione )dei cittadini ” all’ organizzazione politica, economica e sociale del Paese “.
    Chi ama la democrazia, quindi, deve impegnarsi non a sostituire i partiti o a farne di nuovi, ma a fare nuovi , cioè a rinnovare profondamente , in senso democratico, i partiti esistenti affinché superino la sterile e moralistica indignazione – tanto di moda – e tornino ad essere laboratori di idee e di ideali condivisi.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • giovanni de stefanis: “Chi ama la democrazia deve impegnarsi non a sostituire
    ………………………………….i partiti o a farne di nuovi, ma a fare nuovi, cioè a
    ………………………………….rinnovare profondamente, in senso democratico, i
    ………………………………….partiti esistenti affinché […..] tornino ad essere
    ………………………………….laboratori di idee e di ideali condivisi”…………………………….

    Signor de stefanis,

    nemmeno Giorgio Napolitano – che in fatto di faccia tosta detiene il primato
    almeno Europeo – ha avuto più il coraggio, negli ultimi due anni, di pronunciare la parola “rinnovamento” riferita ai Partiti Italiani.

    Può agevolmente immaginare, quindi, come io abbia sobbalzato dalla sedia nel leggere la Sua visione di un parassita che diventa formica.

    Perché questo è ciò che Lei auspica: che la piramide partitocratica, in cui si riflette l’intera realtà parassitaria Italiana di oltre venti milioni di elettori, tutto d’un tratto veda la luce di Damasco e si converta all’idea e all’ideale del “lavoro”.

    Voglio dire….. sognare ad occhi aperti è bello, ed anche necessario. Ma dissociarsi dalla realtà è tutta un’altra cosa: si rischia di prendere una di quelle cantonate che lasciano il segno per tutta la vita!

    Con le mie più vive cordialità.

  • Rita Vella: “A conclusione si è proposto:

    * di creare un coordinamento nazionale di un Movimento che supplisca
    ………..all’assenza dei partiti”………………………………………………………

    Signora Vella,

    non sono del tutto certo di aver capito correttamente questa specifica proposta, ma se si intende la creazione di un nuovo Movimento rigorosamente concepito come alternativo all’intero arco partitocratico, e – vista la di già presenza del M5S – come suo potenziale compagno di governo, in questo caso ritengo che questa proposta possa considerarsi la più rilevante delle rimanenti.

    Il M5S, infatti, manca al momento – e temo continuerà a mancare nel prossimo futuro – di “concretezza progettuale”. Ora, se questo deficit potesse essere in qualche modo colmato da un Movimento gemello – gemello nel senso di condividere pienamente l’impossibilità oggettiva di una qualsivoglia collaborazione con i Partiti – allora io penso che un simile nuovo Movimento avrebbe la potenzialità reale di attrarre la fiducia di una considerevole parte dell’Elettorato che – per motivi diversi – non ha fin qui votato, né voterà mai, il M5S così com’è nella sua realtà presente.

    Credo fermamente che questa sia una proposta di grande potenzialità, in termini di sboccare il Paese dal tragico – e mortale – impasse delle larghe intese.

    Desidero augurarmi che i Vertici di Libertà e Giustizia accorderanno a questa proposta tutta l’attenzione necessaria perché essa diventi presto realtà.

    Molto cordialmente.

  • Mi sono solo permesso, sig.Mirabile-Caruso, di ricordare a noi tutti che i partiti sono previsti in Costituzione con una precisa funzione : quella di consentire a tutti i cittadini di ‘ concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale ‘. In altri interventi ho ripetutamente sottolineato che al ‘ diritto di associarsi liberamente in partiti ‘ deve corrispondere un ‘ dovere di associarsi liberamente in partiti ‘ . La mia esperienza ( di coetaneo della nostra Carta ) mi dice, infatti, che se non si avverte, forte, il dovere di esercitare un determinato diritto, quel diritto è perso. La democrazia non può vivere di delega né di sola partecipazione assembleare. Né, tanto meno, di esercizio ‘ una tantum ‘ di un diritto – come quello di voto – che per le sbornie maggioritarie e le strombazzate esigenze di governabilità è stato oggetto di tali e tante ‘ violenze ‘ ( basti pensare alla mostruosità del cosiddetto ‘ voto utile ‘ ) da non esistere più nel nostro ordinamento : almeno come previsto dall’ art.48 della Carta.
    La partecipazione ‘ effettiva ‘, quindi, quella di cui parla il secondo comma dell’ art.3, Cost., oltre a presupporre tutto ciò che questo fondamentale articolo prevede ( e che non sto qui a ripetere ), implica necessariamente il diritto-dovere di impegnarsi attivamente nei partiti. Il termine usato, ‘ associarsi ‘ è, per me, sinonimo di iscriversi per contribuire attivamente e con ‘ metodo democratico ‘ all’ organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Rimboccarsi le maniche, sig.Mirabile-Caruso, e senza ambizioni personali, sporcarsi le mani . Esattamente come stanno facendo tanti giovani per le strade devastate di Genova, di Parma, della Maremma.
    Senza tanta prosopopea e rinunciando a questo autolesionistico sport del ‘ dagli all’ untore ‘ nei confronti dei partiti, sono sicuro che la nostra democrazia – che sta scivolando ogni giorno di più verso un regime oligarchico ed autoritario – potrà rimettersi in piedi. I sudditi indignati potranno tornare ad essere cittadini responsabili e adulti. Liberi e giusti.

    Giovanni De Stefanis

  • Condivido solo il coordinamento nazionale.

    Ma come luogo di proposta e progetto per stimolare il vertice di L&G nell’intraprendere VIE NUOVE visto che le vechie qui ci hanno portato o cmq non hanno impedito che qui si arrivasse.

    Leggendo mi è ancora una volta tornato in mente: COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE della Presidente Bonsanti del 16/06/11, su questa pagina.

    Non so se è mai arrivata all’attenzione del Circolo di Bolognai. Ma constatare quale retromarcia da quell’ipotesi è stata concepita e perseguita, mentre il Paese proseguiva la sua corsa verso il disastro e leggere le proposte del circolo, davvero non mi entusiasma. Tuttaltro, mi abbatte decisamente anche se so che sarà solo per un tempo breve!

    Mi piacerebbe davvero che tutti i soci e simpatizzant di L&G la leggessero! Una nota bellissima nell’essenza e nella forma! Allora ebbe 47 commenti entusiasti!

    Io ho in mente un progetto, capace di risollevarmi, che ho già proposto, ma ancora in cerca d’autore,: la “Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa” che si accosta molto bene a quello ipotizzato dalla Presidente!

    Un caro saluto e un augurio per un Paese Migliore!

    Paolo B.

  • Convengo con l’esigenza di formare un coordinamento nazionale per unire le forze e far sentire da ogni angolo d’ Italia, e tutti insieme, la nostra ferma opposizione alla forsennata manipolazione e all’ illegittimo stravolgimento della Costituzione.
    Corinna Ferrari, socia LeG, Milano.

  • Condivido incondizionatamente quanto espresso nei vari punti e approvo che finalmente si dia avvio a una forte iniziativa propositiva di cui solo LeG può, per sua natura, essere catalizzatrice.
    Fiorella Ercoli, circolo di Milano ma a titolo personale

  • giovanni de stefanis: “La democrazia non può vivere di delega, né di sola
    ……………………….partecipazione assembleare”…………………………………………..

    Signor de stefanis,

    la genialità rivoluzionaria della Democrazia consiste nella “polverizzazione” del Potere – nella fattispecie ‘politico’, ma non solo – trasferendolo dalle mani dei
    pochissimi alle mani dei moltissimi. La Democrazia, quindi, rimane tale fino a quando rimane ‘assembleare’, finisce di esserlo dal momento in cui diventa ‘delegata’.

    Il concetto di ‘delegazione’, infatti, ha storicamente segnato la sua morte!

    Per riportarla in vita occorrerà riallacciarsi alla sua concezione originaria “assembleare-partecipativa”: un viaggio lungo e graduale che ci lasci alle nostre spalle la mortale idea delegativa e ci ricongiunga con l’originaria e vitale idea partecipativa.

    Intenzionalmente mi astengo dal ritornare alla questione “Partiti” onde evitare di essere inutilmente ripetitivo.

    Le sono grato per la Sua cortese interazione.

    Molto cordialmente.

  • – Caro De Stefani, una sera era in programma una conferenza organizzata da Libertà e Giustizia alla quale volevo assolutamente non mancare; purtroppo non potei essere presente all’evento per problemi familiari, bimbi e sport me lo impedirono.
    Quel giorno pensai che se uno del pubblico avesse potuto condividere i video fatti sarebbe stato bello.
    Da quel giorno porto sempre la telecamera con me e condivido i video per coloro che non sono potuti venire.
    Se lei oltre a rispondere sempre tempestivamente e (brevemente), trovasse il tempo per ascoltarli, “consiglio di tenere basso il volume di youtube, per un miglior audio…) si accorgerebbe che non è il caso di attaccarsi ai cavilli burocratici di statuto o a parametri democratici diversamente recepiti.
    Qui se si vuole ascoltare, ci si accorge che LeG Bologna, ha perfettamente onorato lo statuto dell’associazione, creando un luogo, un momento ed un incontro dove Senatori di diverse appartenenze, si sono espressi come se fossero tra amici.
    Davanti ad una platea di cittadini sempre pronti a bypassare ogni tipo di tristezza e stanchezza, per ricevere una semplice “differenza”, percepire una novità “umana” da parte di quella che si usa definire Casta
    Ci hanno dato fiducia, hanno espresso la loro triste realtà quotidiana che purtroppo devono patire dai loro stessi colleghi, quei colleghi che lei identifica come “futuri laboratori di idee e condivisione”.
    Chi ama la democrazia deve impegnarsi a far si che più persone sappiano ciò che sta accadendo, chi ama la democrazia come lei, cominci ad inoltrare lettere ai vari parlamentari e chieda che si risponda nel merito di queste riforme elettorali e costituzionali.
    Che sia riportato in calce ciò che esprimono, perchè questa firma rimanga indelebile, così che i nostri figli una volta grandi sappiano che alcuni ero in giro per contrastarle e chiedere chiarimenti, loro le firmavano.
    Si ricordi però De Stefani di pubblicarle anche qui, per onore a quelli che non potevano assistere.

    Sappiamo bene che questa raccolta di idee nate a Bologna può risultare eclatante e suggestiva, ma la verità è che vengono così recepite per l’immobilità generale.
    Sappiamo bene che nessuno di noi ha voglia tempo e presunzione di creare nuovi movimenti o altre ipotesi, ma sappiamo per certo che se fossimo in tanti a domandarci il motivo di tanta fretta nel cambiare queste Leggi Democratiche, il dibattito sarebbe più interessante.
    Notte.

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